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Mera Difesa

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128 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Difetto di titolarità passiva: la Cassazione chiarisce
Una società immobiliare citava in giudizio un gruppo di eredi per ottenere la cancellazione di una trascrizione pregiudizievole su un immobile acquistato e il risarcimento dei danni. Gli eredi rispondevano con una domanda riconvenzionale per occupazione illegittima. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8549/2024, ha cassato la sentenza d'appello, stabilendo che il difetto di titolarità passiva, sollevato dalla società riguardo a una pretesa risarcitoria, costituisce una mera difesa e non un'eccezione nuova, potendo quindi essere sollevata per la prima volta anche in appello.
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Responsabilità distributore energia: quando è esclusa?
Un agricoltore subisce un'interruzione di corrente per 90 giorni e fa causa alla società di distribuzione. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, escludendo la responsabilità del distributore di energia. La Corte chiarisce che il furto di cavi costituisce caso fortuito e che l'assenza di un contratto diretto è una difesa proponibile anche in appello.
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Collocamento obbligatorio vittime terrorismo: le regole
Il fratello di una vittima di terrorismo richiede il beneficio del collocamento obbligatorio. La Corte di Cassazione nega il diritto, stabilendo che per il collocamento obbligatorio vittime terrorismo sono necessari requisiti rigorosi. Il superstite deve fornire prova formale, tramite certificazioni, sia della convivenza che della dipendenza economica dalla vittima al momento dell'evento, escludendo valutazioni basate su situazioni di fatto o presunzioni.
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Nuovo motivo appello: la difesa non è inammissibile
Un contribuente ottiene l'annullamento di un avviso di accertamento per una plusvalenza, sostenendo di aver rivalutato il bene. In appello, l'Agenzia delle Entrate contesta l'insufficienza del pagamento per la rivalutazione. La Commissione Regionale dichiara il motivo inammissibile. La Cassazione ribalta la decisione, chiarendo che non si tratta di un 'nuovo motivo appello', ma di una 'mera difesa' ammissibile, in quanto l'onere di provare il corretto perfezionamento dell'agevolazione spetta al contribuente.
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Onere della prova: Cassazione e deducibilità interessi
Una società ha richiesto la deducibilità di interessi passivi tramite dichiarazione integrativa. Dopo decisioni favorevoli nei primi due gradi di giudizio, l'Agenzia delle Entrate ha fatto ricorso in Cassazione. La Corte, prima di decidere nel merito su questioni come l'onere della prova e l'ultra petita, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per acquisire i fascicoli di merito, sospendendo il giudizio.
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Società in house: no assunzione senza concorso pubblico
Un gruppo di lavoratori, impiegati tramite un appalto di servizi, ha citato in giudizio una società di gestione energetica per ottenere il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda, una società in house a totale partecipazione pubblica, stabilendo che la sua natura giuridica impedisce la costituzione automatica di un rapporto di lavoro in assenza di un concorso pubblico. La Corte ha chiarito che tale qualifica non è un'eccezione da sollevare entro termini perentori, ma una difesa che il giudice deve valutare d'ufficio. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Onere della prova del garante: il caso in Cassazione
Una società garante ha agito in giudizio per recuperare le somme versate a una società di leasing per conto di un utilizzatore inadempiente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La motivazione principale risiede nella mancata dimostrazione dell'onere della prova da parte della società garante, che non ha fornito prove sufficienti del titolo giuridico (la garanzia) su cui si fondava la sua pretesa. La Corte ha sottolineato che non è sufficiente agire in giudizio, ma è necessario provare i fatti costitutivi del proprio diritto.
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Onere della prova bancario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2356/2024, ha stabilito un principio fondamentale sull'onere della prova bancario. Nel caso di un debito derivante da un conto anticipi collegato a un conto corrente, la banca ha l'obbligo di produrre la documentazione completa di entrambi i conti per dimostrare il proprio credito. La sola produzione parziale degli estratti conto non è sufficiente. La Corte ha accolto il ricorso dei fideiussori, cassando la sentenza d'appello e sottolineando che la contestazione della mancanza di prova è una mera difesa, non soggetta a preclusioni temporali.
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Atto costitutivo: prova e compenso per medici di gruppo
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di alcuni medici che chiedevano un compenso per l'attività svolta in forma di medicina di gruppo. La Corte ha stabilito che una semplice lettera di comunicazione non è sufficiente a provare la costituzione dell'associazione, essendo necessaria la trasmissione formale dell'atto costitutivo. L'onere della prova di tale trasmissione ricade sui medici, e la contestazione della sua assenza da parte dell'Azienda Sanitaria in appello è stata ritenuta una mera difesa, e non un'eccezione inammissibile.
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Contestazione disciplinare generica: reintegro sì
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di un licenziamento a causa di una contestazione disciplinare generica. La Corte ha stabilito che la vaghezza dell'accusa, che è mutata durante il processo, costituisce un difetto radicale del procedimento, giustificando il reintegro del lavoratore e non solo un indennizzo. È stato inoltre chiarito che la denuncia di genericità è una mera difesa e può essere riesaminata in appello anche senza un ricorso incidentale specifico.
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Agevolazione fiscale: la domanda è necessaria?
