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Nulla Osta Paesaggistico

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Autorizzazione rilasciata dall'autorità competente per interventi edilizi in aree soggette a vincoli per la tutela del paesaggio, che verifica la compatibilità dell'opera con il contesto protetto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Inammissibilità del ricorso per cassazione: sanzione per abusi
Un cittadino ha impugnato in Cassazione la sentenza di condanna per reati edilizi, paesaggistici e per la violazione delle normative sismiche. Il ricorrente ha sostenuto che la decisione precedente fosse viziata da una motivazione apparente. La Corte di Cassazione ha analizzato gli atti rilevando l'assenza di contestazioni specifiche verso i punti della sentenza impugnata. Poiché la difesa si è limitata ad affermazioni generiche smentite dai documenti di causa, i giudici hanno dichiarato l'inammissibilità del ricorso per cassazione. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende, rendendo definitiva la condanna penale.
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Condono edilizio: Silenzio-assenso non basta contro ordine di demolizione
Il Tribunale ha rigettato la richiesta di un Cittadino di revocare un ordine di demolizione per un abuso edilizio, un ampliamento di 19,13 mq. Il Cittadino sosteneva di aver diritto al condono edilizio per silenzio-assenso, avendo completato l'opera entro i termini e ottenuto i permessi paesaggistici. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, poiché l'accertamento dell'abuso e l'apposizione dei sigilli sono avvenuti dopo la scadenza del termine ultimo per il condono (31 dicembre 1993). Il Cittadino non ha fornito prove certe dell'ultimazione dei lavori entro la data richiesta.
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Opere sul fiume: il vincolo paesaggistico blocca la costruzione
Una società sportiva concessionaria di un'area demaniale lungo un fiume ha richiesto il permesso per costruire edifici e strutture stabili. La Regione ha negato il nulla osta, applicando il vincolo paesaggistico che vieta nuove costruzioni entro 150 metri dalle sponde. La società ha impugnato il diniego sostenendo che il Piano di Bacino consentisse tali opere prevalendo sulle norme paesaggistiche regionali. Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ha respinto il ricorso. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno confermato il verdetto, affermando che la tutela del paesaggio prevale sulle norme di settore e che i diversi piani territoriali devono essere applicati in modo coordinato, con preferenza per la disciplina più restrittiva a salvaguardia dell'ambiente. Il ricorso della società sportiva è stato definitivamente respinto.
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Reato paesaggistico: spiaggia sequestrata per lavori di pulizia
Il titolare di una concessione demaniale marittima ha eseguito lavori di sbancamento e movimentazione di grossi massi su una spiaggia senza la necessaria autorizzazione. Il Tribunale ha disposto il sequestro preventivo dell'area per evitare la prosecuzione delle opere abusive. Il concessionario ha proposto ricorso sostenendo l'insussistenza del vincolo e l'assenza di danno. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando il sequestro. La Corte ha chiarito che il litorale marino entro i 300 metri dalla battigia è protetto da vincolo paesaggistico automatico. Di conseguenza, qualsiasi intervento non autorizzato configura un reato paesaggistico, rendendo legittimo il blocco preventivo dei lavori da parte dell'autorità giudiziaria per tutelare l'ambiente costiero.
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Nullità contratto d’appalto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la nullità di un contratto d'appalto per un'opera pubblica a causa della mancanza delle autorizzazioni urbanistiche e paesaggistiche. La sentenza sottolinea che l'assenza di questi permessi viola norme imperative e rende il contratto insanabilmente nullo, rigettando il ricorso di un'impresa costruttrice che richiedeva il pagamento dei lavori.
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Condono edilizio: no a lavori per sanare l’abuso
La Corte di Cassazione ha stabilito l'inammissibilità di un ricorso contro un ordine di demolizione. Il ricorrente sosteneva di aver ottenuto un condono edilizio, ma la Corte ha chiarito che non è possibile sanare un'opera abusiva eseguendo modifiche dopo la data limite fissata dalla legge. Un nulla osta paesaggistico condizionato a tali lavori postumi è quindi inefficace ai fini del condono edilizio.
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Condono edilizio: no a lavori post-termine
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario, confermando che il condono edilizio non è valido se l'immobile richiede lavori di adeguamento, anche solo estetici, da eseguirsi dopo la data limite fissata dalla legge (31.12.1993). Qualsiasi intervento successivo per rendere sanabile l'opera costituisce un indebito aggiramento della disciplina legale, poiché la conformità deve esistere alla data di scadenza del termine.
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