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Mobilità

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47 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Diritto di precedenza nell’assunzione: azienda condannata
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni lavoratori a essere assunti da un'azienda che aveva violato un accordo sindacale. L'accordo prevedeva un chiaro diritto di precedenza nell'assunzione per il personale in mobilità in caso di nuove aperture. L'Azienda, invece, aveva assunto altre persone per un nuovo punto vendita. I giudici hanno stabilito che l'impegno preso con i sindacati era vincolante e non poteva essere ignorato. La Corte ha quindi respinto il ricorso dell'Azienda, condannandola a procedere con le assunzioni dei lavoratori pretermessi e a risarcire il danno per le mancate retribuzioni. La sentenza ribadisce l'importanza e la forza vincolante degli accordi collettivi.
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Litisconsorzio necessario: ricorsi mobilità docenti
Una docente ha impugnato il mancato trasferimento interprovinciale, lamentando l'assegnazione dei posti a colleghi con minore anzianità. La Corte di Cassazione ha chiarito che in tali controversie sussiste il litisconsorzio necessario tra il ricorrente, l'amministrazione e i docenti controinteressati che hanno ottenuto il posto. Poiché nel caso di specie non tutti i soggetti erano stati regolarmente chiamati in giudizio, la Suprema Corte ha cassato la sentenza, ordinando il rinvio al primo grado per integrare il contraddittorio. La decisione ribadisce che la pretesa al trasferimento è un'azione di adempimento che richiede una visione unitaria della procedura.
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Sgravi contributivi per assunzioni: stop allo scambio di personale
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego degli **Sgravi contributivi per assunzioni** richiesti da un imprenditore individuale. Il caso riguardava un'operazione di scambio sistematico di manodopera tra due imprese collegate in un'Associazione Temporanea di Imprese (ATI). Le aziende avevano assunto reciprocamente i lavoratori licenziati dall'altra nei sei mesi precedenti. Inoltre, i legali rappresentanti delle due ditte erano stati assunti l'uno dall'altro come lavoratori subordinati negli stessi cantieri. I giudici hanno ravvisato un intento elusivo volto a ottenere incentivi pubblici senza una reale creazione di nuova occupazione. La Suprema Corte ha ribadito che le agevolazioni non spettano se tra l'impresa che licenzia e quella che assume sussiste un collegamento sostanziale o un comune nucleo proprietario finalizzato a eludere la legge.
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Incentivo all’esodo: accordo individuale vs sindacale
Un lavoratore ha richiesto l'erogazione dell'incentivo all'esodo previsto da un accordo sindacale aziendale dopo la chiusura di una sede operativa. Tuttavia, la Corte ha accertato che il dipendente aveva stipulato un accordo individuale separato e autonomo con la società per facilitare la sua assunzione presso un nuovo datore di lavoro. Tale intesa privata prevedeva la rinuncia al trasferimento e la cessazione anticipata del rapporto. La Cassazione ha confermato che l'esistenza di questo patto autonomo esclude l'applicazione automatica dei benefici collettivi, dichiarando il ricorso inammissibile poiché volto a una revisione dei fatti già accertati nei gradi di merito.
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Trasferimento d’azienda: limiti negli appalti 118
Un autista soccorritore ha impugnato il licenziamento intimato a seguito di una procedura di mobilità, sostenendo che il subentro di una nuova società nella gestione del servizio di emergenza sanitaria regionale configurasse un trasferimento d'azienda. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il semplice avvicendamento in un appalto di servizi, senza il passaggio di un'organizzazione produttiva preesistente, non integra la fattispecie del trasferimento d'azienda ai sensi dell'art. 2112 c.c.
