L'Imputato è stato condannato per la detenzione di 150 grammi di hashish, suddivisi in due panetti e idonei a ricavare 880 dosi singole. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato rinvio dell'udienza per legittimo impedimento del difensore e richiedendo la riqualificazione del reato come fatto di lieve entità nello spaccio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha chiarito che, durante la normativa emergenziale, la richiesta di rinvio trasmessa senza istanza di trattazione orale non impedisce lo svolgimento del processo. Inoltre, il rigetto della riduzione di pena è stato confermato non solo per il quantitativo, ma anche per l'assenza di redditi leciti, i contatti consolidati con clienti e fornitori e l'ammissione dell'attività illecita per sanare difficoltà economiche. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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