Un cittadino austriaco, ricercato dalla Germania con due distinti mandati di arresto europeo per frode e falsificazione di moneta, si opponeva alla sua consegna da parte dell'Italia. La sua difesa sosteneva la violazione del principio del **ne bis in idem**, poiché era soggetto a due procedimenti penali per fatti simili. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, dichiarandolo inammissibile. I giudici hanno stabilito un principio chiaro: il divieto di essere processati due volte per lo stesso reato si applica solo in presenza di una sentenza definitiva. Non opera, invece, nella fase delle indagini, anche se esistono più procedimenti paralleli avviati da diverse autorità dello stesso Stato. Di conseguenza, la consegna dell'uomo alla Germania è stata confermata.
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