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Messa In Atti

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La procedura di registrazione ufficiale di un dato, come la rendita catastale, nei registri pubblici, rendendolo così formalmente esistente.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rettifica della rendita catastale: limiti ed efficacia ICI
Una società proprietaria presenta la variazione DOCFA nel 2011. L'Agenzia rettifica la rendita nel 2012. Il Comune applica tale valore per l'ICI 2012. Nel 2013 l'ufficio catastale modifica nuovamente la rendita d'ufficio. La società chiede di applicare retroattivamente al 2012 la rendita più favorevole del 2013. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del Comune. La rettifica della rendita catastale da procedura DOCFA retroagisce alla data di presentazione dell'istanza. Al contrario, le revisioni catastali successive hanno effetto solo dall'anno successivo alla loro registrazione.
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Revisione della rendita catastale: nessun effetto retroattivo ICI
Una società alberghiera ha contestato l'avviso di accertamento ICI emesso dal Comune e il silenzio-rifiuto dell'Agenzia delle Entrate sull'istanza di revisione in autotutela della rendita catastale. L'azienda sosteneva che l'immobile fosse in ristrutturazione con fruibilità ridotta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della contribuente, confermando la piena legittimità dell'imposta calcolata sulla rendita valida all'epoca. I giudici hanno chiarito che il diniego di autotutela su atti definitivi non è autonomamente impugnabile per contestare il merito impositivo. Inoltre, la richiesta di revisione della rendita catastale presentata successivamente non ha efficacia retroattiva sulle imposte pregresse dovute.
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Rendita catastale: l’errore che rende definitive le tasse
I Contribuenti hanno impugnato gli avvisi di accertamento ICI emessi dal Comune per gli anni dal 2012 al 2015. Il Comune aveva calcolato l'imposta basandosi su una nuova rendita catastale di oltre 130.000 euro, registrata nel 2008. I Contribuenti sostenevano che si dovesse applicare la vecchia rendita catastale di circa 136 euro, confermata da precedenti sentenze definitive per anni passati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei Contribuenti. I giudici hanno chiarito che, se il contribuente vuole contestare la nuova rendita catastale, deve impugnare autonomamente l'atto di variazione entro 60 giorni dalla notifica dell'avviso di accertamento. Non avendolo fatto, la nuova rendita è diventata definitiva e il Comune ha calcolato correttamente l'imposta.
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Variazione rendita catastale: no al rimborso IMU retroattivo
Un'azienda ha chiesto al Comune il rimborso di IMU e TASI versate in eccedenza tra il 2013 e il 2017. La richiesta nasceva da una variazione rendita catastale al ribasso, ottenuta dall'azienda nel 2018 tramite procedura Docfa per correggere un proprio errore di misurazione commesso nel 2003. La Corte di Cassazione ha stabilito che la variazione della rendita catastale non ha effetto retroattivo se l'errore originario è imputabile al contribuente e non all'ufficio catastale. Di conseguenza, la nuova rendita si applica solo dall'anno successivo alla sua annotazione nei registri. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del Comune, confermando la legittimità del diniego del rimborso delle imposte pagate negli anni precedenti.
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Efficacia rendita catastale: notifica necessaria
Una società a partecipazione pubblica ha impugnato un avviso di accertamento IMU basato su una rendita catastale aggiornata nel 2008 ma mai notificata. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'efficacia della rendita catastale, ai fini impositivi, decorre solo dalla data della sua formale notificazione al contribuente, rendendo illegittimo l'uso della nuova rendita non notificata per il calcolo dell'imposta.
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Rendita catastale: rimborso ICI anche senza notifica
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contribuente ha diritto al rimborso dell'ICI versata in eccesso se scopre una rendita catastale più bassa, anche se non formalmente notificata. La piena conoscenza e l'accettazione del dato da parte del contribuente superano il requisito della notifica formale, poiché la funzione di quest'ultima è quella di informare, scopo che in questo caso è stato raggiunto. La Corte ha invece annullato la condanna alle spese per la parte che non si era costituita in appello.
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