L'Aggressore ha provocato il ferimento di tre persone, colpendo una delle vittime con un'arma e causandole una frattura con guarigione clinica superiore a quaranta giorni. I giudici di merito lo hanno condannato a cinque anni di reclusione per il reato di lesioni personali aggravate. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la violazione dei diritti di difesa, l'invio telematico dell'istanza di partecipazione all'udienza, la mancata riapertura dell'istruttoria medica e il mancato interrogatorio dopo l'avviso di garanzia. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso totalmente inammissibile. L'istanza telematica risultava inviata a un indirizzo di posta non autorizzato, mentre la perizia medica provava chiaramente la gravità del danno. La condanna definitiva resta pienamente confermata a carico del reo, unitamente al pagamento delle spese legali e di un'ammenda.
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