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Modifica Domanda Giudiziale

6 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Modifica domanda giudiziale: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna che, dopo aver chiesto la revoca di una confisca per beni acquisiti fino al 2004, tentava di estendere la richiesta a beni successivi tramite una memoria successiva. La Corte ha stabilito che la **modifica domanda giudiziale** è impossibile dopo l'inizio del procedimento, poiché l'oggetto della contesa (petitum) si 'cristallizza' con l'atto introduttivo, rendendo le richieste successive proceduralmente inammissibili.
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Modifica domanda giudiziale: quando è ammissibile?
Una controversia immobiliare su lavori di sbancamento e deflusso delle acque si trasforma in un caso di procedura civile. La questione centrale riguarda la possibilità per l'attore di introdurre una domanda di usucapione in risposta alla difesa del convenuto. L'ordinanza interlocutoria analizza i limiti della modifica domanda giudiziale ex art. 183 c.p.c., rimettendo la decisione alle Sezioni Unite della Cassazione per chiarire se una domanda nuova, consequenziale alla difesa avversaria, possa essere considerata una modifica ammissibile.
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Modifica Domanda Giudiziale: Cassazione chiarisce
In un caso di compravendita immobiliare tra ex conviventi, la Corte di Cassazione ha stabilito che la modifica domanda giudiziale da negozio fiduciario a simulazione è ammissibile. Si tratta di una precisazione (emendatio) e non di una domanda nuova (mutatio), poiché la vicenda sostanziale rimane la stessa. La Corte ha inoltre chiarito che la richiesta di prova testimoniale per lo smarrimento incolpevole della controdichiarazione, documento chiave per provare la simulazione, era stata erroneamente considerata tardiva. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Modifica domanda giudiziale: quando è ammissibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34454/2024, ha chiarito i limiti della modifica della domanda giudiziale. In una disputa tra vicini per servitù di veduta e di scolo, la Corte ha stabilito che è ammissibile modificare la domanda iniziale se questa rimane connessa alla vicenda sostanziale originaria e non compromette il diritto di difesa. Il caso ha confermato che la reazione alla difesa del convenuto (c.d. reconventio reconventionis) può legittimamente portare a una precisazione o modifica della pretesa dell'attore, rigettando il ricorso dei proprietari soccombenti.
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Modifica domanda giudiziale: i limiti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che non è possibile estendere una richiesta di risarcimento per includere danni verificatisi dopo l'inizio della causa, se questi derivano da fatti nuovi. Una simile operazione costituisce una modifica domanda giudiziale inammissibile (mutatio libelli) e non una semplice precisazione (emendatio libelli). Il caso riguardava infiltrazioni in un immobile per le quali erano stati richiesti i danni già subiti; la pretesa per i danni successivi, avvenuti in corso di causa, è stata rigettata.
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Modifica domanda giudiziale: da riduzione a risoluzione
In una controversia su un contratto d'appalto per la fornitura di scafi, una società committente ha inizialmente chiesto la riduzione del prezzo per vizi dell'opera. Successivamente, ha tentato di modificare la sua richiesta in risoluzione del contratto. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni dei gradi inferiori, ha stabilito che la modifica domanda giudiziale in questo senso è ammissibile. La Corte ha chiarito che non si tratta di una domanda nuova, ma di una modifica della domanda originaria basata sulla stessa causa (l'inadempimento del fornitore), consentendo così una maggiore flessibilità processuale.
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