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Mark-Up

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una maggiorazione, solitamente espressa in percentuale, che viene applicata al costo di un bene o servizio per determinarne il prezzo di vendita. Nel transfer pricing, è un indicatore di profitto utilizzato per verificare la congruità dei prezzi infragruppo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Deducibilità costi fiscali: Azienda vs Fisco, la Cassazione rinvia
Un'Azienda ha contestato un accertamento fiscale dell'Agenzia delle Entrate che negava la deducibilità costi fiscali per compensi relativi a un contratto di servizio (service agreement), inclusi margini di ricarico (mark up), e per corrispettivi di un contratto di fornitura (supply agreement). La Commissione Tributaria Regionale ha parzialmente accolto il ricorso, riconoscendo la deducibilità per il supply agreement e per il mark up sui costi deducibili del service agreement. La Cassazione ha rimesso la trattazione del ricorso a pubblica udienza, rinviando la causa a nuovo ruolo, data la rilevanza delle questioni di diritto.
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Detraibilità IVA Distacco Personale: La Cassazione Riscrive le Regole
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una Grande Azienda contro l'Agenzia delle Entrate, incentrato sulla detraibilità IVA distacco personale e la deducibilità IRAP di oneri di gestione. L'Azienda contestava il mancato riconoscimento dell'IVA su fatture per personale distaccato con applicazione di un "mark up" (maggiorazione) e la classificazione come "oneri straordinari" di costi legati a una riorganizzazione aziendale. La Cassazione, richiamando la giurisprudenza europea, ha stabilito che il distacco di personale con maggiorazione è soggetto a IVA, rendendola detraibile. Ha inoltre chiarito che i costi di ristrutturazione aziendale non sono oneri straordinari ai fini IRAP. La sentenza della Commissione Tributaria Regionale è stata cassata, con rinvio per una nuova decisione.
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Deducibilità costi intercompany: Cassazione rinvia per complessità
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'Azienda la Deducibilità costi intercompany, negando la possibilità di sottrarre dall'imponibile IRES e IRAP alcune spese per servizi e un margine di ricarico (mark up) con una società collegata. Dopo che i ricorsi dell'Azienda sono stati respinti nei primi due gradi di giudizio, la questione è arrivata in Cassazione. La Corte ha riconosciuto la complessità delle questioni legali e ha deciso di rinviare la trattazione del ricorso a una pubblica udienza, senza prendere una decisione immediata sul merito.
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Accertamento induttivo del reddito: il Fisco perde sui campioni
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società maggiori ricavi non dichiarati per diverse annualità tramite un accertamento induttivo del reddito. Il Fisco ha giustificato l'atto con la mancata tenuta delle scritture ausiliarie di magazzino e ha calcolato i ricavi applicando il ricarico medio di aziende concorrenti. La società ha contestato la comparazione, dimostrando che una delle aziende campione vendeva beni di lusso non omogenei e molto più costosi. I giudici di secondo grado hanno confermato le pretese fiscali ignorando questa differenza merceologica. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'impresa, stabilendo che il Fisco può utilizzare campioni statistici solo se le imprese a confronto sono realmente omogenee e che i giudici devono sempre valutare la prova contraria offerta dal contribuente.
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IVA sul distacco di personale: quando il rimborso diventa imponibile
L'Agenzia delle Entrate ha negato a una Società Controllante estera il rimborso dell'imposta pagata alla sua controllata italiana per il distacco di alcuni dipendenti. Secondo il fisco, l'operazione non era soggetta a imposta poiché si trattava di un semplice rimborso spese. La Corte di Cassazione ha invece respinto il ricorso dell'amministrazione finanziaria. I giudici hanno stabilito che l'intera operazione è soggetta a imposta se esiste un nesso di reciprocità tra il servizio e il pagamento, rendendo irrilevante che la somma corrisponda esattamente al costo del personale o preveda un ricarico. Di conseguenza, l'operazione rientra pienamente nell'ambito dell'IVA sul distacco di personale, confermando il diritto al rimborso per la società.
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Distacco del personale: il ricarico sui costi blocca la Cassazione
Una grande azienda automobilistica ha impugnato un accertamento fiscale riguardante l'IRAP e l'IVA. La controversia riguarda la detraibilità dell'IVA sul distacco del personale quando il costo riaddebitato include una maggiorazione (mark-up), e la deducibilità IRAP di somme versate a controllate estere per una transazione commerciale. La Corte di Cassazione, rilevando la particolare importanza delle questioni giuridiche sul distacco del personale e sul trattamento fiscale dei relativi costi, ha deciso di non decidere subito in camera di consiglio, ma di rinviare la causa alla pubblica udienza della Sezione Tributaria per un esame più approfondito.
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Inerenza costi e transfer pricing: la Cassazione
Una nota società di moda ha impugnato il recupero a tassazione di costi per servizi infragruppo resi dalla propria controllata statunitense. L'Agenzia delle Entrate aveva negato l'Inerenza dei costi di promozione e il margine di ricarico (mark-up) applicato. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso, stabilendo che i costi pubblicitari sono inerenti anche per il licenziatario del marchio, poiché incrementano le sue vendite. Inoltre, ha chiarito che il mark-up non può essere escluso automaticamente negli accordi di ripartizione costi senza verificare se soggetti indipendenti lo avrebbero pattuito.
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Transfer pricing: Cassazione su prova e benchmark
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di transfer pricing, annullando la decisione di merito che aveva convalidato l'accertamento fiscale basato su una metodologia di benchmark errata. L'Agenzia delle Entrate aveva escluso dall'analisi le società in perdita, un criterio ritenuto non conforme alle linee guida OCSE. La Suprema Corte ha ribadito che l'onere della prova iniziale spetta all'Amministrazione finanziaria e che l'analisi di comparabilità deve essere rigorosa, senza esclusioni aprioristiche che distorcono la realtà del mercato.
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Onere della prova frode IVA: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso di presunta frode IVA per operazioni soggettivamente inesistenti. I giudici hanno stabilito che l'onere della prova della consapevolezza della frode da parte del contribuente spetta all'Ufficio. La Corte ha confermato la decisione di merito che riteneva insufficienti gli indizi forniti dall'Agenzia, valorizzando invece la diligenza della società contribuente, che aveva condotto verifiche sul fornitore. La valutazione complessiva e motivata degli elementi probatori da parte del giudice di merito non è sindacabile in sede di legittimità.
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