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Legittimità

2536 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il controllo di legittimità costituzionale, in un ordinamento giuridico, è la funzione di verifica della conformità alla costituzione delle leggi (dello Stato o di enti territoriali eventualmente dotati di potere legislativo) e degli altri atti aventi forza di legge. Tale funzione presuppone un ordinamento giuridico a costituzione rigida, che pone la costituzione su un grado superiore alle leggi nel sistema delle fonti del diritto. Infatti, se la costituzione è flessibile, ossia posta allo stesso livello delle leggi, un atto avente forza di legge in contrasto con essa si limiterebbe ad abrogarne le parti contrastanti, secondo il meccanismo generale della successione delle leggi nel tempo (lex posterior derogat priori: la legge successiva abroga la precedente). Invece, in presenza di costituzione rigida, la legge (o l'atto avente forza di legge) in contrasto con una norma costituzionale è "invalida" e precisamente affetta da illegittimità costituzionale o incostituzionalità. Gli ordinamenti giuridici hanno adottato diverse modalità per effettuare il controllo di legittimità costituzionale che, pur nella variabilità delle soluzioni prescelte, si possono ricondurre a due modelli: il sistema "diffuso" e quello "accentrato".

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

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Provvedimenti

Sanzione CONSOB: il decesso estingue l’obbligo di pagamento
Un ex consigliere di amministrazione di una banca ha ricevuto una sanzione amministrativa di 150.000 euro dalla CONSOB per diverse violazioni nelle procedure di gestione degli investimenti e finanziamenti. Dopo che la Corte d'Appello ha confermato la sanzione, l'ex consigliere ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il procedimento, la sua difesa ha documentato il suo decesso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione della sanzione amministrativa per decesso, stabilendo che l'obbligo di pagare la multa non si trasmette agli eredi.
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Ricorso Inammissibile: Quando la Difesa non Basta in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un Lavoratore, condannato per reati penali. I motivi del ricorso non rispettavano i requisiti di legge, riproponendo argomenti già esaminati. La Corte ha confermato la pericolosità del Lavoratore, basandosi sui suoi precedenti penali, sul comportamento in detenzione e sulla natura non occasionale del reato. Ha inoltre ritenuto corretta l'applicazione della recidiva. Il ricorso inammissibile ha comportato la condanna del Lavoratore al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso Penale Inammissibile: Cassazione sui Limiti dell’Appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale presentato da un individuo contro un'ordinanza della Corte d'Appello. I motivi del ricorso non erano validi, poiché non criticavano in modo adeguato la decisione impugnata e proponevano interpretazioni che contrastavano con la legge e la giurisprudenza consolidata. In particolare, la Corte ha richiamato precedenti sentenze sul concetto di 'continuazione' tra il reato di partecipazione ad associazione mafiosa e i cosiddetti 'reati fine'. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso Penale Inammissibile: Quando la Cassazione non riesamina i fatti
Un condannato per minaccia aggravata e lesioni volontarie aggravate e continuate ha presentato ricorso contro la sentenza d'appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Il ricorso era generico e infondato, riproponeva censure già valutate e mirava a una nuova analisi dei fatti, non consentita in sede di legittimità. Anche la contestazione sulla determinazione della pena è stata ritenuta inammissibile. Il condannato dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione conferma le spese per il ricorrente
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un cittadino contro una sentenza d'appello. I motivi del ricorso, che riguardavano la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (Art. 131-bis c.p.) e la recidiva, sono stati ritenuti manifestamente infondati e già adeguatamente esaminati dal giudice precedente. La Suprema Corte ha quindi confermato la decisione impugnata, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende. La decisione sottolinea l'importanza di presentare ricorsi con fondamenti giuridici solidi.
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Favoreggiamento personale: ricorso inammissibile per dichiarazioni false
Un Lavoratore è stato condannato per favoreggiamento personale. Aveva falsamente dichiarato di aver condotto un ciclomotore, usato in un attentato, nel luogo del ritrovamento, per aiutare gli autori del gesto, uno dei quali era il convivente della figlia. La Corte d'Appello aveva confermato la sua responsabilità. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la condanna e la mancata concessione di attenuanti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendolo generico e infondato. Il Lavoratore dovrà pagare le spese processuali e una sanzione.
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Indebita percezione di erogazioni pubbliche: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino condannato per il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche (art. 316-ter c.p.). Il ricorrente contestava la valutazione dei fatti e dell'elemento soggettivo da parte dei giudici precedenti. La Suprema Corte ha ritenuto che le doglianze fossero mere contestazioni di fatto, già adeguatamente esaminate, e non questioni di legittimità. Di conseguenza, il cittadino è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Evasione e Non Punibilità: Quando il Fatto non è Lieve per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un Imputato, condannato per il reato di evasione. L'Imputato contestava la mancata applicazione della causa di non punibilità per tenuità del fatto. La Corte ha ritenuto che i motivi fossero infondati, poiché il giudice di appello aveva correttamente valutato le modalità della condotta e i precedenti penali negativi dell'Imputato, elementi ostativi all'applicazione della non punibilità. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: Quando la Cassazione non riesamina i fatti
