La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tre soggetti coinvolti nella tragica uccisione di un uomo e nella successiva distruzione del suo cadavere. Il fatto è scaturito dalla gelosia ossessiva dell'esecutore materiale verso la ex compagna, che aveva iniziato una nuova relazione con la vittima. Un complice ha agevolato l'azione attirando la vittima in trappola e assistendo al delitto, configurando un pieno concorso in omicidio, poiché l'evento era ampiamente prevedibile date le circostanze. Il fratello dell'omicida ha poi aiutato a bruciare l'auto con il corpo all'interno, portando una tanica di benzina di notte. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili tutti i ricorsi, confermando l'ergastolo per l'autore materiale, ventiquattro anni per il complice e tre anni per il fratello, oltre al risarcimento dei danni alle parti civili.
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