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Locatore

38 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

In diritto si definisce " locatore " la parte contrattuale che concede un bene in locazione, in contrapposizione all'altra parte contrattuale, il " locatario "ovvero colui che riceve questo bene. Il locatore rappresenta quindi il soggetto che mette a disposizione l'immobile. Il termine "locatore" deriva dal latino locator - oris ed indica colui il quale si obbliga a fare utilizzare, godere, ad un altro soggetto (conduttore o locatario) un bene per un dato tempo, in cambio di un determinato corrispettivo (art. 1571 cod.civ.); viene altresì utilizzato nelle opere, per cui una parte si obbliga nei confronti del locatario a svolgere un lavoro, opera o servizio in cambio di un corrispettivo (art. 1570 cod.civ.). Categoria:Locazione

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Responsabilità del Conduttore: Danni all’Immobile Dopo la Fine del Contratto
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di responsabilità del conduttore per gravi danni a un immobile locato, inclusi atti vandalici, dopo la risoluzione consensuale del contratto ma prima della riconsegna effettiva. Un ente pubblico aveva lasciato l'immobile in stato di abbandono per quasi due anni. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'ente, confermando la sua responsabilità contrattuale. Ha stabilito che l'obbligo di custodia e di restituzione del bene in buono stato persiste fino all'effettiva riconsegna, anche se il contratto è già terminato. Il conduttore deve risarcire i danni, a meno che non dimostri che non dipendono da lui.
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Tolleranza del Locatore vs. Clausola Risolutiva Espressa: Chi Vince?
Una Conduttrice, titolare di una parafarmacia, ha chiesto il risarcimento danni al Locatore per vizi dell'immobile. Il Locatore, a sua volta, ha chiesto la risoluzione del contratto di locazione per il mancato pagamento di un canone, invocando la `clausola risolutiva espressa`. La Conduttrice ha sostenuto che il Locatore aveva sempre tollerato i ritardi nei pagamenti. La Corte di Cassazione ha stabilito che la tolleranza del Locatore rende inoperante la `clausola risolutiva espressa` solo se non c'è un richiamo all'esatto adempimento. Poiché il Locatore aveva inviato una comunicazione specifica, l'esercizio della `clausola risolutiva espressa` è stato ritenuto legittimo. Il ricorso della Conduttrice è stato rigettato.
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Disdetta del Locatore: il Silenzio non Fa Perdere l’Indennità di Avviamento Commerciale
Un proprietario ha dato disdetta a un inquilino di un locale commerciale. Successivamente, il proprietario ha chiesto all'inquilino se volesse prorogare il contratto. L'inquilino non ha risposto. Il proprietario ha agito per il rilascio dell'immobile. L'inquilino ha chiesto il pagamento dell'indennità di avviamento commerciale. I giudici di merito hanno riconosciuto il diritto all'indennità. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che il silenzio dell'inquilino dopo la disdetta del proprietario non equivale a una rinuncia al diritto all'indennità di avviamento commerciale.
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Risarcimento Locazione Commerciale: La Cassazione tutela l’inquilino
La Corte di Cassazione ha chiarito i principi sul risarcimento locazione commerciale quando il locatore non rispetta l'obbligo di destinare l'immobile all'uso dichiarato dopo la disdetta. Un locatore aveva disdettato il contratto di affitto di un immobile commerciale, ma non lo aveva poi utilizzato per la propria attività professionale entro sei mesi. L'inquilina aveva chiesto un risarcimento. La Cassazione ha stabilito che il risarcimento previsto dall'Art. 31 della Legge 392/1978 ha una doppia natura, risarcitoria e sanzionatoria. Non spetta all'inquilino dimostrare l'entità precisa del danno, ma il giudice deve liquidarlo equamente, a meno che il locatore non provi l'assenza di pregiudizi. La sentenza d'appello, che aveva ridotto il risarcimento imponendo all'inquilina di provare un danno specifico, è stata cassata.
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Furto del Bene Locato: La Responsabilità del Conduttore tra Inadempimento e Oneri Probatori
L'Azienda Locatrice ha chiesto la risoluzione di un contratto di locazione di veicoli e il risarcimento danni all'Azienda Conduttrice per mancato pagamento dei canoni e per il furto di un autocarro. Il Tribunale ha risolto il contratto per inadempimento nel pagamento, ma ha negato il risarcimento per il furto, ritenendo che non fosse un inadempimento imputabile all'Azienda Conduttrice. La Corte d'Appello ha confermato. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la responsabilità del conduttore per furto di un bene locato non era stata adeguatamente provata come inadempimento contrattuale, né le censure procedurali erano specifiche. L'Azienda Locatrice ha perso e dovrà pagare le spese legali.
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Obbligo di Ripristino Immobile Locato: Cassazione Annulla la Condanna
Un Proprietario ha affittato un immobile industriale a un primo Inquilino, che ha modificato la pavimentazione per la sua attività. Il contratto prevedeva l'obbligo di ripristino immobile locato. Dopo la risoluzione consensuale, il Proprietario ha riaffittato l'immobile, già modificato e per la stessa attività, a un secondo Inquilino. Quest'ultimo ha receduto senza ripristinare. Il Proprietario ha chiesto i costi di ripristino ai soci del primo Inquilino. I giudici di merito li hanno condannati. La Cassazione ha annullato la condanna, ritenendo la motivazione insufficiente. Ha sottolineato la necessità di valutare se il Proprietario abbia tratto vantaggio dalle modifiche, riaffittando l'immobile per la stessa attività. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione dell'obbligo di ripristino immobile locato.
