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Licenziamento Per Recidiva

6 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Piccoli ritardi, grande conseguenza: il licenziamento per recidiva
Un lavoratore portuale viene licenziato non per scarso rendimento, ma per la somma di numerosi e reiterati ritardi nell'inizio dell'attività lavorativa. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del provvedimento, stabilendo un importante principio sul licenziamento per recidiva. Anche se i singoli ritardi potrebbero giustificare solo sanzioni minori, la loro sistematica ripetizione, aggravata da tre precedenti sospensioni subite nell'ultimo anno, rompe il legame di fiducia e rende proporzionato il licenziamento. L'Azienda vince la causa e il licenziamento del Lavoratore è definitivo.
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Licenziamento per recidiva: valido anche senza citare la norma
Un'azienda tessile licenzia un dipendente per un errore di cucitura, contestandogli anche quattro precedenti sanzioni disciplinari. I giudici di merito annullano il licenziamento perché l'azienda non ha citato la norma specifica del contratto collettivo sul licenziamento per recidiva. La Cassazione ribalta la decisione, affermando un principio cruciale: il giudice deve valutare i fatti contestati nel loro complesso, inclusa la recidiva, anche se non è stata indicata la norma contrattuale esatta. La sostanza dei fatti prevale sulla forma, rendendo potenzialmente legittimo il licenziamento per recidiva. La causa torna alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Licenziamento per recidiva: quando è legittimo?
Un tecnico di un'azienda radiotelevisiva viene licenziato per reiterate assenze. La Corte di Cassazione conferma la legittimità del licenziamento per recidiva, stabilendo che anche le sanzioni precedenti, seppur impugnate, possono essere considerate per valutare la gravità della condotta complessiva del lavoratore. La Corte ha inoltre ribadito la natura relativa del principio di immediatezza della contestazione disciplinare in contesti aziendali complessi.
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Licenziamento per recidiva: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un licenziamento per recidiva di un lavoratore, nonostante l'ultima sanzione disciplinare fosse meno grave delle precedenti. La decisione si basa sulla valutazione complessiva della condotta del dipendente, sulla gravità del reiterato inadempimento e sulla conseguente rottura del vincolo fiduciario, ritenendo che la scelta di una sanzione più lieve in un'occasione non precluda il successivo licenziamento di fronte a una nuova infrazione.
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Licenziamento per recidiva: la valutazione complessiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8358/2025, ha annullato una decisione di merito che riteneva illegittimo un licenziamento per recidiva. Il caso riguardava un operaio addetto alla manutenzione di una società di gestione autostradale, licenziato per ripetute violazioni delle norme di sicurezza. La Suprema Corte ha stabilito che, ai fini della recidiva, i precedenti disciplinari non devono essere definitivi e che la condotta del lavoratore va valutata nel suo complesso, non in modo frammentario. La valutazione complessiva dei fatti, secondo la Corte, è essenziale per giudicare la proporzionalità del licenziamento, soprattutto quando sono in gioco la sicurezza pubblica e quella degli altri lavoratori.
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Licenziamento per recidiva: quando è illegittimo?
Un lavoratore veniva licenziato per giusta causa a seguito di plurime contestazioni disciplinari. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione della Corte d'Appello che confermava il licenziamento per recidiva. La Cassazione ha riscontrato una grave contraddittorietà nella motivazione della sentenza di secondo grado, la quale da un lato lamentava la mancata ammissione di prove e dall'altro riteneva provati i fatti senza tali prove, violando il diritto di difesa del lavoratore. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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