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Obbligo Di Presentazione Alla P.G.

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Misura accessoria al DASPO che impone al destinatario di presentarsi presso un ufficio di Polizia Giudiziaria (P.G.) in concomitanza con lo svolgimento delle manifestazioni sportive per cui vige il divieto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Lieve entità spaccio stupefacenti: rigetto per quantità e purezza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a carico di un imputato per detenzione illecita di droga. L'indagato chiedeva il riconoscimento della fattispecie di lieve entità spaccio stupefacenti e le attenuanti generiche. I giudici hanno respinto la richiesta a causa del rilevante peso della droga, dell'elevato grado di purezza e dell'ampia capacità di diffusione sul mercato criminale. L'uomo ha inoltre commesso il reato mentre era sottoposto all'obbligo di firma presso la polizia giudiziaria, dimostrando un'elevata pericolosità sociale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando il ricorrente alle spese e a una sanzione di tremila euro.
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Misure cautelari per decorrenza termini: stop agli automatismi
L'Imputato, accusato di associazione mafiosa, ottiene la scarcerazione dalla custodia in carcere per avvenuta scadenza dei termini massimi. I giudici territoriali applicano nei suoi confronti l'obbligo di firma, richiamando automaticamente la presunzione legale di pericolosità per i reati di mafia e la natura stabile della consorteria criminale. La difesa contesta tale automatismo, segnalando il ridimensionamento delle accuse intervenuto nei precedenti giudizi e il lungo tempo trascorso dai fatti contestati. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'indagato e stabilisce che l'applicazione delle misure cautelari per decorrenza termini richiede una verifica concreta e attuale delle esigenze cautelari. Il Tribunale deve valutare il mutato quadro indiziario senza limitarsi a formule astratte.
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Misure cautelari personali annullate: reato datato e nessun pericolo
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio l'ordinanza con cui il Tribunale applicava a un lavoratore l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per una presunta cessione di sostanze stupefacenti. La difesa ha evidenziato la totale fragilità degli indizi, basati su intercettazioni equivoche relative a consegne di formaggio, e l'assenza di riconoscimento da parte dei presunti acquirenti. Gli ermellini hanno accolto il ricorso sul tema delle misure cautelari personali, rilevando l'assenza di attualità e concretezza del pericolo di reiterazione. Il fatto contestato risaliva a diversi anni prima, consisteva in un singolo episodio isolato e il lavoratore aveva nel frattempo interrotto ogni rapporto di lavoro con il presunto mandante. La misura perde quindi efficacia immediata.
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Sostituzione misura cautelare: arresti revocati ma ricorso respinto
Un uomo, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, ha impugnato l'ordinanza che confermava la misura degli arresti domiciliari. Durante il giudizio di Cassazione, è intervenuta la sostituzione misura cautelare con il più lieve obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I primi motivi di ricorso sono stati ritenuti troppo generici, mentre i restanti motivi, relativi all'adeguatezza della vecchia misura, sono stati dichiarati privi di interesse concreto proprio a causa della sopravvenuta sostituzione misura cautelare. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Diritto di difesa violato: annullato l’obbligo di firma
Il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato l'obbligo di firma per cinque anni imposto dal Questore a un cittadino, omettendo però di esaminare la memoria difensiva tempestivamente depositata dall'avvocato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cittadino, stabilendo che il mancato esame delle deduzioni difensive viola gravemente il diritto di difesa. La Suprema Corte ha chiarito che la garanzia del contraddittorio non è un mero formalismo, ma richiede una valutazione reale e concreta delle ragioni dell'interessato da parte del giudice. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida, disponendo il rinvio al Tribunale per un nuovo esame e sospendendo temporaneamente l'efficacia dell'obbligo di firma.
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Obbligo di presentazione alla P.G.: legittima la misura estesa
Un indagato per ricettazione ha proposto ricorso contro la decisione del Tribunale del Riesame che ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla P.G. La difesa lamentava che il Tribunale avesse esteso la misura anche a un secondo reato di ricettazione senza una formale richiesta del Pubblico Ministero. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno accertato che il Pubblico Ministero aveva regolarmente reiterato la richiesta cautelare per entrambi i reati contestati. Di conseguenza, la decisione del Tribunale del Riesame è pienamente legittima poiché fondata su una regolare domanda dell'accusa. L'indagato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Misure cautelari: quando si applicano dopo la scarcerazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato al quale erano state applicate nuove misure cautelari non custodiali dopo la sua scarcerazione per scadenza dei termini massimi di custodia. La Corte ha stabilito che l'applicazione di nuove misure è legittima se fondata su un'esigenza cautelare nuova e diversa da quella originaria, come il pericolo di fuga emerso a seguito di una pesante condanna, anche se non definitiva.
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Obbligo di presentazione alla PG: limiti e motivazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un tifoso destinatario di un DASPO con obbligo di presentazione alla PG. Pur confermando la legittimità della misura basata sulla pericolosità del soggetto, la Corte ha annullato l'ordinanza di convalida nella parte in cui imponeva un doppio obbligo di firma per le partite in casa, a causa della totale assenza di motivazione su questo specifico, più gravoso, aspetto della misura restrittiva.
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Obbligo di presentazione: legittimo anche senza precedenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un tifoso contro un DASPO con obbligo di presentazione. La sentenza chiarisce che la misura è legittima anche per soggetti incensurati se la loro condotta è grave e violenta, poiché la pericolosità si desume dai fatti stessi. L'obbligo di presentazione serve a rafforzare il divieto di accesso allo stadio quando questo, da solo, non è ritenuto sufficiente.
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Obbligo di presentazione PG: quando è legittimo?
Un tifoso ricorre contro un provvedimento di DASPO con annesso obbligo di presentazione alla PG, sostenendone l'illegittimità per carenza di prove e motivazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la pericolosità del soggetto può essere desunta dalla gravità della singola condotta violenta, giustificando la misura anche in assenza di precedenti specifici. La Corte ha ritenuto la misura, inclusa la durata di due anni e le modalità di firma, proporzionata alla gravità dei fatti, qualificati come guerriglia urbana.
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