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Lease-Back

12 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Contratto con cui un'impresa vende un bene strumentale a una società finanziaria, la quale contestualmente glielo concede in locazione (leasing). L'impresa continua a utilizzare il bene pagando un canone, con la possibilità di riacquistarlo alla fine del contratto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso per revocazione e fisco: limiti della svista materiale
La curatela di una società fallita ha proposto ricorso per revocazione contro un'ordinanza della Corte di Cassazione riguardante un avviso di accertamento fiscale su operazioni di compravendita e locazione finanziaria. Il contribuente lamentava una presunta svista dei giudici di legittimità circa la contestazione della titolarità dell'immobile e l'indicazione di elementi difensivi sul calcolo dei canoni di leasing. La Suprema Corte ha respinto il ricorso dichiarandolo inammissibile. I giudici hanno chiarito che le censure sollevate non riguardavano una svista materiale immediata, bensì la contestazione dell'attività interpretativa e di valutazione delle difese svolta nel precedente giudizio. La curatela fallimentare è stata quindi condannata al pagamento delle spese legali per oltre diciottomila euro e al versamento di un ulteriore contributo unificato.
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Costi aziendali antieconomici: la Cassazione dà ragione al Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società l'indebita deduzione di canoni di locazione e di interessi passivi su mutui bancari. L'operazione di locazione, derivante da un'operazione di lease back, presentava canoni molto superiori ai valori di mercato (valori OMI) per favorire una società terza collegata ai soci. Inoltre, la società pagava interessi passivi su finanziamenti bancari pur avendo crediti milionari non riscossi verso i propri soci. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando la legittimità dell'accertamento fiscale. I giudici hanno sancito che l'antieconomicità dei costi aziendali legittima il recupero a tassazione se supportata da indizi gravi, precisi e concordanti, come lo scostamento dai valori OMI unito ad altre anomalie contrattuali, e la mancata riscossione di crediti in presenza di debiti bancari.
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Bancarotta impropria: il finto salvataggio che affonda il gruppo
Gli amministratori di una società in grave crisi finanziaria hanno venduto un immobile a una società inattiva dello stesso gruppo. Quest'ultima ha finanziato l'acquisto tramite un contratto di lease-back con una banca, sub-locando poi il bene alla venditrice. A causa del mancato pagamento dei canoni da parte della società originaria, anche la società acquirente è fallita. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna degli amministratori per il reato di bancarotta impropria. I giudici hanno chiarito che l'operazione infragruppo era priva di logica imprenditoriale e finalizzata unicamente a evitare azioni revocatorie, provocando il dissesto di una società sana. Non è stato dimostrato alcun vantaggio compensativo per il gruppo.
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Abuso del diritto e lease-back: stop alla lite
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio riguardante un presunto abuso del diritto contestato a una società immobiliare. L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato la sentenza di merito che riconosceva la legittimità di un'operazione di lease-back. Tuttavia, durante il procedimento, le parti hanno raggiunto un accordo quadro per la definizione delle pendenze. La rinuncia al ricorso da parte dell'amministrazione finanziaria ha portato alla chiusura definitiva del caso per cessazione della materia del contendere.
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Definizione agevolata: stop alle liti fiscali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un lungo giudizio tributario riguardante un presunto abuso del diritto in un'operazione di lease-back. La controversia, che vedeva contrapposte l'Agenzia delle Entrate e una società consolidante, si è risolta grazie alla definizione agevolata perfezionata dalla società controllata. Tale accordo ha rimosso l'interesse alla prosecuzione del ricorso, portando alla cessazione della materia del contendere. La parola_chiave ha permesso di chiudere definitivamente la lite fiscale relativa all'annualità IRES 2007, liberando le parti dalle obbligazioni residue.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio fiscale
L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato una sentenza favorevole a una società di capitali riguardante un presunto abuso del diritto in un'operazione di lease-back. Durante il procedimento in Cassazione, una società collegata al gruppo ha aderito alla definizione agevolata della lite per la medesima annualità d'imposta. Tale adesione ha comportato il venir meno dell'interesse alla prosecuzione del giudizio. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, compensando le spese tra le parti.
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Leasing traslativo: la clausola penale e l’art. 1526
Un'impresa in fallimento ha citato in giudizio una società di leasing per la restituzione dei canoni versati in un contratto di leasing traslativo, risolto per inadempimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che, sebbene l'art. 1526 c.c. sia la norma di riferimento, una clausola penale contrattuale che permette al concedente di trattenere i canoni e richiedere quelli futuri è legittima, a patto che venga detratto il valore recuperato dal bene, garantendo così un equo equilibrio tra le parti.
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Inammissibilità ricorso cassazione: motivi nuovi
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da una società contro un istituto bancario. La società lamentava l'usurarietà dei tassi in contratti di leasing e lease-back, ma il ricorso è stato respinto perché basato su questioni di fatto e motivi nuovi, non sollevati nei precedenti gradi di giudizio, violando il principio di autosufficienza.
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Minusvalenza non deducibile: la Cassazione decide
Una società impugna un avviso di accertamento che negava la deducibilità di una perdita su una partecipazione fallita, qualificandola come minusvalenza non deducibile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che tale perdita non costituisce una sopravvenienza passiva deducibile, ma una minusvalenza da svalutazione indeducibile secondo le norme fiscali vigenti.
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Divieto di patto commissorio: nullo il lease back
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un'operazione di 'sale and lease back' per violazione del divieto di patto commissorio. Il caso riguardava la vendita di un immobile da una società a un'impresa di leasing, che lo ha poi concesso in locazione finanziaria a una società collegata alla venditrice e in grave difficoltà economica. La Corte ha ritenuto che l'intera operazione fosse un meccanismo per garantire un finanziamento in frode alla legge, identificando diversi elementi sintomatici come la crisi finanziaria dell'utilizzatore e le condizioni contrattuali anomale.
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Usura leasing: esclusi IRS e penali dal calcolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 690/2025, ha stabilito che ai fini della verifica dell'usura leasing, non è possibile sommare i costi derivanti da un contratto accessorio di Interest Rate Swap (IRS) né la penale per l'estinzione anticipata. La Corte ha ribadito il principio secondo cui non si possono cumulare oneri con funzioni eterogenee, come gli interessi corrispettivi, quelli moratori e le penali per il recesso, poiché si applicano in circostanze diverse e non sovrapponibili. Il ricorso di una società che lamentava l'usurarietà del proprio contratto di lease back è stato quindi respinto.
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Plusvalenza lease back: come si tassa? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito il corretto trattamento fiscale della plusvalenza lease back. L'Agenzia delle Entrate sosteneva la tassazione immediata e integrale nell'anno della cessione del bene. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la plusvalenza derivante da un'operazione di sale and lease-back deve essere ripartita e tassata lungo tutta la durata del contratto di leasing. Questa decisione si fonda sul principio della prevalenza della sostanza economica sulla forma giuridica, riconoscendo la natura finanziaria dell'operazione piuttosto che quella di una mera vendita.
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