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Omologazione — Anno 2026

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67 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Omologazione

Provvedimenti

Guida in stato di ebbrezza: etilometro e sanzioni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per guida in stato di ebbrezza nei confronti di un conducente che aveva causato un incidente stradale con un tasso alcolemico superiore a 2,11 g/l. La difesa contestava la validità dell'etilometro per una discrepanza formale nel codice di omologazione e invocava la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Gli Ermellini hanno stabilito che l'errore nel codice era un mero vizio formale dovuto a una voltura societaria e che la pericolosità della condotta, culminata nel ribaltamento del veicolo, esclude qualsiasi riconoscimento di tenuità dell'offesa.
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Accordo di ristrutturazione: legittimazione al reclamo
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in un accordo di ristrutturazione, il creditore pubblico che non propone opposizione nei termini non è legittimato a presentare reclamo contro l'omologa. Nel caso di specie, l'ente previdenziale non aveva partecipato alla fase davanti al Tribunale, perdendo la possibilità di impugnare la decisione.
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Compenso commissario giudiziale: criteri di calcolo
La Corte di Cassazione ha confermato i criteri per la determinazione del compenso commissario giudiziale nel concordato preventivo. La decisione chiarisce che il giudice può decidere discrezionalmente tra i minimi e i massimi tariffari, escludendo categoricamente la possibilità di una doppia liquidazione per le fasi pre e post-omologazione, al fine di evitare irragionevoli duplicazioni dei costi procedurali.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla decreto
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto della Corte d'Appello che respingeva il reclamo di una società in liquidazione contro il diniego di omologazione di un concordato semplificato. La decisione è stata cassata per vizio di motivazione apparente, poiché i giudici d'appello non avevano fornito un'adeguata e autonoma argomentazione logico-giuridica, limitandosi a un richiamo generico alla decisione di primo grado e a considerazioni oscure riguardo un debito fiscale, senza analizzare i motivi specifici del reclamo. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Conflitto di interesse creditore e voto nel concordato
In una complessa procedura di concordato fallimentare con tre proposte concorrenti, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema del conflitto di interesse creditore. Inizialmente, il voto di un creditore proponente sulla propria proposta era stato annullato per conflitto di interessi. La questione successiva era se tale conflitto si estendesse anche al voto dello stesso creditore sulla proposta di un concorrente. La Corte ha stabilito un importante principio di diritto: non sussiste un conflitto di interesse che escluda dal voto il creditore proponente quando esprime la sua preferenza sulla proposta concorrente di un terzo. Di conseguenza, il ricorso è stato rigettato, poiché, ricalcolando i voti secondo questo principio, la proposta del ricorrente non avrebbe comunque raggiunto la maggioranza necessaria.
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Onere della prova etilometro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La Corte chiarisce che l'onere della prova etilometro spetta alla pubblica accusa per quanto riguarda omologazione e verifiche periodiche, ma l'imputato deve sollevare contestazioni specifiche e non generiche per metterle in discussione. Viene inoltre confermato il diniego della non punibilità per tenuità del fatto a causa della pericolosità della condotta.
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Concordato semplificato: inammissibile il ricorso
Una società in liquidazione ha impugnato in Cassazione il decreto con cui il Tribunale aveva revocato l'apertura della procedura di concordato semplificato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che tale provvedimento, per espressa disposizione di legge e per la sua natura non decisoria, non può essere oggetto di ricorso straordinario. La decisione conferma che i rimedi impugnatori sono tassativi e che l'assenza del requisito della decisorietà preclude l'accesso alla Cassazione.
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