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Restituzione Canoni di Locazione: L’Onere della Prova del Conduttore
Un Conduttore ha chiesto la restituzione canoni di locazione pagati in eccesso per un immobile. La Corte d'Appello ha accertato la cessazione del contratto ma ha rigettato la richiesta di restituzione, ritenendo che il Conduttore non avesse provato i pagamenti in eccesso. Il Conduttore ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando vizi di motivazione e omesso esame di documenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il Conduttore non aveva fornito prove sufficienti per la sua pretesa di restituzione canoni di locazione.
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Uso improprio del bene e risarcimento danni immobile locato
Alcuni proprietari hanno concesso in affitto un complesso immobiliare a un ente pubblico per attività istituzionali. L'inquilino ha mutato la destinazione d'uso, impiegando i capannoni per il lavaggio di mezzi pesanti e lo stoccaggio provvisorio di rifiuti urbani. L'attività ha provocato gravissimi danni strutturali a solai, intonaci e pavimenti, oltre a un cedimento del terreno. I proprietari hanno agito per ottenere il risarcimento danni immobile locato. I giudici di merito hanno accolto la domanda, condannando l'ente a risarcire oltre 800.000 euro per i costi di ripristino. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la condanna: l'inquilino deve custodire il bene con diligenza e risponde del degrado eccedente il normale uso pattuito, a meno che non provi la non imputabilità del danno.
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Inadempimento del locatore: paga i danni causati dal vicino
Un'inquilina di un locale commerciale subisce gravi infiltrazioni d'acqua provenienti dall'appartamento sovrastante. Nonostante i solleciti, il proprietario dell'immobile locato non esegue le riparazioni straordinarie urgenti di sua competenza. L'inquilina ottiene così la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del proprietario, confermando che la sua responsabilità non deriva dall'aver causato materialmente il danno, ma dal grave inadempimento del locatore per non essere intervenuto tempestivamente a risanare i locali. Il proprietario viene condannato anche per lite temeraria.
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Canone di locazione a scaletta: l’inquilino perde contro i rincari
Un'inquilina di un immobile commerciale ha impugnato il contratto di affitto chiedendo al giudice di dichiarare nulla la clausola che prevedeva un canone di locazione a scaletta, ovvero un affitto crescente nel tempo. Secondo l'inquilina, tale aumento violava i limiti di legge sull'aggiornamento del canone legati all'inflazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena validità dell'accordo. I giudici hanno stabilito che, nelle locazioni commerciali, i proprietari e gli inquilini sono liberi di concordare sin dall'inizio un canone progressivo. Tale patto è nullo solo se si dimostra che l'aumento progressivo è stato ideato esclusivamente per aggirare i limiti di legge sulla svalutazione monetaria. Di conseguenza, l'inquilina ha perso la causa ed è stata condannata a pagare le spese processuali.
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Risarcimento danni per allagamento: l’inquilino negligente paga
Il Conduttore di un immobile commerciale ha richiesto il risarcimento danni per allagamento causato da vizi strutturali occulti del locale. I giudici di merito hanno rigettato la domanda poiché i Locatori ignoravano senza colpa tali difetti e il Conduttore non aveva stipulato la polizza assicurativa prevista dal contratto, violando il dovere di diligenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Conduttore per motivi formali. Il ricorrente non ha infatti indicato con precisione dove trovare i documenti e gli atti processuali citati a sostegno della sua difesa, violando il principio di autosufficienza del ricorso. Di conseguenza, il Conduttore perde la causa e deve rimborsare le spese legali ai Locatori.
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Accordo su manutenzione straordinaria locazione commerciale
Un'azienda, conduttrice di un immobile ad uso commerciale, ha citato in giudizio il proprietario per ottenere il rimborso delle spese sostenute per lavori di manutenzione straordinaria. Il contratto di locazione conteneva una clausola che poneva espressamente tali spese a carico del conduttore. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22303/2023, ha respinto la richiesta dell'inquilino, confermando la piena validità della clausola. I giudici hanno stabilito che, nei contratti ad uso non abitativo, le parti possono liberamente derogare alle regole del codice civile sulla ripartizione delle spese. Di conseguenza, la manutenzione straordinaria locazione commerciale può essere interamente accollata al conduttore senza violare alcuna norma imperativa.
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Responsabilità del conduttore per incendio: paga l’affittuario
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un inquilino, confermando la sua responsabilità per i danni causati da un incendio nell'immobile locato. Secondo la Suprema Corte, in base all'articolo 1588 del Codice Civile, grava sul conduttore la presunzione di colpa per il deterioramento della cosa locata. Per liberarsi da questa responsabilità, l'inquilino non può limitarsi a dimostrare di aver agito con la normale diligenza, ma deve provare la causa specifica dell'evento e che questa non sia a lui imputabile. Se la causa dell'incendio rimane ignota, la responsabilità del conduttore per incendio persiste, obbligandolo a risarcire interamente il proprietario per i danni subiti dalla struttura.
