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Libro Unico Del Lavoro (Lul)

13 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Documento contabile obbligatorio per i datori di lavoro, nel quale devono essere registrati tutti i dati relativi al rapporto di lavoro, inclusi orari, presenze e retribuzioni.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo e repechage
Il Lavoratore ha impugnato il licenziamento per giustificato motivo oggettivo intimato dall'Azienda a seguito della perdita di un appalto. Il Tribunale ha inizialmente ordinato la reintegrazione per violazione dell'obbligo di ripescaggio. La Corte d'Appello ha ribaltato l'esito: ha ritenuto definitivo l'accertamento sulla crisi aziendale per mancata impugnazione incidentale del dipendente e ha considerato provata l'assenza di altri posti tramite il Libro Unico del Lavoro. La Corte di Cassazione ha evidenziato una questione di massima rilevanza sul rapporto unitario tra soppressione del posto e obbligo di repechage, disponendo la trattazione della causa in pubblica udienza.
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Infedele registrazione nel LUL: autisti part-time a tempo pieno
L'Ispettorato del Lavoro ha sanzionato un'azienda di trasporti per l'infedele registrazione nel LUL dell'orario svolto da alcuni autisti. I dipendenti risultavano assunti con contratto part-time, ma eseguivano turni a tempo pieno con straordinari non registrati. Durante gli intervalli tra una corsa e l'altra, il personale puliva i mezzi ed effettuava manutenzioni senza allontanarsi. L'azienda ha impugnato la sanzione sostenendo che i tempi di attesa non costituissero orario effettivo e contestando l'attendibilità dei testimoni. I giudici di merito hanno confermato l'illecito e rigettato l'opposizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della ditta, condannando la parte datrice di lavoro per aver insistito in un'impugnazione priva di fondamento giuridico.
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Contratto a progetto o lavoro subordinato: la Cassazione decide
Un'azienda ha stipulato un contratto a progetto con una lavoratrice per lo svolgimento di attività ordinarie. A seguito di un'ispezione, l'autorità ha riqualificato il rapporto come lavoro subordinato, irrogando sanzioni pecuniarie per irregolarità contributive e comunicative. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda, confermando che la reale natura del rapporto prevale sulla qualificazione formale scelta dalle parti. Quando l'attività coincide con l'ordinaria operatività aziendale e manca l'autonomia gestionale del collaboratore, si configura un rapporto subordinato di fatto.
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Sgravi contributivi: l’azienda perde contro il verbale INPS
Un'azienda agricola ha contestato un verbale ispettivo e un avviso di addebito dell'ente previdenziale relativi a differenze contributive per braccianti agricoli. L'azienda sosteneva di aver diritto a sgravi contributivi e che i lavoratori fossero operai comuni. Tuttavia, gli ispettori avevano accertato, tramite l'esame del Libro Unico del Lavoro, che i dipendenti erano inquadrati come operai qualificati, applicando quindi aliquote inferiori rispetto al dovuto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda, confermando che l'onere di provare il diritto agli sgravi contributivi spetta al datore di lavoro che li invoca. Inoltre, ha ribadito l'alto valore probatorio del verbale ispettivo, che fa piena prova dei documenti esaminati dai funzionari. L'azienda perde definitivamente la causa.
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Notifica del verbale di accertamento: i tempi dell’Ispettorato
L'Ispettorato del Lavoro ha sanzionato una Società Cooperativa per violazioni della normativa sul lavoro. L'Amministratore ha impugnato l'ordinanza ingiunzione, sostenendo che la notifica del verbale di accertamento fosse tardiva rispetto al termine di novanta giorni previsto dalla legge. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il termine per la notifica non decorre dal semplice reperimento dei documenti, ma dal momento in cui l'autorità completa la complessa valutazione di tutti i dati necessari per accertare l'illecito. Nel caso specifico, l'indagine si era estesa a numerosi lavoratori, giustificando il tempo impiegato per le verifiche. L'Amministratore perde definitivamente la causa e deve pagare la sanzione.
