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Mancato Guadagno

14 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una forma di danno patrimoniale che consiste nella perdita di un profitto o di un'entrata economica che si sarebbe ragionevolmente ottenuta se l'inadempimento o l'illecito non si fosse verificato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Infiltrazioni e affitti mancati: il risarcimento mancato guadagno è possibile
La Condomina ha chiesto il risarcimento del mancato guadagno per non aver potuto affittare il suo appartamento a causa di infiltrazioni dal tetto condominiale. Il Tribunale aveva negato il risarcimento, sostenendo che la Condomina non aveva provato specifiche offerte di locazione fallite. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Condomina. Ha stabilito che il Tribunale non aveva adeguatamente valutato la testimonianza di una potenziale inquilina che aveva rinunciato all'affitto proprio per le infiltrazioni. La sentenza del Tribunale è stata annullata e la causa rinviata a un nuovo giudice per riesaminare il diritto al risarcimento mancato guadagno.
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Conclusione del contratto via email: il recesso costa caro
Un fornitore ha citato in giudizio un acquirente chiedendo il risarcimento dei danni per il mancato acquisto di 1.000 kg di dolcificante. L'acquirente sosteneva che lo scambio di messaggi di posta elettronica non avesse determinato la conclusione del contratto, mancando l'accordo su elementi essenziali come il pagamento. La Corte d'Appello ha invece accertato l'esistenza del vincolo contrattuale, condannando l'acquirente al risarcimento. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso. I giudici hanno chiarito che la valutazione sull'effettiva conclusione del contratto e sull'interpretazione delle email spetta esclusivamente al giudice di merito. Di conseguenza, l'acquirente è stato condannato a risarcire il danno da mancato guadagno e a pagare le spese processuali.
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Recesso contratto appalto: indennizzo al 10%
La Corte d’Appello ha affrontato il caso di un recesso contratto appalto operato unilateralmente dalla committente. La decisione chiarisce che, in assenza di prova certa sull'entità dell'utile perso dall'impresa, è possibile applicare in via equitativa l'aliquota del 10% prevista per gli appalti pubblici.
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Danno Certo, Prova Difficile: Sì alla Liquidazione Equitativa
Un fornitore di ricambi auto subisce l'interruzione di un contratto di fornitura e chiede il risarcimento per il mancato guadagno. La Corte d'Appello, pur riconoscendo l'inadempimento, nega il risarcimento perché il danno non è quantificabile con esattezza. La Cassazione ribalta la decisione, affermando un principio cruciale: quando l'esistenza del danno è certa ma la sua prova economica è difficile, il giudice ha il dovere di procedere alla **liquidazione equitativa del danno**. Non può semplicemente negare il risarcimento. Il caso torna quindi in Appello per calcolare una somma equa basandosi sugli elementi già disponibili, anche se incompleti.
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Proroga contratti collaborazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la validità della proroga contratti collaborazione per i consulenti di una struttura tecnica ministeriale, nonostante la scadenza formale dei rapporti coincidesse con il giorno precedente all'entrata in vigore della legge di stabilità. I giudici hanno stabilito che la finalità della norma, volta a garantire la continuità operativa degli uffici, prevale su un'interpretazione puramente letterale. Di conseguenza, il recesso anticipato operato dall'amministrazione è stato dichiarato illegittimo, comportando l'obbligo di risarcire il professionista per il mancato guadagno relativo ai mesi di attività non prestata a causa dell'interruzione ingiustificata.
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Recesso unilaterale: indennizzo e appalto
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'interpretazione di un contratto di appalto per la progettazione di un impianto fotovoltaico, focalizzandosi sulla disciplina del **recesso unilaterale**. Il committente aveva interrotto il rapporto dopo l'ottenimento delle autorizzazioni amministrative, pretendendo di pagare solo un indennizzo forfettario minimo. La Corte ha invece stabilito che, secondo l'art. 1671 c.c., l'appaltatore ha diritto al compenso per le fasi di lavoro già completate e all'indennizzo per il mancato guadagno, poiché la clausola forfettaria era limitata solo alla fase embrionale del progetto.
