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Occupazione Abusiva Di Terreni

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Occupazione abusiva di terreni: terreno vasto, niente tenuità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la condanna per occupazione abusiva di terreni. L'imputato contestava la valutazione della responsabilità e il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. I giudici di legittimità hanno chiarito che non è possibile richiedere in Cassazione una nuova valutazione delle prove già esaminate in appello. L'occupazione abusiva di terreni riguardava una superficie di notevole estensione e costituiva un reato permanente, elementi che escludono a priori la lieve entità dell'offesa. Di conseguenza, la Corte ha confermato la condanna e ha sanzionato il ricorrente con il pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Occupazione abusiva di terreni: niente scuse senza prove
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale nei confronti di un soggetto accusato di occupazione abusiva di terreni appartenenti al patrimonio comunale. L'imputato aveva occupato l'area pubblica per costruire manufatti senza autorizzazione edilizia. La difesa ha invocato lo stato di necessità legato all'emergenza abitativa del proprio nucleo familiare per escludere la colpevolezza. I giudici hanno respinto questa tesi per la totale assenza di prove sulla ricerca di soluzioni legali alternative, come contratti di locazione o domande per alloggi di edilizia residenziale pubblica. Mancava inoltre un pericolo imminente e inevitabile. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende oltre alle spese.
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Occupazione abusiva di terreni: la condanna resta definitiva
Due imprenditori del settore lapideo hanno subito una condanna per il reato di occupazione abusiva di terreni mediante accumulo di materiali di lavorazione del porfido. I giudici territoriali hanno accertato la loro responsabilità attraverso i documenti di trasporto e lo sgombero spontaneo dell'area dopo l'ordinanza amministrativa. Uno dei responsabili ha inoltre reiterato l'invasione dopo il ripristino dei luoghi, perdendo il diritto alla sospensione condizionale della pena. Gli imputati hanno presentato ricorso per cassazione contestando la valutazione delle prove. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili per genericità e manifesta infondatezza, condannando ciascun ricorrente alle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Occupazione abusiva di terreni: auto rimosse e reato prescritto
Un cittadino veniva condannato dal Giudice di Pace per l'occupazione abusiva di terreni altrui tramite il parcheggio di diverse autovetture. L'imputato proponeva ricorso in Cassazione contestando, tra i vari motivi, l'effettiva permanenza del reato e la decorrenza dei termini di prescrizione, considerando la natura mobile dei veicoli. La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso ammissibile. I giudici hanno chiarito che, in mancanza di prove sulla stabilità dell'occupazione e data la natura rimovibile delle auto, il tempo necessario per la prescrizione inizia a decorrere dalla data iniziale del fatto contestato. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando il reato estinto per intervenuta prescrizione.
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Costruiscono case su suolo pubblico: condanna per occupazione abusiva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per diversi soggetti per il reato di occupazione abusiva di terreni pubblici. Gli imputati avevano costruito manufatti adibiti ad abitazione per le loro famiglie su un'area di proprietà comunale. Il loro ricorso è stato dichiarato inammissibile perché basato su motivi generici e già respinti nei precedenti gradi di giudizio. La sentenza stabilisce che l'esigenza abitativa non giustifica l'invasione di suolo pubblico, rendendo la condanna definitiva e condannando gli occupanti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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