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Legato

42 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

In diritto, si definisce legato la disposizione a causa di morte con cui l'autore di un testamento attribuisce a un soggetto da lui indicato nominativamente, detto legatario, singoli beni a carico dell'eredità. Nel linguaggio comune, e in alcuni casi anche nel linguaggio usato dal legislatore, il termine legato viene riferito all'oggetto (cosa) che viene in concreto legato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accettazione tacita eredità e rinuncia: il nodo del legato
Una collaboratrice familiare ha agito in giudizio per ottenere il pagamento di una consistente somma di denaro disposta in suo favore a titolo di legato testamentario per l'assistenza prestata ai defunti. La congiunta del de cuius si è opposta alla pretesa creditoria, sostenendo di aver rinunciato all'eredità con atto notarile. I giudici di merito hanno tuttavia ravvisato una avvenuta accettazione tacita eredità a causa di alcuni pagamenti parziali eseguiti dal coniuge della presunta erede, dichiarando priva di effetto la successiva rinuncia. La Corte di Cassazione, rilevata la complessità e la rilevanza nomofilattica della materia, ha disposto la trattazione del ricorso in pubblica udienza per stabilire se l'adempimento spontaneo di un legato pecuniario configuri o meno un'accettazione tacita dell'eredità.
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Istituzione di Erede ex re Certa: Quando un Bene Specifico non Basta
La Cassazione ha annullato una sentenza che aveva riconosciuto l'istituzione di erede ex re certa al coniuge superstite, basandosi su un testamento che gli assegnava solo una quota di un immobile. Il fratello della defunta contestava, sostenendo si trattasse di un legato e che il resto del patrimonio dovesse seguire la successione legittima. La Corte ha rilevato che i giudici di merito non avevano correttamente valutato l'intero patrimonio della testatrice al momento della redazione del testamento, ignorando beni acquisiti ma non ancora registrati. La sentenza sottolinea l'importanza di accertare l'intenzione del testatore di attribuire il bene specifico come quota dell'universalità del patrimonio, ammettendo il concorso con l'erede legittimo. Il caso tornerà alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Debiti ereditari: chi non accetta non risponde delle somme
Un avvocato ha richiesto il pagamento di compensi professionali ai presunti eredi di un cliente deceduto. I familiari hanno eccepito di non avere mai accettato l'eredità. Il professionista ha quindi chiamato in causa la curatela dell'eredità giacente per ottenere le somme dovute. I giudici di merito hanno accolto la domanda solo verso l'eredità giacente e hanno respinto le pretese contro i familiari. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione: per rispondere dei debiti ereditari serve la prova certa dell'avvenuta accettazione dell'eredità. Senza tale atto, i chiamati non assumono la qualifica di erede né rispondono delle obbligazioni del defunto. Inoltre, gli interessi maturano solo dalla formale notifica alla curatela e non dalle precedenti richieste inviate ai familiari.
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Revoca del legato: guida all’ultimo testamento
La Corte d’Appello ha stabilito che un secondo testamento può comportare la revoca del legato disposto nel primo, anche in assenza di una revoca espressa. Se il nuovo atto riorganizza l'intero patrimonio a favore degli eredi e il defunto ha già provveduto ai beneficiari in vita, scatta l'incompatibilità intenzionale.
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Revoca del legato: la vendita in vita batte il testamento
Un acquirente compra un immobile con scrittura privata, pagando il prezzo e prendendone possesso, ma il venditore muore prima del rogito. Un legatario rivendica il bene in base a un vecchio testamento e lo trascrive per primo. La Corte d'Appello dà ragione al legatario per la priorità della trascrizione. La Cassazione ribalta la decisione stabilendo che la vendita dell'immobile da parte del testatore comporta la revoca del legato, anche se l'atto non è stato trascritto. Gli eredi o legatari succedono al defunto e non possono considerarsi terzi protetti dalle regole sulla trascrizione.