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Risarcimento danno locazione: prova del danno concreto
Una società proprietaria di un immobile ad uso alberghiero ha citato in giudizio la società conduttrice per ottenere il risarcimento del danno derivante dal cattivo stato di manutenzione in cui l'immobile è stato restituito alla fine della locazione. La Corte di Cassazione, nel dichiarare il ricorso inammissibile, ha ribadito un principio fondamentale in materia di risarcimento danno locazione: l'inadempimento del conduttore ai suoi obblighi di manutenzione non genera automaticamente un diritto al risarcimento. Il locatore ha l'onere di provare l'effettivo e concreto pregiudizio economico subito, che non può coincidere con i costi di una ristrutturazione totale se non strettamente necessaria. La richiesta di risarcimento è stata quindi respinta per carenza di prova.
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Proroga ex lege: interpretazione e risarcimento danni
Una pubblica amministrazione negava la proroga ex lege di un contratto di collaborazione, sostenendo che fosse scaduto il giorno prima dell'entrata in vigore della legge di proroga. La Corte di Cassazione ha respinto questa interpretazione letterale, privilegiando la finalità della norma, che era quella di garantire la continuità del servizio. Di conseguenza, ha confermato la condanna dell'amministrazione al risarcimento del danno per mancato guadagno a favore del professionista.
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Recesso professionista intellettuale: sì al mancato guadagno
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale in materia di recesso professionista intellettuale. Un architetto si era visto revocare degli incarichi da un ente ospedaliero e aveva chiesto il risarcimento del mancato guadagno, come previsto dal contratto. La Corte d'Appello aveva negato tale diritto, ritenendo inderogabile l'art. 2237 c.c. che esclude il mancato guadagno. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che per professioni tecniche come quella dell'architetto, le parti possono liberamente derogare alla norma e prevedere contrattualmente il diritto al risarcimento per il lucro cessante in caso di recesso del committente.
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Recesso unilaterale appalto: l’indennizzo dovuto
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un condominio a risarcire un'impresa edile. La cessazione del contratto non è stata causata da un inadempimento dell'impresa, ma da un recesso unilaterale appalto da parte del committente. Quest'ultimo, infatti, non aveva cooperato nella scelta dei materiali e l'impresa aveva legittimamente sospeso i lavori per gravi problemi di sicurezza dell'edificio. La Corte ha convalidato il calcolo del mancato guadagno in via forfettaria al 10%, applicando in via analogica i principi degli appalti pubblici.
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Mancato guadagno: come si calcola il risarcimento?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11885/2024, ha stabilito i criteri per la quantificazione del danno da mancato guadagno in seguito alla revoca illegittima di un incarico di mediazione immobiliare. Il risarcimento non può basarsi su una mera possibilità di profitto (la vendita di tutti gli immobili), ma deve fondarsi su un giudizio di 'alta probabilità', considerando solo le trattative che avevano concrete possibilità di concludersi positivamente. La Corte ha confermato la decisione del giudice di rinvio che aveva liquidato un importo inferiore a quello richiesto, ritenendo che ciò non violi il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
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Risarcimento locatore: cosa succede se l’inquilino va via?
Un locatore ha citato in giudizio un conduttore per i canoni futuri dopo che quest'ultimo, inadempiente, ha restituito l'immobile prima della scadenza. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto al risarcimento del locatore per il mancato guadagno sussiste, ma è subordinato alla prova, da parte del proprietario, di essersi attivato tempestivamente per trovare un nuovo inquilino. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Risarcimento del danno locazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la sentenza n. 4892/2025, stabilisce un importante principio sul risarcimento del danno locazione in caso di inadempimento del conduttore. Se l'inquilino restituisce l'immobile prima della scadenza, il locatore può chiedere il risarcimento per i canoni non percepiti, ma deve dimostrare di essersi attivato tempestivamente per trovare un nuovo affittuario. Viene quindi respinta la tesi dell'automatismo: il danno non equivale all'intero ammontare dei canoni residui, ma va provato e quantificato tenendo conto del dovere del locatore di mitigare il pregiudizio.
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Mancato guadagno: prova e liquidazione equitativa
La Corte di Cassazione si pronuncia su un complesso caso di risarcimento per mancato guadagno derivante dalla violazione di un accordo di subappalto. La sentenza chiarisce importanti principi procedurali, stabilendo che l'annullamento della decisione sull'importo del danno (quantum) non inficia la precedente sentenza, passata in giudicato, che accertava il diritto al risarcimento (an). Viene inoltre confermata la legittimità del ricorso alla prova presuntiva e alla liquidazione equitativa per determinare il danno da mancato guadagno, basandosi sulla normale aspettativa di profitto di un'impresa.
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