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, presentato da un Lavoratore condannato per ricettazione, che contestava il diniego di un'attenuante. Il ricorso è stato ritenuto inammissibile perché le contestazioni riguardavano solo aspetti di fatto già esaminati e respinti dai giudici precedenti, e non violazioni di legge. Di conseguenza, il Lavoratore deve pagare le spese processuali e una somma di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Ricorso Penale Inammissibile: Quando la Cassazione non ammette l’appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un soggetto contro una sentenza della Corte d'Appello di Torino. Il ricorrente aveva contestato il giudizio di merito, sollevando dubbi su elementi del reato, sul dolo e sull'imputabilità, anche in relazione a un disturbo della personalità. La Suprema Corte ha ritenuto che i motivi fossero troppo generici e mirassero a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso Penale Inammissibile: Cassazione Conferma Esito Negativo
Una Lavoratrice ha presentato un ricorso contro una sentenza che non aveva applicato l'articolo 131 bis del codice penale (esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto). La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il motivo è che le questioni sollevate erano già state esaminate e respinte dai giudici precedenti con motivazioni valide. Di conseguenza, la Lavoratrice deve pagare le spese processuali e una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende. Questo caso evidenzia i limiti per l'inammissibilità ricorso penale.
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Ricorso Penale Inammissibile: quando la tenuità del fatto non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale presentato da un individuo contro una condanna. Il ricorso riproponeva argomenti già valutati e respinti dai giudici precedenti. La Corte ha confermato la corretta esclusione della 'particolare tenuità del fatto' (Art. 131-bis cod. pen.), poiché il comportamento non era occasionale e mancavano prove sulla brevità dell'allontanamento. L'individuo deve pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso Inammissibile: Quando la Legge Pone un Limite all’Appello
Un Lavoratore ha presentato un ricorso contro una sentenza che lo condannava, ma la Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che i motivi presentati non erano consentiti dalla legge per un giudizio di legittimità. Inoltre, la questione dell'eccessività della pena non era stata sollevata nel precedente appello. Per queste ragioni, il ricorso inammissibile ha comportato la condanna del Lavoratore al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricettazione e Riciclaggio: L’inammissibilità del ricorso penale
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale presentato da un Individuo, condannato per ricettazione e riciclaggio. L'Individuo contestava la qualificazione giuridica dei fatti e la motivazione della condanna, ma la Cassazione ha ritenuto che queste doglianze riguardassero il merito della vicenda (i fatti) e non la legittimità (l'applicazione della legge). Per questo motivo, il ricorso è stato respinto e l'Individuo è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Riciclaggio: Ricorsi Inammissibili in Cassazione per Doglianze di Fatto
Due individui sono stati condannati per il reato di riciclaggio. Hanno presentato ricorso in Cassazione, contestando la violazione di legge e il vizio di motivazione, sostenendo l'assenza dell'elemento soggettivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che le contestazioni fossero mere doglianze di fatto, non questioni di diritto. Per questo motivo, la Corte ha confermato le condanne e ha imposto ai ricorrenti il pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, confermando la condanna di una persona per tentata violenza privata e sostituzione di persona. La ricorrente aveva contestato l'illogicità della motivazione e l'erronea applicazione della legge penale. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto che il ricorso presentasse solo mere doglianze di fatto e tentasse una ricostruzione inammissibile degli eventi. La Corte ha quindi condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende, ribadendo la correttezza delle decisioni precedenti.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione non esamina l’appello
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso presentato da una persona condannata per i reati di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I motivi di ricorso erano infatti una mera ripetizione di argomenti già valutati e respinti dai giudici precedenti. Non presentavano nuove questioni di diritto. Questa decisione comporta la conferma della condanna e il pagamento delle spese processuali, oltre a una sanzione pecuniaria. Il ricorso inammissibile chiude definitivamente la questione.
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Inammissibilità ricorso penale: quando la Cassazione non riesamina i fatti
Un Imputato è stato condannato in appello per lesioni personali e minaccia. Ha presentato un ricorso in Cassazione contestando la sua responsabilità e la pena inflitta, inclusa la negazione delle circostanze attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'Inammissibilità ricorso penale. Ha stabilito che le contestazioni sui fatti non sono ammissibili in sede di legittimità. La Corte d'Appello aveva correttamente valutato le prove e applicato i criteri di legge per la pena. L'Imputato dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.
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Diniego circostanze attenuanti: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava il diniego delle circostanze attenuanti generiche. Il ricorso è stato ritenuto privo di fondamento legale per la sede di legittimità e manifestamente infondato. La Corte ha ribadito che il giudice di merito può negare le attenuanti con un riferimento congruo agli elementi decisivi, come l'assenza di meritevolezza. L'imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.
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Imprenditori Condannati: La Bancarotta Semplice e i Ricorsi Inammissibili
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta semplice a carico di due imputati, già riconosciuti responsabili dal Tribunale di Como e dalla Corte d'Appello di Milano. Gli imputati avevano presentato ricorso lamentando vizi di motivazione e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili, ritenendo le motivazioni dei giudici precedenti adeguate e non contraddittorie. In particolare, ha evidenziato la gravità del danno e l'assenza di condotte riparatorie. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle Ammende.
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