La Corte di Cassazione conferma la misura cautelare in carcere per un'indagata accusata di favoreggiamento aggravato. La donna, presidente di un'associazione di soccorso, avrebbe fornito un'autoambulanza per agevolare la fuga di un noto capo-clan latitante. Secondo la Corte, il complesso di indizi raccolti (intercettazioni, incontri, geolocalizzazioni) è sufficiente a configurare la gravità indiziaria sia per il reato base che per l'aggravante mafiosa, data la notorietà del soggetto aiutato e il beneficio arrecato all'intera organizzazione criminale.
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