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Lavoro Subordinato

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250 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Lavoro subordinato giornalista: la Cassazione decide
La richiesta di un corrispondente per il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato giornalista è stata respinta. La Corte di Cassazione ha confermato che una collaborazione continuativa non è sufficiente senza la prova della costante disponibilità del lavoratore nei confronti dell'editore, elemento chiave che indica la subordinazione. L'appello del lavoratore è stato quindi rigettato.
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Contratto a progetto: quando si converte in subordinato
La Corte di Cassazione conferma la conversione di un contratto a progetto in rapporto di lavoro subordinato. La mancanza di un progetto specifico e distinto dall'attività ordinaria aziendale rende il contratto nullo, con conseguente trasformazione automatica in un impiego a tempo indeterminato. Il ricorso dell'azienda è stato respinto in toto.
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Lavoro subordinato: quando la partita IVA è fittizia
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che riqualifica il rapporto di un medico, formalmente autonomo, in lavoro subordinato. Decisivi l'inserimento stabile nell'organizzazione ospedaliera e l'esercizio di un potere direttivo da parte della struttura sanitaria su turni, ferie e modalità della prestazione.
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Lavoro subordinato docente: quando non sussiste
Una docente, dopo anni di insegnamento presso un istituto universitario, ha richiesto il riconoscimento del suo rapporto come lavoro subordinato docente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. L'ordinanza chiarisce che, per le prestazioni intellettuali come l'insegnamento, la continuità del rapporto non basta. Per qualificare un rapporto come subordinato sono necessari specifici indici, come l'esercizio del potere direttivo e di controllo da parte dell'istituto, un orario di lavoro fisso e vincolante, e un vincolo di esclusività, elementi che nel caso di specie sono risultati assenti.
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Lavoro subordinato: quando il contratto non basta
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una stilista che, dopo dieci anni di collaborazione come consulente per un'azienda di moda, ha chiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. È stato stabilito che, nonostante la lunga durata e la stretta collaborazione, la lavoratrice non ha fornito prove sufficienti a dimostrare l'assoggettamento al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro, elemento essenziale per qualificare il rapporto come lavoro subordinato.
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Lavoro subordinato: oneri di specificità nell’appello
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10418/2024, ha rigettato il ricorso di alcuni docenti universitari a contratto che chiedevano il riconoscimento del loro rapporto come lavoro subordinato. La Corte ha stabilito l'inapplicabilità della direttiva europea sui contratti a termine ai rapporti di lavoro autonomo e ha sottolineato l'importanza di rispettare gli oneri di specificità e allegazione documentale nel ricorso per cassazione, pena l'inammissibilità dei motivi.
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Lavoro subordinato: la qualificazione conta più del nome
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che riqualificava un rapporto di lavoro da autonomo a lavoro subordinato. La sentenza stabilisce che le modalità effettive di svolgimento della prestazione prevalgono sulla qualificazione formale data dalle parti. Un investigatore privato aveva dimostrato di lavorare a tempo pieno, nonostante un contratto per poche ore, ottenendo il pagamento delle differenze retributive. La Corte ha rigettato il ricorso del datore di lavoro, sottolineando che la valutazione delle prove è di competenza esclusiva dei giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Lavoro subordinato: quando l’appello è inammissibile
Un grafico pubblicitario, dopo anni di contratti di consulenza, ha chiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, non riscontrando prove di assoggettamento al potere direttivo del datore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il successivo ricorso del lavoratore inammissibile, poiché mirava a una rivalutazione dei fatti e delle prove, compito che non spetta al giudice di legittimità, ribadendo la distinzione tra giudizio di merito e di legittimità.
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Lavoro subordinato: quando il contratto è autonomo?
Una collaboratrice che ha lavorato per decenni come suggeritrice per una grande emittente televisiva ha richiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la natura autonoma della collaborazione. La decisione sottolinea che, in assenza di prove concrete del potere direttivo e disciplinare del committente, la lunga durata e la necessità di coordinarsi per l'esecuzione della prestazione non sono sufficienti a qualificare il rapporto come subordinato.
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Lavoro subordinato call center: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società di call center contro la riqualificazione dei contratti a progetto in lavoro subordinato. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano ravvisato la sussistenza della subordinazione nonostante l'apparente libertà dei collaboratori di scegliere l'orario di lavoro. Elementi come il rischio di perdere la postazione e le modalità di compenso sono stati ritenuti decisivi per dimostrare l'assoggettamento dei lavoratori al potere direttivo aziendale.
