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Libertà Vigilata

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197 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Pericolosità sociale: due concetti distinti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un individuo contro una misura di prevenzione, chiarendo che la valutazione della pericolosità sociale per le misure di prevenzione è autonoma e più ampia di quella per le misure di sicurezza. La revoca di una misura di sicurezza come la libertà vigilata non impedisce l'applicazione di una misura di prevenzione se persistono indizi di una vita dedita al crimine. Inoltre, non vi è violazione del divieto di *reformatio in pejus* se la corte d'appello, dopo un annullamento con rinvio, conferma la decisione di primo grado.
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Aggravamento misura di sicurezza: la Cassazione decide
Un soggetto in libertà vigilata ha violato ripetutamente le prescrizioni, usando visite mediche come pretesto per incontrare un noto pregiudicato. La Cassazione ha confermato l'aggravamento della misura di sicurezza, sostituendo la libertà vigilata con la casa di lavoro. La Corte ha ritenuto le trasgressioni sintomo di un'accresciuta e conclamata pericolosità sociale, tale da rendere inefficace la misura meno afflittiva. Il ricorso è stato rigettato.
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Misura di sicurezza: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro l'applicazione della misura di sicurezza della libertà vigilata. La Corte ha stabilito che la valutazione del Tribunale di Sorveglianza, basata sulla persistente pericolosità sociale del soggetto e sui suoi legami con l'ambiente criminale di origine, costituisce un giudizio di merito non censurabile in sede di legittimità, in quanto immune da vizi logici o contraddizioni manifeste.
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Inammissibilità del ricorso: motivi e conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di due imputati condannati per rapina. La sentenza analizza la validità di un appello presentato da un avvocato rinunciatario e la correttezza delle notifiche al domiciliatario. Viene inoltre confermata la legittimità della valutazione sulla pena e sulla pericolosità sociale, respingendo i motivi del ricorso come generici e manifestamente infondati.
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Pericolosità sociale: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo contro l'ordinanza che confermava la sua pericolosità sociale e gli applicava la misura della libertà vigilata. Il ricorso è stato respinto perché basato su una richiesta di rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, piuttosto che su vizi di legge. La Corte ha confermato la correttezza della motivazione del Tribunale di Sorveglianza, che aveva valutato la persistente pericolosità sociale del soggetto.
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Misura di sicurezza: quando è legittima nel patteggiamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che un giudice può imporre una misura di sicurezza, come la libertà vigilata, anche se non inclusa nell'accordo di patteggiamento. In un caso riguardante tre imputati, la Corte ha rigettato i loro ricorsi, ritenendo che la decisione del giudice di primo grado fosse legittima e sufficientemente motivata, basandosi sulla pericolosità oggettiva dimostrata dagli imputati attraverso la loro condotta criminale. La sentenza chiarisce che, se la misura di sicurezza non è oggetto di accordo, la sentenza è impugnabile per vizio di motivazione, ma in questo caso specifico, la motivazione, seppur concisa, è stata ritenuta adeguata.
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Ricorso per saltum: errore nella conversione dell’appello
Un soggetto in libertà vigilata ha contestato il diniego di un'autorizzazione al lavoro. Il Magistrato di Sorveglianza ha erroneamente convertito il reclamo in un ricorso per saltum diretto alla Cassazione. La Suprema Corte ha annullato la decisione, chiarendo che per le misure di sicurezza il rimedio corretto è l'appello al Tribunale di Sorveglianza, non il ricorso per saltum, e ha rinviato gli atti all'organo competente.
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Misura di sicurezza: quando si applica e unifica
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di una misura di sicurezza di libertà vigilata, chiarendo la ripartizione di competenze tra giudice della cognizione e Tribunale di Sorveglianza. La sentenza stabilisce che spetta al primo unificare le misure in caso di più reati, mentre al secondo compete la valutazione attuale della pericolosità sociale per l'esecuzione. Il ricorso di un condannato per associazione mafiosa, che lamentava una duplicazione della misura di sicurezza e una valutazione errata della sua pericolosità, è stato respinto poiché basato su elementi concreti e non solo sulla mancata dissociazione.
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Pericolosità sociale: annullamento per motivazione carente
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale di Sorveglianza che ripristinava la libertà vigilata per un condannato. La Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale carente e illogica, in quanto non aveva adeguatamente considerato gli elementi positivi a favore del condannato, come il buon comportamento durante la detenzione. La decisione di tornare a vivere nel proprio luogo d'origine, sebbene rilevante, non può da sola giustificare un giudizio di attuale pericolosità sociale senza un'analisi completa di tutti i fattori.
