Un detenuto, trovato in possesso di un cellulare in carcere, era stato condannato per il reato di inosservanza provvedimenti autorità. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna, stabilendo un principio fondamentale: questo reato si configura solo violando un ordine specifico e individuale, non una norma generale come il regolamento carcerario. Poiché il regolamento si applica a tutti i detenuti in modo astratto, la sua violazione non integra tale reato. Al tempo dei fatti (2018), non esisteva ancora una legge specifica che punisse il possesso del telefono in cella. L'imputato è stato quindi assolto perché il fatto non costituiva reato.
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