Un dipendente pubblico, trasferito dal settore Sanità a un Ministero, ha contestato il suo inquadramento economico inferiore. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19912/2025, ha stabilito che in caso di mobilità intercompartimentale, per determinare la corretta retribuzione, è necessario un confronto analitico tra i contratti collettivi dei due comparti, basato su mansioni, responsabilità e prossimità degli stipendi tabellari, al fine di evitare la dequalificazione del lavoratore. La sentenza d'appello è stata annullata con rinvio.
Continua »