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Appalto non genuino: Cassazione conferma maxi-multa a cooperativa
Una società cooperativa è stata sanzionata con oltre 28.000 euro per un appalto non genuino. La società aveva formalmente assunto una lavoratrice, che però svolgeva la sua attività sotto la direzione di un'altra azienda, un hotel. L'Ispettorato del Lavoro ha contestato l'operazione come una fornitura illecita di manodopera. La Corte di Cassazione ha respinto definitivamente il ricorso della cooperativa, confermando la validità della sanzione. La sentenza stabilisce che, in assenza di una reale organizzazione del servizio e dell'assunzione del rischio d'impresa da parte dell'appaltatore, il contratto è illegittimo.
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Contabilità parallela: prova di lavoro nero
Una società sanzionata per lavoro nero contesta la validità di una contabilità parallela (registri presenze non ufficiali) trovata durante un'ispezione. La Corte d'Appello conferma la sanzione, ritenendo tali registri prova sufficiente delle violazioni, anche in presenza di un'altra società negli stessi locali. La decisione si fonda sul fatto che i registri riportavano il nome e il timbro della società sanzionata e i nominativi dei suoi dipendenti.
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Libro unico del lavoro: la data di entrata in vigore
Una società è stata sanzionata per non aver utilizzato il libro matricola. In sua difesa, ha sostenuto che fosse già in vigore il nuovo libro unico del lavoro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'obbligo di utilizzare il nuovo registro è scattato non con la pubblicazione della legge, ma con l'entrata in vigore del decreto ministeriale attuativo. La decisione sottolinea la distinzione cruciale tra la data di promulgazione di una norma e la sua effettiva operatività.
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Dischi cronotachigrafici: la loro efficacia probatoria
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società di trasporti contro l'ente previdenziale. La controversia riguardava il pagamento di contributi per ore di lavoro extra, provate tramite dischi cronotachigrafici e testimonianze. Il ricorso è stato respinto perché le contestazioni della società sull'efficacia probatoria dei dischi sono state ritenute generiche e non hanno affrontato la ratio decidendi della sentenza di secondo grado, basata anche su prove testimoniali.
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Registrazioni infedeli LUL: la colpa si presume
Una società è stata sanzionata per aver effettuato registrazioni infedeli nel Libro Unico del Lavoro (LUL) riguardo a trasferte e rimborsi spesa. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda, stabilendo principi chiave: le dichiarazioni dei lavoratori agli ispettori hanno un forte valore probatorio, gli accordi di conciliazione successivi non annullano l'illecito amministrativo e, in caso di registrazioni infedeli LUL, la colpa del datore di lavoro è presunta, invertendo l'onere della prova.
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Cambio appalto: diritto alla riassunzione del capo gruppo
Una lavoratrice con mansioni di 'capo gruppo mensa' non era stata riassunta dalla società subentrante in un cambio appalto. La Corte di Cassazione ha confermato il suo diritto alla riassunzione, stabilendo che il suo ruolo non rientrava tra le funzioni di direzione esecutiva che giustificano l'esclusione. L'ordinanza sottolinea come la reale presenza sul lavoro prevalga su eventuali incongruenze documentali nel dimostrare i requisiti per il passaggio.
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Onere prova esenzioni contributive: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società, stabilendo che in tema di esenzioni contributive per trasferte, l'onere della prova grava interamente sul datore di lavoro. Non basta la registrazione sul Libro Unico del Lavoro; è necessaria una documentazione analitica che provi in modo rigoroso le singole trasferte e le spese sostenute, altrimenti l'esenzione non è applicabile.
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Omessa registrazione LUL: Sanzione legittima?
La Corte d'Appello di Genova ha riformato una sentenza di primo grado, confermando la legittimità di una sanzione amministrativa a carico di un'azienda per l'omessa registrazione LUL delle ore di lavoro straordinario di un dipendente. La Corte ha stabilito che la violazione sussiste a prescindere dal fatto che le ore extra siano state retribuite sotto un'altra voce, come "premio di operosità". Ha inoltre ritenuto tempestiva la notifica del verbale, poiché il termine decorre dalla conclusione delle indagini, e ha considerato provata la violazione sulla base delle testimonianze raccolte.
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