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Messa In Mora

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170 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Prescrizione risarcimento: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15418/2024, ha chiarito un punto cruciale sulla prescrizione del risarcimento danni. Nel caso di un'alluvione del 1992, i danneggiati hanno agito contro il Ministero competente solo nel 2017. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che il termine di prescrizione decennale non decorre dalla fine del processo penale, ma dal momento del rinvio a giudizio del funzionario ritenuto responsabile (avvenuto nel 2000). Tale atto è stato considerato sufficiente a rendere i danneggiati consapevoli della possibile causa del loro danno, facendo così scattare l'orologio della prescrizione.
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Prescrizione risarcimento danni: quando inizia?
Una società, danneggiata da un'alluvione nel 1992, ha citato in giudizio un Ministero per ottenere un risarcimento. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, stabilendo che il termine di dieci anni per la prescrizione del risarcimento danni è iniziato a decorrere non dalla conclusione del processo penale, ma dal momento del rinvio a giudizio del tecnico responsabile (avvenuto nel 2000). Secondo la Corte, tale atto era sufficiente a rendere conoscibile alla vittima il nesso di causalità tra l'evento e le carenze delle opere idrauliche, permettendole così di esercitare il proprio diritto.
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Impugnazione licenziamento: onere della prova in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un lavoratore contro la revocatoria fallimentare di un pagamento ricevuto dopo l'impugnazione del licenziamento. La decisione si fonda sul principio di autosufficienza del ricorso, poiché il ricorrente non ha dimostrato di aver sollevato nei precedenti gradi di giudizio una questione di fatto decisiva, ovvero la tempestiva offerta della propria prestazione lavorativa.
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Interruzione fornitura elettrica: niente risarcimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di interruzione fornitura elettrica dovuta al furto di cavi, la società erogatrice non è tenuta al risarcimento dei danni se il cliente non manifesta un chiaro e inequivocabile interesse al ripristino del servizio. Il comportamento del cliente, come l'utilizzo di fonti energetiche alternative e l'interruzione dei pagamenti, è stato considerato decisivo per escludere la responsabilità del fornitore. La vicenda trae origine dalla richiesta di un agricoltore che, dopo un furto di cavi nel 2008, aveva citato in giudizio la società elettrica solo nel 2013 per il mancato ripristino, ma i giudici hanno respinto la domanda in tutti i gradi di giudizio.
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Cessione contratto locazione: la mediazione vale mora
In un caso di plurime cessioni di un contratto di locazione commerciale, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiave. Se l'ultimo inquilino (cessionario) non paga il canone, il proprietario (locatore) può agire contro i precedenti inquilini (cedenti). Tuttavia, prima deve richiedere il pagamento all'ultimo inquilino. La Corte ha chiarito che l'invio della richiesta di mediazione obbligatoria, atto che precede la causa, è sufficiente a soddisfare questo requisito. Questa decisione semplifica la tutela del locatore nella complessa dinamica della cessione contratto locazione, equiparando l'istanza di mediazione a una formale messa in mora.
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Onere della prova: raccomandata e debito professionale
Un professionista ha agito in giudizio contro un cliente per compensi non pagati. Il cliente ha eccepito il pagamento e la prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del cliente, chiarendo che in caso di ricezione di una raccomandata, l'onere della prova circa il suo diverso contenuto spetta al destinatario e non al mittente. La Corte ha inoltre ribadito la validità del principio di non dispersione della prova, ammettendo la produzione in appello di documenti già allegati al ricorso per decreto ingiuntivo.
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Giudizio di Ottemperanza: Notifica PEC Invalida
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2393/2024, ha stabilito l'inammissibilità di un ricorso per il giudizio di ottemperanza poiché la diffida era stata notificata all'Amministrazione finanziaria via PEC anziché tramite ufficiale giudiziario. La Corte ha sottolineato che, in ambito tributario, la notifica a mezzo di ufficiale giudiziario è una condizione di proponibilità essenziale per questa specifica procedura, differenziandola dall'esecuzione civile ordinaria. Pertanto, il mancato rispetto di questa formalità impedisce di procedere.
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Prescrizione del credito: la firma è essenziale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2335/2024, ha rigettato il ricorso di una società creditrice, confermando l'estinzione del suo diritto per intervenuta prescrizione del credito. Il caso verteva sull'efficacia di lettere di messa in mora non sottoscritte dal mittente. La Corte ha stabilito che la firma è un elemento essenziale dell'atto, la cui assenza impedisce di attribuire la paternità della dichiarazione e, di conseguenza, di produrre l'effetto interruttivo della prescrizione. Di conseguenza, il credito è risultato irrimediabilmente prescritto.
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Appalto illecito: le somme non si detraggono
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 868/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di appalto illecito. Se un rapporto di lavoro viene ricondotto al committente a seguito di un'interposizione fittizia di manodopera, quest'ultimo non può detrarre dalle retribuzioni dovute le somme che il lavoratore ha percepito lavorando per altri datori di lavoro nel periodo di illegittimo rifiuto della prestazione. La Corte ha chiarito che l'obbligazione del datore di lavoro ha natura retributiva e non risarcitoria, escludendo così l'applicazione del principio della 'compensatio lucri cum damno'.
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Interposizione di manodopera: obbligo retributivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31612/2024, ha rigettato il ricorso di una società informatica, confermando la sua condanna al pagamento delle retribuzioni in favore di un gruppo di lavoratrici. Il caso riguardava una presunta interposizione di manodopera illecita. La Corte ha ribadito due principi fondamentali: le somme dovute ai lavoratori hanno natura retributiva e non risarcitoria, e l'obbligo di pagamento decorre dalla messa in mora, che può essere validamente contenuta nell'atto introduttivo del giudizio, senza dover attendere la pronuncia del giudice.
