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Minus

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Termine latino per indicare un'entità o un concetto di portata inferiore che è contenuto in uno più ampio (maius). Nel caso di specie, il risarcimento monetario è un 'minus' rispetto alla reintegrazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Muro di contenimento condominiale: paga il condominio o l’utente?
Due comproprietari di appartamenti in un condominio chiedono la riparazione di un muro di contenimento condominiale in pericolo di crollo. Il muro delimita una stradina comune riservata al loro uso esclusivo. Di fronte all'inerzia del condominio, i proprietari eseguono i lavori a proprie spese per evitare il crollo. La Corte d'Appello condanna il condominio a rimborsare i costi. Il condominio ricorre in Cassazione, sostenendo che il muro non sia comune e che i giudici non potessero disporre il risarcimento in denaro senza una specifica richiesta. La Cassazione rigetta il ricorso: il muro di contenimento condominiale, anche se serve un'area a uso esclusivo, è parte comune. Inoltre, il risarcimento in denaro è un minus compreso nella richiesta di riparazione, legittimando la decisione del giudice.
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Risarcimento Danno Pubblico Impiego: No Conversione
La Corte di Cassazione ha stabilito che i dipendenti pubblici con contratti a termine illegittimi non hanno diritto alla conversione in rapporto a tempo indeterminato, ma possono ottenere il risarcimento danno pubblico impiego. La richiesta di risarcimento è considerata implicita in quella di conversione, quando quest'ultima è legalmente impossibile.
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Saldo intermedio: legittimo l’accertamento in corso
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per ottenere la restituzione di somme indebitamente addebitate sul proprio conto corrente. Sebbene il rapporto fosse ancora in corso, il Tribunale e la Corte d'Appello hanno accertato il saldo intermedio alla data del 30 aprile 2010, depurandolo delle voci illegittime. La banca ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che tale accertamento fosse inammissibile e costituisse una pronuncia eccedente le richieste (extrapetizione). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che il correntista ha un interesse concreto e attuale a ottenere una sentenza che accerti il saldo intermedio, anche prima della chiusura del conto, al fine di veder ripristinata la propria disponibilità di credito e ottenere l'eliminazione di addebiti futuri illegittimi.
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Risarcimento per equivalente: la Cassazione chiarisce
Un ente ecclesiastico subisce l'occupazione illegittima di un terreno da parte di un Comune, che lo trasforma irreversibilmente. L'ente chiede la restituzione del bene, ma a causa dell'impossibilità di ripristino, il tribunale concede un risarcimento. La Corte d'Appello nega il risarcimento, considerandolo una domanda nuova e tardiva. La Cassazione ribalta la decisione, stabilendo che il risarcimento per equivalente non è una domanda nuova, ma un 'minus' implicitamente contenuto nella richiesta originaria di restituzione, garantendo così la tutela del proprietario.
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Servitù di passaggio veicolare: limiti e prova
La Corte di Cassazione conferma la decisione della Corte d'Appello che riconosceva una servitù di passaggio veicolare generica, e non limitata ai soli mezzi agricoli. Il caso chiarisce l'importanza di un'accurata formulazione della domanda giudiziale (petitum) e i limiti del sindacato di legittimità sulla motivazione della sentenza di merito. La Suprema Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, ritenendoli inammissibili o infondati, sottolineando che il giudice d'appello aveva correttamente interpretato la volontà originaria delle parti di ottenere un passaggio per qualsiasi veicolo.
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Maggiorazione contributiva: errore del giudice in appello
Un lavoratore del settore trasporti ha richiesto la riliquidazione della pensione con l'applicazione di una maggiorazione contributiva. La Corte d'Appello ha rigettato integralmente la domanda, nonostante l'ente previdenziale avesse contestato solo le modalità di calcolo e non il diritto in sé. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza per violazione del principio processuale che vieta al giudice di pronunciarsi oltre i limiti della domanda, chiarendo come va applicata la maggiorazione contributiva.
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Risarcimento equivalente se reintegrazione è impossibile
Un proprietario, effettuando lavori di ampliamento, ha inglobato una tubatura fognaria a servizio del vicino. Quest'ultimo ha chiesto il ripristino dello stato dei luoghi (reintegrazione in forma specifica). I giudici hanno invece concesso un risarcimento per equivalente, poiché il ripristino era materialmente impossibile. La Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la domanda di reintegrazione include implicitamente quella, minore, di risarcimento monetario, e che il giudice può concederla d'ufficio quando la reintegrazione non è fattibile.
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Risarcimento in forma specifica: quando include i danni
La Corte di Cassazione stabilisce che la domanda di risarcimento in forma specifica include implicitamente quella di risarcimento per equivalente (monetario). Anche se una parte chiede solo il ripristino della situazione pre-danno, il giudice può concedere un indennizzo economico, considerandolo un 'minus' rispetto alla richiesta principale, senza violare il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
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