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Lite Temeraria

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663 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Usura sopravvenuta: la Cassazione conferma i limiti
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per usura sopravvenuta e anatocismo su una linea di credito. Dopo aver perso in primo grado e in appello, ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che i principi sull'usura sopravvenuta, stabiliti dalle Sezioni Unite, si applicano anche alle aperture di credito e che il ricorso di legittimità non può essere utilizzato per chiedere un nuovo esame dei fatti già valutati dai giudici di merito.
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Risarcimento medici specializzandi: Cassazione conferma
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici per il risarcimento del danno da tardiva attuazione di direttive UE, confermando la prescrizione decennale del diritto. La Corte ha inoltre condannato i ricorrenti per lite temeraria, data la consolidata giurisprudenza contraria. La questione del risarcimento medici specializzandi è quindi ormai definita dalla giurisprudenza di legittimità.
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Risarcimento specializzandi: Cassazione e prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18344/2024, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la tardiva attuazione di direttive comunitarie sulla remunerazione. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, secondo cui il diritto al risarcimento specializzandi si prescrive in dieci anni, con decorrenza dal 27 ottobre 1999. I ricorrenti sono stati inoltre condannati per lite temeraria, data la consolidata giurisprudenza in materia.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo lamentando la mancata notifica delle cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, applicando la recente normativa che limita l'impugnazione estratto di ruolo ai soli casi in cui il ricorrente dimostri un concreto e attuale 'interesse ad agire', ovvero un pregiudizio specifico derivante dall'iscrizione a ruolo. La semplice contestazione della notifica non è più sufficiente.
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Estorsione giudiziaria: quando una causa è reato
Un soggetto avviava una serie di cause civili con richieste di risarcimento esorbitanti. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23907/2024, ha chiarito che l'abuso del processo attraverso azioni seriali e pretestuose, finalizzate non a vincere la causa ma a costringere la controparte a una transazione economica ingiusta, configura il reato di tentata estorsione giudiziaria. La Corte ha quindi annullato la decisione del tribunale del riesame, che aveva escluso il reato, rinviando per una nuova valutazione dei fatti.
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Raddoppio dei termini: onere della prova sul Fisco
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che il raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale non è automatico. L'Amministrazione Finanziaria ha l'onere di dimostrare concretamente i presupposti dell'obbligo di denuncia penale a carico del contribuente, inclusa la potenziale configurabilità di un reato tributario che superi le soglie di punibilità. In assenza di tale prova, l'avviso di accertamento notificato oltre i termini ordinari è illegittimo.
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Risarcimento medici: prescrizione decennale confermata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16278/2024, ha respinto il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano il risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione a causa della tardiva attuazione di direttive europee. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, stabilendo che il diritto al risarcimento si prescrive in dieci anni, con decorrenza dal 27 ottobre 1999. I ricorsi sono stati giudicati inammissibili e i ricorrenti condannati anche per lite temeraria.
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Risarcimento medici specializzandi: Cassazione e termini
La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici per il risarcimento danni da tardiva attuazione di direttive UE sulla remunerazione della specializzazione. La Corte ha confermato che il termine di prescrizione decennale decorre dal 27 ottobre 1999. I ricorsi sono stati giudicati temerari, con condanna per responsabilità aggravata, vista la consolidata giurisprudenza in materia di risarcimento medici specializzandi.
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Lite temeraria: ricorso inammissibile dopo accordo
Una società propone ricorso in Cassazione contro una sentenza di risarcimento danni a favore di un ex dipendente, nonostante avesse già firmato una conciliazione giudiziale rinunciando all'azione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile per carenza di interesse ad agire e condanna la società per lite temeraria, sanzionando l'abuso dello strumento processuale e la violazione dei doveri di lealtà e probità.
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Risarcimento medici specializzandi: prescrizione e limiti
Un gruppo di medici specializzatisi tra il 1979 e il 1989 ha citato lo Stato per ottenere un risarcimento a causa della tardiva attuazione di direttive UE che prevedevano una giusta remunerazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili, confermando che il diritto al risarcimento medici specializzandi si è estinto per prescrizione. Il termine decennale, secondo la Corte, è iniziato il 27 ottobre 1999 e, essendo l'azione legale stata avviata nel 2018, era ormai scaduto. I ricorrenti sono stati inoltre condannati per lite temeraria.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30145/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione negli anni '80. La Corte ha confermato la consolidata giurisprudenza sulla prescrizione medici specializzandi, stabilendo che il diritto al risarcimento si è estinto per il decorso del termine decennale. Inoltre, i ricorrenti sono stati condannati per lite temeraria, avendo agito contro un orientamento giuridico ormai pacifico.
