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Motivi Rinunciati

12 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Nel contesto del concordato in appello, sono le doglianze e le argomentazioni che l'imputato decide di non portare avanti in cambio dell'accoglimento di altri motivi e della conseguente rideterminazione della pena.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Inammissibilità Ricorso Penale: Quando l’Accordo Prevale sull’Appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale presentato da un imputato contro una sentenza di concordato in appello. L'imputato contestava la mancata valutazione delle condizioni di proscioglimento e di non punibilità, ma la Corte ha chiarito che tali motivi non sono ammissibili quando si ricorre contro una sentenza basata su un accordo in appello. La legge prevede specifici motivi per contestare queste sentenze, e quelli sollevati dall'imputato rientravano tra i motivi rinunciati o non consentiti. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e l'imputato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende.
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Ricorso inammissibile: il concordato in appello non si impugna così
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile. Un imputato aveva impugnato una sentenza di concordato in appello, ma i motivi presentati non erano consentiti dalla legge. L'articolo 599-bis del codice di procedura penale stabilisce quali contestazioni sono ammissibili contro tali accordi. La Corte ha ribadito che non si possono contestare motivi a cui si è rinunciato o la mancata valutazione delle condizioni di proscioglimento. Il ricorso inammissibile ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000 euro alla Cassa delle Ammende.
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Concordato in Appello: Accordo Fatto, Ricorso Impossibile
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena tramite un concordato in appello per reati legati agli stupefacenti, ha tentato di impugnare la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Lamentava l'entità della pena e la mancata assoluzione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio chiaro: una volta accettato il concordato in appello, non è più possibile contestare nel merito la pena pattuita o le questioni a cui si è rinunciato. L'impugnazione è consentita solo per vizi nella formazione dell'accordo o per una decisione del giudice non conforme a quanto pattuito. L'imputato ha quindi perso il ricorso ed è stato condannato a pagare le spese.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che, dopo aver stipulato un **concordato in appello**, lamentava l'omessa motivazione circa la sussistenza di cause di proscioglimento. La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena limita drasticamente i motivi di impugnazione, rendendo inammissibili le doglianze relative alla mancata valutazione ex art. 129 c.p.p. o alla determinazione della sanzione, a meno che quest'ultima non risulti palesemente illegale.
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Ricorso 599-bis: Limiti e inammissibilità in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. (concordato in appello). Gli imputati avevano contestato aspetti relativi al calcolo della pena, ma la Suprema Corte ha ribadito che il ricorso 599-bis è consentito solo per vizi procedurali specifici e non per riesaminare il merito della pena concordata, che si considera rinunciata con l'accordo stesso.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati contro una sentenza emessa a seguito di un "concordato in appello". L'ordinanza ribadisce che tale accordo preclude la possibilità di contestare la responsabilità e la qualificazione del reato, limitando l'impugnazione a vizi specifici dell'accordo o all'illegalità della pena.
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Ricorso in cassazione concordato: i limiti del riesame
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in cassazione concordato presentato da un imputato. L'appello contestava la mancata riqualificazione di un reato in materia di stupefacenti in un'ipotesi meno grave, ma tale motivo era stato oggetto di rinuncia durante l'accordo in appello. La Corte ribadisce che l'impugnazione contro sentenze di concordato è limitata ai vizi nella formazione dell'accordo o all'illegalità della pena, escludendo i motivi precedentemente rinunciati.
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Concordato in appello: limiti ricorso cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver definito la pena tramite concordato in appello, ha tentato di contestare la qualificazione giuridica del fatto. La sentenza chiarisce che l'accordo preclude la possibilità di sollevare in Cassazione i motivi oggetto di rinuncia, ammettendo l'impugnazione solo per vizi specifici legati alla formazione dell'accordo stesso. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: il ricorso non è ammesso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver stipulato un concordato in appello e rinunciato a specifici motivi, ha tentato di riproporli in sede di legittimità. La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo procedurale rende definitive le rinunce, precludendo un successivo esame nel merito dei punti abbandonati. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
Un imputato, dopo aver ottenuto una riduzione di pena tramite un concordato in appello per furto, ha presentato ricorso in Cassazione per contestare la qualificazione giuridica del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'accordo implica una rinuncia a tutti i motivi non concordati, che non possono essere riproposti nel successivo grado di giudizio.
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Ricorso inammissibile: limiti impugnazione sentenza
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza di "concordato in appello" per un reato fiscale. L'ordinanza stabilisce che l'impugnazione di tali sentenze è limitata a vizi relativi alla formazione della volontà delle parti o all'illegalità della pena, escludendo doglianze su motivi procedurali o sulla prescrizione, considerati rinunciati con l'accordo stesso.
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Ricorso inammissibile: limiti del concordato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di tre imputati contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello' (ex art. 599-bis c.p.p.). La Corte ribadisce che, una volta raggiunto l'accordo sulla pena, non è possibile contestare in Cassazione aspetti come la quantificazione della pena, la qualificazione giuridica o l'omessa valutazione di cause di non punibilità, a meno che non si tratti di vizi nella formazione della volontà, nel consenso del PM o di una prescrizione maturata prima della sentenza. La decisione sottolinea la natura di rinuncia implicita ai motivi di gravame che caratterizza il concordato, rendendo il ricorso inammissibile e comportando la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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