La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso de Il Ricorrente, confermando la condanna a sei mesi di reclusione per il reato di lesioni personali aggravate. Il fatto trae origine da una vera e propria spedizione punitiva notturna organizzata da Il Ricorrente e da La Coimputata ai danni di La Vittima, una donna indifesa, per riscuotere un presunto debito legato all'acquisto di prodotti agricoli. L'aggressione, iniziata con minacce verbali, è sfociata in violenti strattonamenti e spintoni contro un cancello, causando a La Vittima una grave cervicalgia post-traumatica con prognosi di cinquantacinque giorni. La Suprema Corte ha confermato la responsabilità penale de Il Ricorrente in concorso, evidenziando la particolare intensità del dolo desumibile dalle modalità dell'azione violenta e respingendo ogni tentativo di riqualificare il fatto in lesioni semplici.
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