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Notifica Al Fallito

7 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Notifica al fallito: quando è valida l’impugnazione?
Un contribuente, dichiarato fallito, impugnava un'intimazione di pagamento sostenendo la mancata notifica personale delle cartelle esattoriali, notificate solo al curatore. La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata notifica al fallito non invalida automaticamente l'atto. Il contribuente ha un diritto di impugnazione condizionato all'inerzia del curatore, e la tempestività del suo ricorso va valutata dal momento dell'effettiva conoscenza dell'atto. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Notifica al fallito: quando è nulla e sanabile
Un'ordinanza della Cassazione affronta il caso della notifica al fallito di un atto di appello dopo la dichiarazione di fallimento. Se l'atto è notificato all'impresa anziché al curatore, la notifica non è inesistente ma nulla. Di conseguenza, il giudice deve ordinare la rinnovazione della notifica e non dichiarare l'appello inammissibile. La Corte ha cassato la sentenza di secondo grado, rinviando la causa per integrare correttamente il contraddittorio.
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Notifica al fallito: quando è nulla e sanabile
La Corte di Cassazione chiarisce che la notifica dell'atto di appello effettuata alla società, anziché al curatore fallimentare, dopo la dichiarazione di fallimento, non rende l'appello inammissibile. Tale vizio costituisce una nullità sanabile. Il giudice ha l'obbligo di ordinare la rinnovazione della notifica al fallito, ovvero al suo curatore, garantendo così il corretto svolgimento del processo. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per non aver seguito questo principio.
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Notifica al fallito: validità e conseguenze
Un contribuente, dichiarato fallito, si vede recapitare una cartella di pagamento per debiti IVA sorti prima del fallimento. Gli avvisi di accertamento erano stati notificati solo al curatore fallimentare. Una volta tornato in bonis, il contribuente impugna la cartella, sostenendo di non aver mai avuto conoscenza degli atti. La Corte di Cassazione, di fronte alla complessa questione sulla validità della notifica al fallito eseguita solo al curatore, ha disposto con ordinanza interlocutoria il rinvio della causa a pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Notifica al fallito: quando è valida per il Fisco?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9150/2024, ha stabilito che la notifica di un atto impositivo al solo curatore fallimentare non è sufficiente a far decorrere i termini per il contribuente. Il soggetto fallito, una volta tornato in bonis, può legittimamente contestare la pretesa fiscale, inclusa la prescrizione, a partire dalla notifica del successivo atto a lui direttamente indirizzato. La Corte ha quindi cassato la sentenza che riteneva preclusa l'eccezione di prescrizione, basandosi su una precedente notifica al fallito effettuata unicamente al curatore.
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Notifica al fallito: atto nullo se non è doppia
Un contribuente, dichiarato fallito, impugnava un preavviso di fermo basato su una cartella di pagamento per debiti fiscali anteriori al fallimento. La cartella era stata notificata solo al curatore fallimentare. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la notifica al fallito è necessaria per rendere l'atto opponibile alla persona fisica, sebbene la notifica al solo curatore sia sufficiente per la procedura fallimentare. L'omessa notifica al contribuente gli consente di impugnare l'atto successivo (il fermo) per vizio di notifica dell'atto presupposto (la cartella).
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Notifica al fallito: quando è irregolare? La Cassazione
Un contribuente, tornato in possesso dei suoi beni dopo un fallimento, riceve una cartella esattoriale per debiti fiscali. La notifica degli accertamenti originari era stata fatta solo al curatore fallimentare. La Corte di Cassazione, rilevando la complessità del caso, in quanto le sentenze tributarie sono diventate definitive dopo la chiusura del fallimento, ha rinviato la decisione per un approfondimento. La questione centrale è il diritto del contribuente a essere informato, anche durante il fallimento, per tutelarsi una volta tornato in bonis. La mancata notifica al fallito diretto potrebbe non essere una semplice irregolarità.
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