La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21428/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. È stata esclusa l'ipotesi di lieve entità del fatto, data la notevole quantità di cocaina (305 dosi), la natura continuativa e non occasionale dell'attività, e la presenza di materiale per il confezionamento. L'attività illecita, per ammissione dello stesso ricorrente, costituiva il suo unico mezzo di sostentamento.
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