Un recluso presenta istanza per ottenere l'autorizzazione all'acquisto di vari beni tramite sopravvitto. Prima dell'udienza, deposita una memoria integrativa estendendo la lista a riviste, lettori CD, musica e profumo. Il Tribunale di Sorveglianza concede solo i generi alimentari e un pelapatate, ritenendo erroneamente non formulata la richiesta per gli altri oggetti. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della difesa. I giudici supremi rilevano un travisamento degli atti processuali, poiché l'interessato aveva formalizzato ritualmente tutte le voci. La Suprema Corte sancisce che ogni reclamo del detenuto tempestivamente integrato deve ricevere una risposta esplicita sul merito. L'ordinanza impugnata viene quindi annullata con rinvio per un nuovo esame completo delle istanze.
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