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Interessi onorari avvocato: da quando decorrono?
Un avvocato ha agito in giudizio per il recupero dei propri compensi professionali. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale sugli interessi onorari avvocato: essi decorrono dalla data della domanda giudiziale e non dalla successiva pubblicazione del provvedimento. La Corte ha inoltre confermato l'applicabilità del tasso di interesse maggiorato previsto per le transazioni commerciali, cassando la decisione del Tribunale che aveva erroneamente posticipato la decorrenza degli interessi.
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Interposizione manodopera: la Cassazione decide
Un lavoratore, formalmente assunto da un'impresa appaltatrice, operava di fatto per un'altra società. La Cassazione ha confermato l'esistenza di una interposizione manodopera illecita, riconoscendo il diritto del lavoratore alla riassunzione presso la società utilizzatrice. Tuttavia, poiché quest'ultima era in amministrazione straordinaria, la Corte ha dichiarato improponibile la domanda di condanna al pagamento delle retribuzioni in sede ordinaria, stabilendo che tale pretesa debba essere fatta valere nell'ambito della procedura concorsuale.
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Messa in mora del datore: quando è dovuta la paga?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, anche a fronte di una sentenza che accerta l'esistenza di un rapporto di lavoro, i dipendenti non hanno diritto alla retribuzione per i periodi non lavorati se non hanno formalmente offerto la propria prestazione lavorativa. Senza una specifica messa in mora del datore, viene a mancare il presupposto per il diritto allo stipendio. Di conseguenza, le lavoratrici sono state condannate a restituire le somme precedentemente ricevute.
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Restituzione somme: l’ordinanza cautelare non salva
Un dipendente pubblico, che aveva percepito somme maggiori in base a un'ordinanza cautelare, si è visto chiedere la restituzione dopo la sentenza definitiva a lui sfavorevole. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di restituzione somme, chiarendo che i provvedimenti cautelari hanno natura provvisoria e perdono efficacia retroattivamente se la pretesa di merito viene respinta. Il ricorso del dipendente è stato rigettato su tutti i fronti, inclusa l'eccezione sulla composizione del collegio giudicante.
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Interessi transazioni commerciali: si applicano ai legali
Un avvocato ha citato in giudizio una ex cliente per il mancato pagamento dei suoi compensi professionali. Il Tribunale di primo grado aveva liquidato le somme applicando gli interessi al tasso legale dalla data della sentenza. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del legale, ha stabilito che ai compensi professionali si applicano i più elevati interessi previsti per le transazioni commerciali e che questi decorrono dalla data della messa in mora, non dalla decisione del giudice. La Corte ha chiarito che anche i contratti d'opera professionale rientrano nella nozione di 'transazione commerciale'.
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Prescrizione direttive UE: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della prescrizione del diritto al risarcimento del danno per la tardiva attuazione di direttive UE da parte dello Stato. Con una decisione che riforma i precedenti gradi di giudizio, la Corte ha stabilito che si applica il termine di prescrizione quinquennale introdotto dalla L. 183/2011 a partire dal 1° gennaio 2012, anche per i diritti sorti in precedenza. Poiché l'azione legale era stata notificata dopo la scadenza di tale termine, il diritto degli attori è stato dichiarato estinto per prescrizione.
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Interruzione prescrizione: notifica al Ministero vale?
Un medico specializzando ha citato in giudizio lo Stato per non aver ricevuto compenso durante la specializzazione (1991-1994), a causa della tardiva attuazione di direttive UE. Il diritto rischiava di essere prescritto, ma il medico aveva inviato un atto di interruzione prescrizione al Ministero dell'Università. La Cassazione ha stabilito che, sebbene il soggetto passivo esclusivo sia la Presidenza del Consiglio, la notifica a un Ministero competente è idonea a interrompere la prescrizione nei confronti dello Stato.
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Prescrizione danni: decorrenza dall’indictment
Una società ha subito danni da un'alluvione nel 1992 e ha citato in giudizio il Ministero. La Corte di Cassazione ha dichiarato la richiesta di risarcimento prescritta. La Corte ha stabilito che la prescrizione danni inizia non dalla condanna penale definitiva, ma dal momento in cui il danneggiato ha avuto la possibilità di conoscere il nesso causale, che in questo caso coincide con il rinvio a giudizio del tecnico del Ministero.
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Decorrenza interessi: la domanda giudiziale fa fede
In una controversia tra una società fornitrice e un ente pubblico, la Corte di Cassazione ha stabilito che la decorrenza interessi su un credito, il cui capitale è stato pagato in corso di causa, parte dalla data della domanda giudiziale. La Corte ha rigettato il ricorso del creditore, il quale non è riuscito a fornire prova sufficiente di una data di esigibilità anteriore, confermando così la decisione del giudice di merito.
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Compenso avvocato: decisum o valore della domanda?
Un avvocato ha citato in giudizio un ex cliente condominiale per ottenere il pagamento del proprio compenso professionale. Il tribunale di primo grado aveva liquidato una somma notevolmente inferiore basandosi sul criterio del 'decisum' (l'importo effettivamente riconosciuto nella causa originaria). La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che, nel rapporto tra avvocato e cliente, il criterio corretto per la liquidazione del compenso avvocato è il 'valore della domanda', ovvero quanto richiesto inizialmente. La Corte ha inoltre chiarito che si applicano gli interessi di mora previsti per le transazioni commerciali e che l'IVA non è dovuta se l'avvocato si difende in proprio.
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