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Pericolosità sociale: misura di sicurezza non automatica
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2875/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di misure di sicurezza. Anche in caso di condanna per reati gravissimi come l'associazione di tipo mafioso, l'applicazione della libertà vigilata non è automatica. Il giudice deve sempre effettuare una valutazione concreta e attuale della pericolosità sociale del condannato, basandosi sugli elementi dell'art. 133 cod. pen. La Corte ha annullato la decisione del giudice di merito che aveva applicato la misura in modo automatico, ritenendo la pericolosità sociale presunta dalla legge, e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
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Accordo sulle misure di sicurezza: vincolante per il giudice
La Corte di Cassazione ha rettificato una sentenza di appello che aveva modificato la durata di una misura di sicurezza rispetto a quanto pattuito dalle parti. Confermato il principio per cui l'accordo sulle misure di sicurezza è vincolante: il giudice può solo accettarlo in toto o rigettare la richiesta di patteggiamento, senza poter modificare i termini dell'intesa.
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Ricorso inammissibile misura di sicurezza: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile misura di sicurezza, confermando la proroga della libertà vigilata per un soggetto. Il ricorso è stato respinto perché le censure sollevate erano di merito e non di legittimità, tentando di introdurre una rivalutazione dei fatti preclusa in sede di Cassazione.
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Libertà vigilata: non automatica per contrabbando
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per contrabbando di tabacchi, respingendo gran parte dei motivi di ricorso. Tuttavia, ha annullato la sentenza riguardo l'applicazione della misura della libertà vigilata, stabilendo che tale misura non può essere automatica ma deve basarsi su una concreta valutazione della pericolosità sociale del condannato. La responsabilità penale dell'imputato è stata dichiarata irrevocabile.
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Pericolosità sociale: la Cassazione sulle misure
La Corte di Cassazione conferma la misura di sicurezza della libertà vigilata per un ex membro di un'associazione mafiosa, ritenendo non superata la presunzione di pericolosità sociale. La Corte ha stabilito che, nonostante il buon comportamento in carcere, la mancanza di una revisione critica del proprio passato criminale e alcuni contatti sospetti sono elementi sufficienti a giustificare la misura. La decisione del Tribunale di Sorveglianza, basata su una valutazione complessiva di tutti gli elementi, è stata giudicata corretta.
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Cumulo misure di sicurezza: no a doppia sanzione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava l'applicazione congiunta della libertà vigilata e del divieto di soggiorno a un condannato. La sentenza ribadisce il principio fondamentale che vieta il cumulo di misure di sicurezza della stessa specie, come quelle non detentive in questione. Secondo i giudici, applicare entrambe le misure contemporaneamente costituisce una duplicazione sanzionatoria non prevista dalla legge, violando il principio di legalità. Il caso è stato rinviato al Tribunale di Sorveglianza per una nuova valutazione conforme a questo principio.
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Ricorso per cassazione generico: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una misura di sicurezza, sottolineando che un ricorso per cassazione generico, privo di critiche specifiche e argomentate contro la decisione impugnata, non può essere accolto. Il caso riguardava la valutazione della pericolosità sociale di un individuo, confermata dai giudici di merito sulla base della sua condizione psicopatologica e dei reati commessi.
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Misure di sicurezza: espulsione sostituita con libertà
Un uomo, originariamente soggetto alla misura di sicurezza dell'espulsione, ha visto la sanzione sostituita con la libertà vigilata dal Tribunale di Sorveglianza. Ha impugnato la decisione in Cassazione, sostenendo l'incompatibilità tra le due misure. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, affermando che il sistema delle misure di sicurezza è flessibile e consente modifiche basate sulla proporzionalità e sull'evoluzione della pericolosità sociale del soggetto. La sostituzione è stata ritenuta corretta in quanto bilanciava una residua pericolosità con il diritto alla vita familiare.
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Ricorso 599-bis: quando è ammissibile in Cassazione?
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti di ammissibilità del ricorso contro una sentenza di concordato in appello. Un'impugnazione è stata dichiarata inammissibile perché contestava la colpevolezza, punto rinunciato con l'accordo. Un'altra è stata parzialmente accolta per l'errata applicazione di una misura di sicurezza non adeguata alla pena ridotta. La sentenza sottolinea che il ricorso 599-bis è possibile solo per vizi procedurali specifici dell'accordo.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile
Un soggetto ricorre in Cassazione contro il mantenimento della misura della libertà vigilata. Nelle more del giudizio, la misura viene revocata da un altro organo giudiziario. La Corte di Cassazione, di conseguenza, dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché il ricorrente ha già ottenuto il risultato sperato, escludendo la condanna alle spese processuali.
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Pericolosità sociale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro l'applicazione della libertà vigilata. La decisione si fonda sulla persistente pericolosità sociale del soggetto, desunta dalla sua mancata revisione critica del reato commesso. Il ricorso è stato respinto perché non contestava specificamente questo punto cruciale (la ratio decidendi), limitandosi a elencare gli elementi positivi del percorso di risocializzazione, risultando così 'decentrato' rispetto al nucleo della decisione impugnata.
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