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Lieve Entità Del Fatto

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69 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: spaccio e usura confermati
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato in appello per spaccio continuato di sostanze stupefacenti, usura e porto illegale di un coltello. La Corte ha ritenuto le censure dell'imputato del tutto generiche e non in grado di confrontarsi con le solide prove raccolte, che includevano dichiarazioni, intercettazioni e sequestri. La sentenza conferma l'importanza di motivazioni specifiche nei ricorsi e ribadisce i criteri per escludere la lieve entità del fatto in caso di attività di spaccio professionali e prolungate nel tempo.
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Lieve entità del fatto: nuova attenuante per la rapina
La Corte di Cassazione, in un caso di rapina per un cellulare, annulla con rinvio la sentenza d'appello. La Corte ha chiarito che la nuova attenuante della lieve entità del fatto, introdotta dalla Corte Costituzionale, va valutata distintamente e può concorrere con quella del danno di speciale tenuità, imponendo un nuovo calcolo della pena.
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Lieve entità del fatto: no se lo spaccio è continuo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21428/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. È stata esclusa l'ipotesi di lieve entità del fatto, data la notevole quantità di cocaina (305 dosi), la natura continuativa e non occasionale dell'attività, e la presenza di materiale per il confezionamento. L'attività illecita, per ammissione dello stesso ricorrente, costituiva il suo unico mezzo di sostentamento.
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Porto d’armi ingiustificato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per porto d'armi ingiustificato, in quanto trovato con un coltello da cucina di notevoli dimensioni sotto la sella del suo ciclomotore. La Corte ha ribadito che la giustificazione per il porto dell'arma deve essere immediata e verificabile al momento del controllo. Inoltre, i precedenti penali specifici e per reati violenti dell'imputato hanno impedito di qualificare il fatto come di lieve entità.
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Rapina lieve entità: no se c’è violenza grave
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo che chiedeva la riduzione della pena per una rapina, invocando l'attenuante della lieve entità. La Corte ha stabilito che la particolare gravità della condotta, consistita nello scaraventare la vittima fuori da un'auto per sottrarle la borsa, è del tutto incompatibile con il concetto di rapina lieve entità, confermando così la decisione della Corte d'appello.
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Lieve entità del fatto: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di stupefacenti. L'imputato chiedeva il riconoscimento della lieve entità del fatto, ma la Corte ha stabilito che la presenza di più tipi di droghe, strumenti per il confezionamento, una cospicua somma di denaro e un'organizzazione con vedette sono elementi incompatibili con tale ipotesi, confermando la valutazione di gravità della condotta.
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Narcotest: sufficiente per la condanna per droga?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di 100 grammi di cocaina. La Corte ha stabilito che il narcotest può essere una prova sufficiente per accertare la natura della sostanza e ha confermato che l'ipotesi di reato di 'lieve entità' era stata correttamente esclusa a causa di elementi che indicavano un'attività non occasionale, come la disponibilità di una base logistica e di strumentazione per il confezionamento.
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento delle attenuanti generiche e della lieve entità del fatto. La Corte ha stabilito che la gravità della condotta, caratterizzata dall'uso di un coltello di 34 cm per minacciare la vittima, giustifica pienamente l'esclusione di ogni attenuante. Inoltre, ha ribadito che il giudice non è tenuto a motivare su ogni singolo elemento a favore, essendo sufficiente una valutazione complessiva che indichi la congruità della pena.
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Lieve entità del fatto: no se il reato è continuo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per trasporto di stupefacenti. La Corte stabilisce che, nonostante il suo ruolo meramente esecutivo, non è possibile riconoscere la lieve entità del fatto a causa della natura continua e organizzata dell'attività, che serviva a rifornire stabilmente un gruppo di spacciatori. Il ruolo marginale è stato comunque valutato con la concessione delle attenuanti generiche.
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