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Retratto successorio: tra legato e comunione vince l’acquirente
Un testatore lascia un immobile indiviso ai due figli con l'obbligo di preferirsi in caso di vendita. Uno dei fratelli vende la sua quota a un terzo acquirente. L'altro fratello agisce in giudizio chiedendo il retratto successorio. Il Tribunale rigetta la domanda, ma la Corte d'Appello la accoglie, ritenendo nullo l'accordo verbale. L'acquirente ricorre in Cassazione, sostenendo che l'immobile fosse stato attribuito come legato e non in comunione ereditaria, escludendo così il retratto successorio. La Suprema Corte accoglie il ricorso dell'acquirente: la Corte d'Appello avrebbe dovuto esaminare d'ufficio la natura dell'attribuzione (legato o eredità), poiché l'acquirente, vittorioso in primo grado, non aveva l'onere di proporre appello incidentale su una difesa non rigettata. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Memoria difensiva ignorata: la Cassazione cancella la condanna
Un familiare accusa l'imputata di appropriazione indebita per aver venduto azioni destinate a lui tramite un legato testamentario. Il tribunale assolve l'imputata perché le azioni dematerializzate non sono considerate cose mobili. La Corte d'Appello, su ricorso civile, ribalta la decisione e condanna l'imputata al risarcimento. L'imputata ricorre in Cassazione, lamentando che i giudici d'appello hanno totalmente ignorato la sua memoria difensiva depositata prima dell'udienza. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso. I giudici stabiliscono che l'omesso esame di una memoria difensiva contenente argomenti decisivi rende la motivazione della sentenza incompleta e viziata. Di conseguenza, la Cassazione annulla la condanna civile e rinvia la causa al giudice civile competente per un nuovo esame.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo che spegne la lite
Un erede ha promosso un giudizio per ottenere il pagamento di somme spettanti al padre defunto a titolo di legato. Dopo che la Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile il suo gravame, l'erede ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo stragiudiziale per risolvere la controversia. Di conseguenza, il ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata e sottoscritta anche dalle controparti. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità dell'atto firmato dalle parti e dai loro difensori muniti di idonei poteri, ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza pronunciare condanne sulle spese di lite.
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Acquisto a non domino: perché il mercante d’arte perde i quadri
Una società specializzata nel commercio d'arte acquista sei dipinti di pregio dall'erede di un conte. Successivamente, un'accademia d'arte ne rivendica la proprietà, avendoli ricevuti in eredità dal conte stesso. La società richiede l'accertamento della proprietà basandosi sulla regola dell'acquisto a non domino. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso della società. I giudici confermano che la società, in quanto operatore professionale del settore, non poteva ignorare che i dipinti appartenessero all'accademia, poiché erano stati esposti in una mostra pubblica con relativo catalogo. Manca quindi il requisito fondamentale della buona fede, escludendo l'applicazione della tutela per l'acquisto a non domino. La società perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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Risarcimento danni da falso testamento: serve un danno reale
Una coppia di coniugi presenta una dichiarazione di successione falsa, attribuendosi la proprietà di alcuni immobili della defunta. I parenti della donna chiedono il risarcimento danni da falso testamento. Dopo l'annullamento penale, la causa prosegue in sede civile. La Corte d'Appello accerta la falsità della dichiarazione ma nega il risarcimento: un precedente testamento valido escludeva comunque i parenti dalla successione di quei beni, assegnati ad altri soggetti. La Cassazione conferma la decisione, rigettando i ricorsi di entrambe le parti. Il diritto al risarcimento presuppone un danno effettivo, escluso se i beni erano destinati a terzi.
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Institutio ex re certa: quando l’eredità cancella il debito
Due sorelle ereditano la farmacia paterna. Una di esse aveva acceso un mutuo personale per ripianare i debiti dell'attività del padre. Dopo la morte del genitore, la sorella creditrice chiede all'altra il rimborso delle rate. I giudici di merito rigettano la domanda, ritenendo che la disposizione testamentaria della farmacia costituisse una institutio ex re certa. Di conseguenza, la sorella creditrice, diventando coerede, è subentrata pro quota anche nel debito paterno, determinando l'estinzione del credito per confusione per la sua quota del cinquanta percento, mentre l'altra metà era già stata rimborsata. La Cassazione conferma la decisione, respingendo il ricorso e condannando la ricorrente al pagamento delle spese di giudizio.
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Onere testamentario: l’obbligo morale vince sul profitto
Una zia nomina erede universale un nipote, imponendogli l'onere testamentario di costruire un ospedale in Africa, e lascia un legato immobiliare all'altro nipote. Quest'ultimo impugna il testamento e chiede l'adempimento dell'onere. La Corte d'appello respinge le richieste, ritenendo tardive le prove penali sopravvenute e negando al nipote escluso la legittimazione ad agire per l'adempimento. La Cassazione accoglie il ricorso del nipote escluso: stabilisce che i documenti formati dopo i termini istruttori di primo grado sono ammissibili in appello e che i prossimi congiunti hanno sempre il diritto di esigere l'adempimento dell'onere morale, anche senza un vantaggio economico diretto. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Vendita beni ereditari: limiti e autorizzazioni
La Corte d'Appello ha confermato l'autorizzazione alla vendita beni ereditari richiesta dagli esecutori testamentari per onorare debiti e legati. Nonostante l'opposizione dei coeredi basata sulla presunta falsità del testamento e sulla mancanza di liquidità certa, i giudici hanno ritenuto prevalente la necessità di adempiere alle volontà della testatrice, tutelando la massa ereditaria attraverso il vincolo del ricavato su un conto dedicato.
