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Lavoro Subordinato

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250 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Lavoro subordinato: quando il rapporto è tale?
Un datore di lavoro ricorre in Cassazione contro la decisione della Corte d'Appello che aveva riconosciuto la natura di lavoro subordinato a un suo collaboratore. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione delle prove e degli indici di subordinazione (continuità, inserimento nell'organizzazione aziendale) spetta al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Lavoro subordinato: onere della prova e ricorso
Una lavoratrice ha richiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato, ma la sua domanda è stata respinta in primo e secondo grado per mancanza di prove. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso. La sentenza sottolinea che spetta al lavoratore dimostrare la sussistenza della subordinazione e che la valutazione dei fatti compiuta dai giudici di merito non è riesaminabile in sede di legittimità, soprattutto in caso di 'doppia conforme', ovvero due sentenze identiche nei gradi precedenti.
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Lavoro subordinato: quando il contratto è simulato
Un lavoratore, impiegato per anni da un Comune con contratti di collaborazione, ha ottenuto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'ente, confermando che contano le modalità effettive di svolgimento della prestazione (sottoposizione a ordini, orario fisso) e non il nome del contratto. La sentenza ha quindi validato il diritto del lavoratore a un cospicuo risarcimento del danno.
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Onere della prova nel lavoro: Cassazione conferma
Un lavoratore ha richiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato, ma la Corte d'Appello ha respinto la domanda per prove incerte. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ribadendo che spetta al lavoratore soddisfare l'onere della prova e che la Suprema Corte non può riesaminare i fatti, ma solo la corretta applicazione della legge.
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Doppia conforme: ricorso inammissibile in Cassazione
Un lavoratore si è visto dichiarare inammissibile il ricorso in Cassazione volto a far riconoscere un rapporto di lavoro subordinato. La decisione si fonda sul principio della "doppia conforme", secondo cui se Tribunale e Corte d'Appello giungono alla stessa conclusione sui fatti, non è possibile contestare la motivazione in Cassazione. La Corte ha inoltre ribadito che la valutazione delle prove spetta esclusivamente ai giudici di merito.
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Lavoro subordinato: quando due società sono un unico datore
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che ha riconosciuto la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a favore di un medico, formalmente legato da contratti di collaborazione con una società. La Suprema Corte ha ritenuto che due distinte società costituissero un unico centro di imputazione del rapporto di lavoro, data l'unicità della struttura organizzativa e l'interesse comune, condannandole in solido alla reintegrazione e al risarcimento del danno. Viene ribadito il principio della prevalenza della sostanza sulla forma nella qualificazione del rapporto di lavoro.
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Appalto non genuino: quando scatta il lavoro subordinato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'azienda committente, confermando la decisione di merito che aveva riqualificato un appalto non genuino in un rapporto di lavoro subordinato. La Corte ha ribadito che la piena integrazione della lavoratrice nel ciclo produttivo del committente e l'assenza di autonomia gestionale dell'appaltatore sono elementi decisivi per accertare la subordinazione, e che la valutazione di tali fatti non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Lavoro subordinato: quando si configura? Il caso
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, riconoscendo l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato per una dipendente di un'agenzia di money transfer. Nonostante la datrice di lavoro sostenesse si trattasse di un rapporto autonomo, i giudici hanno dato peso ai cosiddetti 'criteri sussidiari' come la continuità della prestazione, l'orario di lavoro fisso, l'uso di strumenti e credenziali aziendali e l'esercizio del potere gerarchico, ritenendoli decisivi per qualificare il rapporto come lavoro subordinato.
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Lavoro subordinato: la prova spetta al lavoratore
Un lavoratore, che era anche socio e amministratore di una società poi fallita, ha visto respinta la sua richiesta di ammissione al passivo per crediti da lavoro subordinato. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, confermando che l'onere di provare la sussistenza della subordinazione grava interamente sul lavoratore. La Corte ha inoltre ribadito la propria impossibilità di riesaminare nel merito le prove già valutate dai giudici dei gradi precedenti.
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Lavoro subordinato: quando il contratto è fittizio
Il Tribunale di Trento ha annullato una cartella di pagamento emessa da un ente previdenziale nei confronti di un'infermiera. Nonostante un contratto formale di lavoro autonomo, il giudice ha riconosciuto la natura di lavoro subordinato del rapporto, basandosi su indici concreti come orari fissi, direttive del datore e integrazione nell'organizzazione aziendale. Di conseguenza, è stata dichiarata l'insussistenza dell'obbligo contributivo verso la cassa professionale.
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