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Prescrizione contributi previdenziali: guida mobilità
La Corte di Cassazione ha confermato che i crediti vantati dall'ente previdenziale per oneri derivanti dalla cosiddetta mobilità lunga sono soggetti alla prescrizione contributi previdenziali quinquennale. Il caso ha riguardato una società di telecomunicazioni a cui l'ente chiedeva il rimborso di somme erogate ai lavoratori licenziati. La Suprema Corte ha chiarito che tali oneri, essendo correlati al finanziamento della contribuzione figurativa, rientrano nell'ampia categoria dei contributi previdenziali e non possono essere soggetti alla prescrizione ordinaria decennale.
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Demansionamento pubblico impiego: le nuove regole
Un dipendente pubblico ha impugnato il trasferimento presso un nuovo ente locale denunciando un demansionamento dovuto al passaggio dal grado di ufficiale a quello di sottufficiale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che nel pubblico impiego non si configura demansionamento se le nuove mansioni appartengono alla stessa categoria contrattuale e posizione economica del precedente incarico. Il principio dell'equivalenza formale prevale sulla percezione soggettiva del prestigio del ruolo.
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Mobilità docenti: conta la scelta o il merito?
Una docente ha impugnato l'assegnazione di una sede scolastica avvenuta nell'ambito del piano straordinario di assunzioni, lamentando che il Ministero avesse dato priorità all'ordine di preferenza espresso dai candidati anziché al punteggio di merito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che nella mobilità docenti per la specifica fase C, la contrattazione collettiva può legittimamente prevedere la formazione di graduatorie distinte basate sulla priorità delle scelte indicate, senza violare i principi costituzionali di merito e buon andamento.
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Litisconsorzio necessario nella mobilità docenti
Una docente ha impugnato gli esiti della mobilità straordinaria per l'anno scolastico 2016/2017, sostenendo che altri colleghi con punteggio inferiore avessero ottenuto il trasferimento indebitamente. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza precedente rilevando la mancanza del litisconsorzio necessario. Il giudizio era stato infatti promosso solo contro l'Amministrazione, omettendo di coinvolgere i docenti controinteressati che avevano effettivamente ottenuto i posti contestati.
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Mobilità volontaria: stop ai tagli di stipendio.
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di mobilità volontaria nel pubblico impiego, il dipendente ha diritto a conservare il trattamento economico acquisito presso l'amministrazione di provenienza. Nonostante le riforme del 2005, il passaggio tra enti è configurato come cessione del contratto, imponendo il riconoscimento di un assegno ad personam riassorbibile per evitare una violazione del divieto di reformatio in peius.
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Contribuzione figurativa: calcolo in cassa integrazione
Un lavoratore chiede il ricalcolo della pensione per includere gli emolumenti extramensili nella base di calcolo della contribuzione figurativa per periodi di cassa integrazione. La Cassazione chiarisce che il calcolo deve basarsi sulla retribuzione reale usata per l'integrazione salariale, non su una media, annullando la decisione della Corte d'Appello.
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Continuità rapporto di lavoro: niente TFR se c’è mobilità
Un lavoratore, trasferito da un consorzio a un'amministrazione regionale tramite mobilità, ha richiesto il pagamento del TFR. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che in caso di continuità del rapporto di lavoro, il diritto alla liquidazione matura solo alla cessazione definitiva del servizio con il nuovo datore. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso poiché contestava l'accertamento dei fatti, compito esclusivo dei giudici di merito.
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Retribuzione pensionabile mobilità: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva ricalcolato la pensione di un lavoratore in mobilità. La Cassazione ha stabilito che le norme speciali sulla neutralizzazione della retribuzione pensionabile mobilità, applicate dalla corte territoriale, erano errate in quanto destinate a specifiche categorie di lavoratori non corrispondenti a quella del caso in esame. La Corte ha chiarito che, in assenza di presupposti specifici, si applicano le regole generali, basando il calcolo sulla retribuzione figurativa parametrata all'integrazione salariale. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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Rivalutazione contributiva amianto: tutti i dipendenti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26092/2024, ha stabilito che per ottenere la maggiorazione pensionistica per esposizione ad amianto, il requisito del licenziamento di "tutti i dipendenti" si riferisce a quelli addetti all'attività produttiva cessata e non all'intera forza lavoro aziendale in senso assoluto. La Corte ha accolto la tesi di un lavoratore, confermando il suo diritto alla rivalutazione contributiva amianto, anche se un collega era stato mantenuto in servizio per mansioni di custodia e nonostante una sua temporanea rioccupazione per la bonifica del sito. La decisione privilegia l'interpretazione sostanziale della norma, volta a tutelare chi ha perso il lavoro a causa della cessazione dell'attività nociva.