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Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30147/2025, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di un gruppo di medici che chiedevano il risarcimento per non aver ricevuto compenso durante la specializzazione. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, stabilendo che il diritto al risarcimento si è estinto per prescrizione, essendo decorso il termine decennale a partire dalla legge n. 370/1999. È stata inoltre inflitta una condanna per lite temeraria, data la palese infondatezza dei ricorsi basati su questioni già ampiamente decise dalla giurisprudenza.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Un gruppo di medici specializzandi ha proposto ricorso in Cassazione dopo aver visto respinte le proprie richieste di risarcimento per la mancata attuazione di direttive europee. Prima della decisione, i medici hanno effettuato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Ha inoltre disposto la compensazione parziale (per tre quarti) delle spese legali, condannando i ricorrenti al pagamento della parte residua, motivando la decisione con la tardività della rinuncia e l'infondatezza del ricorso originario.
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Prescrizione medici: la Cassazione conferma il termine
Un gruppo di medici ha richiesto il risarcimento allo Stato per la mancata retribuzione durante la specializzazione negli anni '80 e '90, a causa della tardiva attuazione di direttive europee. La Corte di Cassazione ha confermato che il diritto al risarcimento è estinto, ribadendo il suo orientamento consolidato secondo cui il termine di prescrizione decennale ha iniziato a decorrere dal 27 ottobre 1999. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e i ricorrenti sono stati condannati per lite temeraria, data la consolidata giurisprudenza in materia.
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Prescrizione risarcimento medici: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30144/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano un risarcimento per la mancata remunerazione durante la specializzazione, a causa della tardiva attuazione di direttive comunitarie. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato sulla prescrizione del diritto, fissata in dieci anni con decorrenza dal 27 ottobre 1999. Data la palese infondatezza del ricorso, basato su questioni già decise innumerevoli volte, i ricorrenti sono stati condannati anche per lite temeraria. La questione sulla prescrizione del risarcimento medici è quindi definitivamente chiusa.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di un gruppo di medici, confermando la prescrizione del loro diritto al risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione. L'ordinanza ribadisce che il termine di prescrizione per i medici specializzandi è di dieci anni, decorrente dal 27 ottobre 1999. I ricorrenti, avendo agito in giudizio solo nel 2014, hanno visto la loro richiesta respinta e sono stati condannati per lite temeraria a causa di un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato da oltre un decennio.
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Lite temeraria: condanna per abuso del processo
Un lavoratore impugna il licenziamento per giusta causa basato su presunte irregolarità nei rimborsi spesa. Durante il processo, rinuncia all'azione. Il Tribunale, oltre a dichiarare cessata la materia del contendere, accoglie la domanda dell'azienda e condanna l'ex dipendente per lite temeraria, ravvisando un abuso del processo data l'evidente infondatezza delle sue pretese, smentite da prove documentali.
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Prescrizione risarcimento: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15418/2024, ha chiarito un punto cruciale sulla prescrizione del risarcimento danni. Nel caso di un'alluvione del 1992, i danneggiati hanno agito contro il Ministero competente solo nel 2017. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che il termine di prescrizione decennale non decorre dalla fine del processo penale, ma dal momento del rinvio a giudizio del funzionario ritenuto responsabile (avvenuto nel 2000). Tale atto è stato considerato sufficiente a rendere i danneggiati consapevoli della possibile causa del loro danno, facendo così scattare l'orologio della prescrizione.
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Remunerazione medici specializzandi: Cassazione rigetta
Una specializzanda in medicina ha richiesto un risarcimento, sostenendo che la borsa di studio percepita prima del 2007 fosse inadeguata secondo le direttive UE. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La Corte ha ribadito che la nuova e più cospicua remunerazione, prevista da una legge del 1999, si applica solo a partire dall'anno accademico 2006/2007 e non ha effetto retroattivo. Il concetto di "remunerazione adeguata" lasciava ampia discrezionalità agli Stati membri.
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Abuso del processo: appello inammissibile e condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro una banca in un caso di presunta usura e anatocismo su un mutuo. La Corte ha ritenuto che i motivi del ricorso fossero un tentativo di riesaminare i fatti, già valutati nei gradi precedenti, configurando un abuso del processo. Di conseguenza, ha confermato la condanna della società al risarcimento dei danni per lite temeraria, aggiungendo un'ulteriore sanzione economica.
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