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Lavoro subordinato: socio è dipendente? Cassazione ok
La Corte di Cassazione conferma che individui formalmente soci di una società possono essere riconosciuti come dipendenti. Se le prove dimostrano un rapporto di lavoro subordinato, caratterizzato da controllo direttivo, orari fissi e turni, la qualifica formale di socio non ha valore. La Corte ha rigettato il ricorso di una curatela fallimentare, stabilendo che la valutazione delle prove è di competenza del giudice di merito e non può essere rivista in sede di legittimità.
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Associazione in partecipazione: i criteri distintivi
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che aveva riqualificato due contratti di associazione in partecipazione in lavoro subordinato. La Corte ha stabilito che la mancata partecipazione dell'associato alle perdite dell'impresa non è un elemento sufficiente per determinare la natura subordinata del rapporto. Il criterio decisivo, invece, è l'effettivo assoggettamento del lavoratore al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata sull'analisi concreta delle modalità di svolgimento della prestazione lavorativa.
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Lavoro subordinato sanità: gli indici decisivi
Un medico con contratto di collaborazione vince in Cassazione. La Corte conferma la natura di lavoro subordinato sanità basandosi su indici come l'inserimento stabile nell'organizzazione, la sottoposizione a direttive e turni, e l'obbligo di timbratura, condannando l'azienda sanitaria al pagamento delle differenze retributive e TFR.
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Lavoro subordinato: i criteri per mansioni semplici
La Corte di Cassazione ha stabilito che per qualificare un rapporto di lavoro subordinato, specialmente in presenza di mansioni elementari e ripetitive come il facchinaggio, non è sufficiente basarsi sulla natura stessa della prestazione. È necessario che il giudice di merito valuti attentamente i criteri sussidiari (continuità, orario, compenso, organizzazione) quando il potere direttivo del datore non è palese. L'ordinanza ha cassato la decisione della corte d'appello che aveva omesso tale approfondita analisi, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Lavoro subordinato: quando il contratto è fittizio
Un regista radiofonico, assunto per un decennio con contratti di lavoro autonomo da una grande emittente, ha chiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. Dopo due sentenze negative nei gradi di merito, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. La Corte ha stabilito che, per le professioni intellettuali, la subordinazione va valutata considerando un insieme di indici (continuità, orari, uso di mezzi aziendali, assenza di rischio d'impresa) in modo complessivo e non isolato, annullando la sentenza precedente per errata valutazione delle prove.
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Lavoro subordinato: prova e valutazione del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un lavoratore che chiedeva il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato per prestazioni svolte in un maneggio. La Corte ha stabilito che la valutazione degli elementi probatori che definiscono la subordinazione è un accertamento di fatto riservato al giudice di merito e non può essere oggetto di un nuovo esame in sede di legittimità.
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Lavoro subordinato: onere della prova e allegazioni
Una lavoratrice con un contratto a progetto ha richiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, sottolineando che allegazioni generiche su orari e direttive non sono sufficienti a dimostrare l'eterodirezione. La decisione evidenzia l'importanza di fornire prove e affermazioni specifiche e dettagliate fin dall'inizio della causa per soddisfare l'onere della prova.
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Lavoro subordinato: la prova della subordinazione
Una lavoratrice ha richiesto il riconoscimento del suo rapporto di lavoro come subordinato, ma la sua domanda è stata respinta a tutti i livelli di giudizio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che la prova della sola presenza sul luogo di lavoro non è sufficiente. Per qualificare un rapporto come lavoro subordinato, è indispensabile dimostrare l'assoggettamento del lavoratore al potere direttivo e di controllo del datore di lavoro, elemento che nel caso di specie non è stato provato.
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Lavoro socio cooperativa: quando è subordinato?
Una società cooperativa ha contestato la richiesta di ingenti contributi previdenziali da parte dell'Ente Previdenziale, che aveva riqualificato i rapporti con i soci come lavoro subordinato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della cooperativa, confermando la decisione dei giudici di merito. La Corte ha stabilito che, ai fini della classificazione del rapporto di lavoro socio cooperativa, prevalgono le concrete modalità di svolgimento della prestazione rispetto alla qualificazione formale data dalle parti. L'aver inizialmente optato per il regime contributivo dei lavoratori dipendenti costituisce un forte indizio a sfavore della tesi della cooperativa, che non è riuscita a provare la natura autonoma dei rapporti.
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Contratto a progetto: quando è lavoro subordinato?
Un professionista con un contratto a progetto ha richiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che negava tale qualificazione basandosi solo sull'iscrizione del lavoratore a un albo professionale. La Suprema Corte ha stabilito che è sempre necessario un accertamento concreto sull'effettiva natura delle mansioni svolte, non potendo l'iscrizione all'albo escludere a priori l'esistenza di un rapporto subordinato mascherato da contratto a progetto.
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