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Onere Della Prova — Anno 2025

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1925 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Onere Della Prova

Provvedimenti

Onere della prova fallimento: non solo i bilanci
Una società in liquidazione, dichiarata fallita, si era vista rigettare il reclamo per non aver depositato i bilanci degli ultimi anni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'onere della prova fallimento può essere assolto anche con documenti alternativi. Il mancato deposito dei bilanci non è di per sé decisivo e il giudice del merito è tenuto a valutare tutta la documentazione prodotta dal debitore per dimostrare di essere al di sotto delle soglie di fallibilità.
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Svalutazione crediti: legittima anche se integrale
La Corte di Cassazione chiarisce la distinzione fiscale tra svalutazione crediti e perdita su crediti. Con l'ordinanza in esame, ha stabilito che un'azienda può legittimamente svalutare un credito fino al 100% (azzerandolo) e dedurre il costo, se tale operazione si basa su una valutazione prognostica di un rischio di inesigibilità ragionevolmente prevedibile, anche se non ancora definitivo. L'Amministrazione Finanziaria non può riqualificare tale operazione come 'perdita su crediti', che richiede requisiti di prova più stringenti.
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Svalutazione crediti: legittima anche se integrale
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità della svalutazione crediti integrale, portando il loro valore a zero in bilancio, anche senza che la perdita sia definitiva. La sentenza chiarisce che tale operazione, basata su un'analisi del rischio di inesigibilità ragionevolmente prevedibile, non costituisce un indebito vantaggio fiscale e si distingue nettamente dalla 'perdita su crediti', che richiede requisiti più stringenti per la deducibilità. L'Amministrazione Finanziaria, che contestava la pratica a una compagnia assicurativa, ha visto il proprio ricorso rigettato.
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Onere della prova: auto in garanzia e spese legali
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema dell'onere della prova nei contratti di consumo. Nel caso di un'auto nuova che manifesta malfunzionamenti, i giudici hanno stabilito che la presunzione di difetto di conformità a carico del venditore può essere vinta se si prova che la causa è imputabile al consumatore, come un rifornimento con carburante sporco. La Corte ha inoltre chiarito un importante principio sull'onere delle spese legali: se la domanda dell'acquirente è infondata, quest'ultimo deve rimborsare anche le spese del terzo (es. la casa automobilistica) chiamato in causa dal venditore.
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Obblighi documentali transfer pricing: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10438/2025, si è pronunciata sugli obblighi documentali in materia di transfer pricing. Il caso riguarda un gruppo societario a cui l'Agenzia Fiscale aveva contestato maggiori imposte (IRES, IRAP, IVA) per l'anno 2013. La Corte ha stabilito che, anche per le operazioni infragruppo di 'bassa materialità', il contribuente non è esonerato dal dimostrare il rispetto del principio del valore normale. L'esenzione da specifici oneri formali di documentazione non elimina l'obbligo sostanziale di provare la correttezza dei prezzi di trasferimento su richiesta dell'Amministrazione Finanziaria. La sentenza di secondo grado è stata cassata per 'motivazione parvente' e rinviata per un nuovo esame.
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Principio di non contestazione: onere della prova
Un cittadino cita in giudizio un comune per danni da alluvione. Il convenuto non contesta la proprietà dei beni danneggiati nel primo atto difensivo. La Cassazione stabilisce che, in virtù del principio di non contestazione, l'attore è esonerato dal provare la titolarità del diritto, poiché la contestazione tardiva del convenuto è inefficace. La richiesta di risarcimento, inizialmente respinta per mancata prova della proprietà, viene quindi rivalutata.
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Onere della prova nel rimborso: il caso dei fondi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente per un rimborso fiscale su somme derivanti da un fondo pensione. La Corte ha ribadito che l'onere della prova grava interamente sul contribuente, il quale deve dimostrare non solo l'esistenza ma anche l'ammontare del rendimento netto tassabile con aliquota agevolata. In assenza di tale prova, la domanda di rimborso non può essere accolta.
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Accertamento sintetico: prova e oneri del Fisco
Un contribuente, privo di redditi dichiarati, ha impugnato un avviso di accertamento sintetico basato sul possesso di un'auto e di un immobile. Sosteneva di aver coperto le spese con un'eredità e con la pensione del fratello invalido. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimità dell'operato dell'Agenzia delle Entrate. Secondo la Corte, la presunzione di un maggior reddito è legittima quando il contribuente non riesce a provare che le sue disponibilità economiche, come un'eredità, siano state effettivamente utilizzate per le spese contestate. La persistenza di ingenti somme sul conto corrente è stata ritenuta un valido indizio dell'esistenza di altri redditi non dichiarati.
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Onere della prova risarcimento danni: il caso Cass.
Due proprietari citavano in giudizio il loro Condominio per ottenere il risarcimento dei danni a seguito della rottura di una condotta fognaria, chiedendo sia le spese di ripristino sia un indennizzo per il mancato utilizzo di un'unità immobiliare resa inagibile. Mentre la richiesta per le spese di ripristino veniva accolta, quella per il danno da mancato utilizzo veniva respinta in primo e secondo grado per genericità. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando come l'onere della prova risarcimento danni gravi sull'attore, il quale deve specificare con precisione l'immobile, la sua consistenza e le prove del pregiudizio subito, non potendo rimediare a tali mancanze in fasi successive del processo.