Un'associazione non profit che utilizzava un immobile confiscato alla criminalità ha richiesto una riduzione sulla tassa rifiuti (TARI) senza però presentare formale istanza. La Corte di Cassazione ha stabilito che la domanda per ottenere un'agevolazione fiscale è un requisito costitutivo del diritto e non una mera formalità. L'obiezione del Comune sulla mancata presentazione dell'istanza è stata considerata una "mera difesa" e non un'eccezione tardiva, portando al rigetto della pretesa del contribuente.
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Onere della prova rimborso IVA: la Cassazione decide
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha riaffermato un principio cruciale in materia di rimborsi fiscali: l'onere della prova riguardo l'esistenza di un credito IVA spetta sempre al contribuente. Il caso riguardava il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro una sentenza d'appello che aveva concesso un rimborso a un cittadino. La Suprema Corte ha chiarito che le contestazioni dell'Ufficio sulla mancata prova del credito costituiscono 'mere difese', ammissibili anche in appello, e non 'eccezioni nuove'. Di conseguenza, ha annullato la decisione precedente, rinviando il caso per una nuova valutazione basata sulla corretta applicazione del principio dell'onere della prova.
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Autorizzazione implicita straordinario: la Cassazione decide
Un dipendente del Ministero della Cultura chiedeva il pagamento dello straordinario festivo. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per il diritto alla retribuzione è sufficiente un'autorizzazione implicita straordinario, desumibile dall'organizzazione del lavoro, senza necessità di un atto formale. La sentenza d'appello, che negava il pagamento per mancanza di autorizzazione formale e per motivazione contraddittoria, è stata annullata con rinvio.
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Distanze legali sopraelevazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11925/2025, ha stabilito che una sopraelevazione va considerata una nuova costruzione e deve rispettare le normative sulle distanze, anche se l'edificio è in aderenza a quello confinante. Il caso riguardava una controversia tra vicini in un centro storico (Zona A), dove le norme urbanistiche (D.M. 1444/1968) prevalgono sulle deroghe del Codice Civile, impedendo la sopraelevazione senza il rispetto delle distanze legali. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva erroneamente ritenuto legittima l'opera.
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Eccezione nuova: Cassazione chiarisce i limiti in appello
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un contribuente, stabilendo un importante principio sulla distinzione tra eccezione nuova e mera difesa. Contestare in appello l'idoneità di un atto a interrompere la prescrizione, già presente agli atti, costituisce una mera difesa e non una eccezione nuova inammissibile. La Corte ha cassato la sentenza di secondo grado che aveva erroneamente dichiarato inammissibile tale contestazione, rinviando la causa alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Eccezione in senso stretto: la polizza non paga?
Una società produttrice chiede alla propria assicurazione il rimborso per costi di bonifica ambientale. L'assicurazione nega la copertura invocando una clausola di esclusione, ma solleva l'eccezione tardivamente. La Corte di Cassazione stabilisce che tale obiezione costituisce un'eccezione in senso stretto, soggetta a precisi termini procedurali. Essendo stata sollevata fuori termine, l'eccezione è inammissibile e la Corte d'Appello dovrà riesaminare il caso.
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Rimborso credito IVA: decadenza e onere della prova
La Corte di Cassazione chiarisce che, in caso di cessazione dell'attività, il diritto al rimborso credito IVA è soggetto alla prescrizione ordinaria decennale e non alla decadenza biennale. Tuttavia, spetta sempre al contribuente l'onere di provare l'effettiva esistenza del credito. L'Amministrazione finanziaria può contestare tale esistenza anche in appello, trattandosi di una mera difesa e non di un'eccezione nuova.
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Requisito dimensionale: onere della prova e difese
Un autista è stato licenziato e ha impugnato la decisione, chiedendo la reintegrazione. L'azienda si è difesa sostenendo di non raggiungere il requisito dimensionale per l'applicazione di tale tutela. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere di provare la mancanza del requisito dimensionale spetta al datore di lavoro. L'argomentazione del lavoratore, volta a includere nel calcolo i dipendenti somministrati, è una legittima difesa non soggetta a preclusioni processuali e deve essere valutata nel merito. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello e rinviato il caso per un nuovo esame.
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Definizione agevolata: no se la lite è strumentale
La Corte di Cassazione ha stabilito che non è ammissibile la definizione agevolata liti per una cartella di pagamento quando questa è successiva ad avvisi di accertamento già divenuti definitivi. La Corte ha chiarito che in tali casi, la cartella rappresenta un mero atto di riscossione. Inoltre, ha precisato che qualificare la lite come 'pretestuosa' non costituisce un'eccezione nuova in appello, ma una mera specificazione difensiva.
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Onere della prova: chi deve dimostrare la residenza?
Un contribuente ha richiesto un rimborso fiscale basato su agevolazioni per un sisma. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere della prova per dimostrare tutti i requisiti, inclusa la residenza nell'area colpita, spetta esclusivamente al contribuente. La sentenza chiarisce che l'amministrazione finanziaria può sollevare la questione della mancata prova anche in appello, e il giudice è tenuto a pronunciarsi su tale eccezione. La decisione del giudice di merito è stata annullata per non aver valutato questo aspetto cruciale.
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