Un autista, causando un tamponamento a catena, provoca una grave frattura vertebrale al conducente dell'ultimo veicolo. L'imputato contesta il nesso causale lesioni stradali, sostenendo che l'infortunio fosse incompatibile con la dinamica e che la vittima si sia recata in ospedale solo dopo 5 ore. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la condanna. I giudici hanno stabilito che la valutazione delle prove non deve essere frammentaria. L'ipotesi della difesa, seppur astrattamente possibile, è stata giudicata priva di riscontri concreti e quindi non in grado di creare un 'ragionevole dubbio'. La condanna per lesioni stradali è diventata definitiva.
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