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Pensione salvaguardia: sì per licenziamento collettivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23414/2024, ha stabilito che la pensione salvaguardia si applica anche ai lavoratori coinvolti in un licenziamento collettivo, il cui periodo di mobilità sia terminato prima della data critica del 4 dicembre 2011. La Corte ha chiarito che il licenziamento collettivo rientra nella categoria di 'risoluzione unilaterale' del rapporto di lavoro, garantendo così la tutela previdenziale prevista dalla legge. Questa decisione cassa la precedente sentenza d'appello che aveva negato il diritto alla pensione, affermando un principio di diritto a favore del lavoratore.
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Indennità di amministrazione: sì alla parità post-mobilità
Due dipendenti, trasferite da un'università a un ministero, hanno rivendicato il diritto a una maggiore indennità di amministrazione, pari a quella dei colleghi provenienti da un altro ente accorpato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che in caso di mobilità tra enti pubblici, si applica il trattamento economico dell'amministrazione di destinazione. Se questo è più favorevole, spetta di diritto al lavoratore trasferito, in base al principio di parità di trattamento, a prescindere dall'ente di provenienza.
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Servizio scuola paritaria: no piena valutazione mobilità
Un docente aveva richiesto il pieno riconoscimento del servizio scuola paritaria ai fini del punteggio per la mobilità nel pubblico impiego. Sebbene la Corte d'Appello avesse accolto la richiesta, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Con l'ordinanza n. 16708/2024, ha stabilito che il servizio scuola paritaria non può essere equiparato a quello svolto nelle scuole statali, a causa delle profonde differenze normative nel reclutamento e nel rapporto di lavoro, escludendone quindi la piena valutazione.
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Inquadramento dipendente pubblico: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16082/2024, ha stabilito i principi per il corretto inquadramento del dipendente pubblico in caso di mobilità tra amministrazioni diverse. Il caso riguardava un lavoratore trasferito da un Comune a un'Agenzia Fiscale, al quale era stata assegnata una qualifica inferiore. La Corte ha rigettato il ricorso dell'amministrazione, confermando che il passaggio diretto è assimilabile a una cessione del contratto e deve garantire la conservazione della qualifica e del trattamento economico acquisiti, evitando ogni forma di dequalificazione.
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Contribuzione figurativa mobilità: la Cassazione
Un lavoratore ha contestato il metodo di calcolo della sua pensione, in particolare per la contribuzione figurativa mobilità. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo che il calcolo deve basarsi sulla retribuzione effettiva percepita per l'integrazione salariale, come previsto dalla Legge n. 223/1991, e non su un parametro differente. La decisione consolida un orientamento giurisprudenziale chiaro, fornendo certezza sulla corretta determinazione dei contributi in periodi di mobilità.
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Pensionamento anticipato editoria: no mobilità
Un lavoratore del settore editoriale ha richiesto il pensionamento anticipato, cercando di includere nel calcolo dei contributi anche quelli figurativi derivanti dal periodo di mobilità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale per il pensionamento anticipato editoria: ai fini del raggiungimento del requisito contributivo, sono validi solo i contributi maturati durante il periodo di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS), escludendo quelli successivi del periodo di mobilità. La decisione si basa su una stretta interpretazione della normativa speciale di settore.
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