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Successione ereditaria: come calcolare la legittima
La Corte d'Appello ha confermato una complessa successione ereditaria, convalidando la reintegra della quota di legittima del coniuge. La sentenza chiarisce che le spese di manutenzione domestica sostenute prima del decesso non sono rimborsabili e che i debiti funerari gravano su tutti gli eredi pro quota.
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Erede o Legatario? La Cassazione decide sulla qualificazione
Una disputa tra due fratelli sull'eredità della zia defunta porta la Cassazione a un'importante decisione sulla qualificazione erede o legatario. La zia aveva lasciato a un nipote specifici beni tramite testamento e una cospicua donazione di titoli in vita. L'altro fratello ha contestato, sostenendo che il beneficiario fosse solo un legatario e non un erede universale, e che la donazione fosse nulla. La Corte ha dato ragione a quest'ultimo, stabilendo che l'attribuzione di beni determinati non implica la nomina a erede se non emerge una chiara volontà in tal senso. La donazione è stata dichiarata nulla per difetto di forma, e i beni sono rientrati nell'asse da dividere.
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Cessazione incarico esecutore testamentario: la Cassazione chiude
Un esecutore testamentario, dopo aver pagato le somme di denaro previste dal testamento, si è visto dichiarare concluso il proprio mandato dal Tribunale. Egli ha impugnato la decisione, ritenendo di avere ancora compiti di amministrazione. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio importante: il provvedimento che dichiara la cessazione dell'incarico dell'esecutore testamentario non è una decisione finale su un diritto e, pertanto, non può essere impugnato davanti alla Cassazione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando di fatto la fine del suo ruolo. L'esecutore ha perso la causa e ha dovuto pagare le spese legali.
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Beneficiari Polizza Vita: Eredi o Legatari? La Cassazione Decide
La Corte di Cassazione chiarisce chi sono i beneficiari polizza vita quando la clausola indica genericamente gli 'eredi testamentari'. Un uomo aveva lasciato ai figli la quasi totalità del suo patrimonio e alle sorelle solo 'i rimanenti contanti'. Le sorelle ritenevano di essere eredi testamentari della quota disponibile e quindi di aver diritto all'indennizzo assicurativo. La Corte ha stabilito che le sorelle erano semplici legatarie di un bene specifico (il denaro), mentre la qualifica di 'eredi testamentari' spettava unicamente ai figli, quali successori universali. Di conseguenza, il premio della polizza vita è stato attribuito ai figli, confermando che per individuare i beneficiari è decisiva la qualità di erede universale e non quella di semplice legatario.
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Accettazione presunta eredità: Fisco sconfitto, debiti deducibili
Un contribuente eredita dalla zia e paga i debiti (legati) lasciati dal marito di lei, defunto in precedenza. Egli detrae tali pagamenti dalla dichiarazione di successione della zia, ma l'Agenzia delle Entrate si oppone, sostenendo che la zia non avesse mai formalmente accettato l'eredità del marito. La Cassazione dà ragione al contribuente. Stabilisce che il possesso di tutti i beni ereditari da parte della zia, e non solo della casa familiare, ha integrato una 'accettazione presunta dell'eredità'. Di conseguenza, i debiti del marito erano diventati suoi e la detrazione effettuata dal nipote era legittima.
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Esecuzione in forma specifica: vince l’acquirente sul terzo
Un acquirente firma un preliminare per comprare un immobile. Il venditore si rifiuta di stipulare il contratto definitivo. L'acquirente avvia una causa per ottenere l'esecuzione in forma specifica. Durante il lungo processo, l'acquirente muore e lascia il diritto di proseguire la causa ai suoi eredi tramite testamento. Nel frattempo, il venditore cede l'immobile a una società terza. La Corte di Cassazione dà ragione agli eredi dell'acquirente. La trascrizione della domanda giudiziale iniziale prevale sull'acquisto successivo della società terza. Gli eredi ottengono il trasferimento della proprietà pagando il prezzo residuo. Il venditore e la società terza perdono la causa e devono pagare le spese legali.
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Legittimazione processuale: la Cassazione salva l’appello dell’ente
Una fondazione ha agito in giudizio contro l'Agenzia del Demanio per ottenere il pagamento di un legato di oltre 250.000 euro previsto in un testamento olografo. Il Tribunale ha accolto la domanda, condannando l'ente pubblico. L'Agenzia ha proposto appello, ma la Corte d'Appello lo ha dichiarato inammissibile, ritenendo che l'impugnazione fosse stata presentata da una sede periferica priva di autonoma legittimazione processuale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che l'indicazione della sede territoriale costituiva un mero errore materiale. Poiché l'identità del soggetto era chiaramente desumibile dal codice fiscale e dalla rappresentanza dell'Avvocatura dello Stato, l'appello doveva essere considerato valido, privilegiando la sostanza dell'atto rispetto al formalismo.
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