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Presunzioni conti correnti soci: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di accertamento fiscale, le presunzioni sui conti correnti dei soci si estendono alla società se vi è un uso promiscuo degli stessi. La sentenza chiarisce che l'utilizzo del conto personale del socio per operazioni aziendali fa scattare l'inversione dell'onere della prova: spetta alla società, e non al Fisco, dimostrare che le movimentazioni non giustificate non sono ricavi in nero. Il ricorso della società è stato rigettato proprio perché non è riuscita a fornire tale prova contraria.
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Abuso del processo: ricorso infondato e sanzioni
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento ICI di modesto valore, sostenendo l'esenzione per abitazione principale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, ribadendo che l'onere della prova per le esenzioni spetta al contribuente. Inoltre, ha condannato il ricorrente per abuso del processo, data l'infondatezza manifesta dei motivi e l'esiguo valore della causa, stabilendo un importante principio di diritto in materia.
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Abuso del processo: condanna per liti di basso valore
Una contribuente si rivolge alla Corte di Cassazione per una disputa fiscale di poco più di 50 euro relativa a un'esenzione ICI. La Corte non solo rigetta il ricorso ritenendolo infondato, ma condanna la ricorrente per abuso del processo. La sentenza sottolinea come l'avvio di un contenzioso palesemente infondato e di valore economico trascurabile costituisca un uso strumentale della giustizia, meritevole di sanzione.
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Operazioni inesistenti: la prova per presunzioni
Una società di analisi cliniche ha dedotto costi per servizi ritenuti fittizi dall'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha confermato l'accertamento, stabilendo che in caso di sospette operazioni inesistenti, l'amministrazione finanziaria può basarsi su presunzioni gravi, precise e concordanti (come pagamenti anomali o assenza di logica economica). L'onere della prova si sposta quindi sul contribuente, che deve dimostrare l'effettiva esecuzione delle prestazioni con prove concrete, non essendo sufficienti documenti formali come fatture e registrazioni contabili.
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Fallimento capogruppo ATI: onere della prova del credito
La curatela fallimentare di una società capogruppo di un'Associazione Temporanea di Imprese (ATI) ha agito contro un Comune per ottenere il pagamento di un appalto. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, a seguito dello scioglimento del mandato per fallimento, l'onere della prova del credito spettante alla singola impresa ricade sulla curatela. Non essendo stata fornita la prova della quota specifica di lavori eseguiti, la domanda di pagamento dell'intero importo è stata rigettata.
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Tempo di vestizione: quando va retribuito in più?
Un infermiere ha richiesto una retribuzione aggiuntiva per il tempo di vestizione, sostenendo che avvenisse al di fuori dell'orario di lavoro. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: spetta al lavoratore dimostrare che le operazioni di vestizione e svestizione sono state effettuate prima della timbratura in entrata e dopo quella in uscita. In assenza di tale prova, il tempo di vestizione non dà diritto a una retribuzione extra, poiché la contrattazione collettiva lo considera già ricompreso nell'orario di lavoro registrato.
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Tempo divisa infermieri: l’onere della prova in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10345/2025, ha rigettato il ricorso di un'infermiera che chiedeva la retribuzione per il 'tempo divisa'. La Corte ha stabilito che spetta al lavoratore l'onere della prova, ossia dimostrare di aver effettuato le operazioni di vestizione e svestizione prima di timbrare in entrata e dopo aver timbrato in uscita. In assenza di tale prova, la richiesta di compenso aggiuntivo non può essere accolta.
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Operazioni inesistenti: la prova spetta al Fisco?
La Cassazione rigetta il ricorso di una società contro un avviso di accertamento per operazioni inesistenti. L'Amministrazione Finanziaria può dimostrare la fittizietà di un'operazione tramite presunzioni gravi, precise e concordanti. A quel punto, spetta al contribuente fornire una prova rigorosa dell'effettività della prestazione, non bastando la sola documentazione formale come fatture e registrazioni contabili.
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Onere prova etilometro: chi deve dimostrarne il vizio?
Una conducente viene condannata per guida in stato di ebbrezza. Il suo ricorso, basato sulla presunta inaffidabilità dell'etilometro e sulla richiesta di visionarne il libretto, viene respinto. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale sull'onere prova etilometro: spetta all'imputato dimostrare un vizio specifico dell'apparecchio, non essendo sufficiente una generica contestazione per invalidare il test. La Corte ha inoltre rigettato le altre censure relative alla pena e alle attenuanti.
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Onere della prova immigrazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero condannato per soggiorno irregolare. La sentenza ribadisce un principio fondamentale: l'onere della prova immigrazione, ossia il dovere di dimostrare la pendenza di una richiesta di regolarizzazione, grava interamente sull'imputato. In assenza di elementi concreti forniti dalla difesa, il giudice non è tenuto a disporre d'ufficio ulteriori accertamenti. La mera permanenza sul territorio senza un valido titolo di soggiorno è sufficiente per integrare il reato.
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Costi infragruppo: prova di inerenza e utilità
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito i rigorosi criteri per la deducibilità dei costi infragruppo. Il caso riguardava una società a cui l'Amministrazione Finanziaria contestava la detrazione dell'IVA su servizi forniti da consociate estere. La Corte ha accolto il ricorso dell'Ufficio, cassando la sentenza di merito e affermando che non è sufficiente produrre i contratti, ma è necessario che la società contribuente fornisca la prova puntuale dell'effettiva utilità e del vantaggio concreto ricevuto da tali servizi.
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