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Indennità per migliorie: locale in rovina esclude il rimborso
Una società di ristorazione, in qualità di Conduttore, chiedeva ai Proprietari il pagamento di un'indennità per migliorie apportate a un locale commerciale durante la locazione. All'atto del rilascio, tuttavia, l'immobile si presentava in stato di grave degrado, privo di caldaia e impianti funzionanti. La Corte d'Appello respingeva la richiesta del Conduttore e lo condannava al risarcimento dei danni. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'indennità per migliorie spetta solo se i miglioramenti sono effettivamente presenti e apprezzabili al momento della riconsegna dell'immobile, e non per il solo fatto che l'inquilino abbia sostenuto delle spese durante il rapporto contrattuale.
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Soggettività passiva IMU nel leasing: paga chi non ha il bene
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di risoluzione del contratto di locazione finanziaria per morosità, la soggettività passiva IMU nel leasing torna immediatamente in capo alla società di leasing (locatore). Questo principio si applica anche se l'utilizzatore inadempiente non ha ancora riconsegnato materialmente l'immobile. Nel caso specifico, una società di leasing si era opposta all'accertamento IMU emesso da un Comune per l'anno 2013, sostenendo che l'imposta spettasse all'utilizzatore che tratteneva abusivamente l'immobile. I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso del Comune, chiarendo che ai fini IMU rileva l'esistenza del vincolo contrattuale e non la detenzione materiale del bene.
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Soggetto passivo IMU leasing: paga la banca anche senza riconsegna
Un'azienda di credito ha concesso un immobile in leasing a una società, ma il contratto si è risolto a causa del fallimento di quest'ultima. Nonostante la mancata riconsegna materiale del bene, il Comune ha richiesto il pagamento dell'IMU alla società di leasing per l'anno d'imposta successivo alla risoluzione. La Corte di Cassazione ha stabilito che il soggetto passivo IMU leasing torna a essere il locatore non appena il contratto si risolve, a prescindere dall'effettivo recupero del possesso fisico dell'immobile. Di conseguenza, il ricorso della banca è stato rigettato, confermando l'obbligo di pagamento in favore del Comune.
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Vendita Quota Immobile: l’Inquilino non ha Diritto di Prelazione
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di locazioni commerciali. Il caso riguardava una società, inquilina di un immobile in comproprietà, che pretendeva il diritto di prelazione quando uno dei proprietari ha venduto solo la sua quota. I giudici hanno respinto la richiesta, chiarendo che la prelazione su quota immobiliare non è prevista dalla legge. Il diritto dell'inquilino di essere preferito nell'acquisto sorge unicamente quando viene trasferita l'intera proprietà dell'immobile, non una sua singola frazione. Di conseguenza, la vendita della quota è stata ritenuta valida e la società inquilina ha perso la causa, non potendo esercitare né la prelazione né il successivo riscatto.
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Recesso per gravi motivi locazione: Inquilino vince in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del recesso per gravi motivi locazione commerciale esercitato da un'azienda in difficoltà economica. L'azienda inquilina aveva lasciato l'immobile a causa di perdite significative, attribuite anche al mancato sviluppo dell'area commerciale promesso dalla società locatrice. Il locatore ha contestato la decisione fino in Cassazione, sostenendo che i giudici avessero valutato male le prove. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che non può riesaminare nel merito i fatti, come la gravità della crisi economica, se la decisione del giudice precedente è logicamente motivata. Vince quindi l'inquilino, il cui recesso è considerato valido.
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Locale non idoneo: la Cassazione e l’onere di verifica del conduttore
Una società affitta un locale per adibirlo a bar, ma scopre solo in seguito che l'immobile ha una destinazione d'uso diversa e non è idoneo. La società fa causa al proprietario, ritenendolo responsabile. La Corte di Cassazione, però, respinge la richiesta. Viene stabilito un principio fondamentale: in assenza di una garanzia esplicita nel contratto, grava sull'inquilino l'onere di verifica del conduttore. Spetta cioè a chi affitta controllare che l'immobile sia idoneo, anche dal punto di vista amministrativo, per l'attività che intende svolgervi. Il proprietario non è automaticamente responsabile se l'inquilino non ottiene le autorizzazioni necessarie.
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Allarme antincendio spento: esclusa responsabilità del locatore
Un'azienda subisce danni a causa di un incendio divampato in un capannone vicino, locato a una cereria. L'azienda danneggiata accusa il proprietario dell'intero complesso industriale per non aver garantito il funzionamento dell'impianto antincendio. La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità del locatore per incendio. La decisione si basa sul fatto che il contratto di locazione addossava al conduttore (l'inquilino) l'onere di attivare e mantenere i sistemi di sicurezza. Il proprietario, quindi, non aveva un obbligo di vigilanza. Il ricorso dell'azienda danneggiata è stato dichiarato inammissibile, confermando l'assoluzione del proprietario.
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