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Ius Superveniens — Anno 2024

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303 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ius Superveniens

Provvedimenti

Scorrimento graduatorie: stop a nomine post-riforma
La Corte di Cassazione ha stabilito che non è possibile procedere allo scorrimento di graduatorie di concorsi interni banditi prima della Riforma Brunetta (D.Lgs. 150/2009) se la decisione di assumere avviene dopo l'entrata in vigore della stessa. Il caso riguardava tre dipendenti ministeriali risultati idonei a una progressione verticale, la cui assunzione tramite scorrimento graduatorie è stata bloccata. La Corte ha chiarito che si applica la legge vigente al momento della decisione di scorrere la graduatoria (ius superveniens), la quale impone concorsi pubblici e limita le riserve interne, rendendo illegittimo lo scorrimento di graduatorie puramente interne.
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Canone Telecomunicazioni Autostrade: Cassazione chiarisce
Una società di telecomunicazioni installava cavi in fibra ottica lungo la rete autostradale in base ad accordi che prevedevano un canone annuo. Con l'entrata in vigore del Codice delle Comunicazioni Elettroniche (CCE), la società interrompeva i pagamenti, sostenendo che la nuova legge avesse eliminato tale onere. La Corte di Cassazione ha stabilito che, nonostante il principio generale del CCE volto a rimuovere oneri per favorire la concorrenza, una norma specifica (Art. 94) per le autostrade conferma l'obbligo di pagare un'indennità. Di conseguenza, il canone telecomunicazioni autostrade resta dovuto. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Decadenza riscossione tributaria per sisma: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che dichiarava la decadenza della riscossione tributaria a carico di un contribuente. Il caso riguardava cartelle di pagamento per tributi sospesi a seguito del sisma in Sicilia del 1990. La Corte ha stabilito che la sospensione dei termini non è automatica ma richiede una domanda del contribuente. In assenza di prova di tale domanda da parte dell'Amministrazione finanziaria, si applicano i termini di decadenza ordinari, rendendo tardiva la notifica delle cartelle.
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Scorrimento graduatoria: stop con nuova legge
La Corte di Cassazione ha stabilito che lo scorrimento graduatoria di un concorso interno non è più possibile se una nuova legge (ius superveniens) modifica le modalità di progressione di carriera, imponendo concorsi pubblici. Nel caso di specie, il D.Lgs. 150/2009 ha impedito a un'amministrazione pubblica di promuovere dipendenti attingendo da una graduatoria di un concorso puramente interno bandito prima del 2010, annullando la decisione favorevole della Corte d'Appello.
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Scorrimento graduatoria: nuove regole e ius superveniens
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14732/2024, ha stabilito che lo scorrimento graduatoria di un concorso interno non è un diritto soggettivo dei candidati. La normativa applicabile è quella vigente al momento della decisione di coprire i posti vacanti (ius superveniens), non quella del bando. Pertanto, l'entrata in vigore del d.lgs. n. 150/2009 ha legittimamente impedito la promozione di dipendenti pubblici idonei in una graduatoria precedente, in quanto la nuova legge ha modificato le modalità di progressione verticale, richiedendo concorsi pubblici.
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Revoca incarico dirigenziale: il risarcimento del danno
La Corte di Cassazione chiarisce la natura del danno risarcibile in caso di revoca di un incarico dirigenziale da parte della Pubblica Amministrazione, avvenuta prima della registrazione del contratto da parte della Corte dei Conti. L'ordinanza stabilisce che l'illegittimità del comportamento della PA, che viola il legittimo affidamento del dirigente, non dà diritto al risarcimento dello stipendio non percepito (danno da interesse positivo), bensì solo al rimborso delle spese sostenute e delle occasioni di lavoro perse (danno da interesse negativo), che devono essere specificamente provate.
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Assegnazione alloggio popolare: no a leggi successive
Una cittadina, occupante un alloggio pubblico, si è vista respingere la richiesta di assegnazione formale. La sua domanda si basava su una legge che richiedeva l'occupazione entro una data specifica, requisito che non è riuscita a provare. Successivamente, ha tentato di avvalersi di una nuova legge più permissiva, ma la Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso. La Corte ha stabilito che la nuova legge non è retroattiva e che invocarla costituisce una domanda nuova, inammissibile nelle fasi avanzate del processo. La decisione conferma che i requisiti per l'assegnazione alloggio popolare devono esistere al momento della richiesta originaria e che una semplice autodichiarazione non è prova sufficiente.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando si può agire?
Un professionista ha impugnato un estratto di ruolo per contributi previdenziali non versati. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa (ius superveniens), ha dichiarato l'azione inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e specifico, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto o la perdita di benefici. In assenza di tale prova, manca l'interesse ad agire, condizione essenziale per l'azione legale. La sentenza d'appello è stata quindi annullata senza rinvio.
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Danno alla professionalità: limiti del risarcimento
Un lavoratore chiede il risarcimento per danno alla professionalità per un periodo di inattività forzata. La Corte di Cassazione accoglie parzialmente il ricorso dell'azienda, stabilendo che il risarcimento non può estendersi al periodo precedente la sentenza di conversione del contratto, poiché tale periodo è già coperto da una penale di legge. La Corte ha chiarito i limiti della domanda giudiziale, annullando la decisione che aveva concesso un risarcimento per un periodo non richiesto dal lavoratore.
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Clausola compromissoria: quando è nulla e inefficace?
Una struttura sanitaria pubblica ha citato in giudizio una società di servizi per una restituzione milionaria. La società ha eccepito l'incompetenza del tribunale a favore di un arbitrato, basandosi su una clausola compromissoria nel contratto. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale clausola, sebbene stipulata prima della Legge 190/2012, è diventata inefficace per la mancata autorizzazione motivata richiesta da tale legge. L'abrogazione successiva di questa norma non ha effetto retroattivo, pertanto la giurisdizione spetta al tribunale ordinario.
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Scorrimento graduatoria: no al diritto soggettivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13757/2024, ha stabilito che lo scorrimento graduatoria non costituisce un diritto soggettivo per i candidati idonei di un concorso pubblico. Il caso riguardava alcuni dipendenti pubblici che, risultati idonei in un concorso interno per la progressione di carriera, avevano chiesto l'assunzione per coprire posti vacanti. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che la decisione di utilizzare la graduatoria è una scelta discrezionale della Pubblica Amministrazione, la quale deve operare nel rispetto delle leggi vigenti al momento della decisione, anche se successive al bando di concorso (ius superveniens). Nel caso specifico, una nuova legge aveva introdotto limiti ai concorsi interni, legittimando il diniego dell'amministrazione.
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Interessi rimborso IRES: decorrenza e calcolo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13755/2024, ha stabilito un principio fondamentale sugli interessi per rimborso IRES derivanti da una norma retroattiva. Il caso riguardava una società che aveva richiesto il rimborso di IRES versata in eccesso a seguito dell'introduzione della deducibilità retroattiva dell'IRAP sul costo del personale. La Corte ha chiarito che gli interessi maturano dalla data dell'originario versamento e non dalla data di entrata in vigore della nuova legge, sottolineando la natura compensativa e non moratoria di tali accessori. Questa decisione consolida il diritto del contribuente a una reintegrazione patrimoniale completa.
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Interessi rimborso fiscale: la decorrenza dal versamento
Una società ha richiesto un rimborso IRES a seguito di una nuova legge che ha introdotto retroattivamente la deducibilità parziale dell'IRAP. La questione centrale era la data di decorrenza per il calcolo degli interessi su tale rimborso. L'Agenzia delle Entrate sosteneva che gli interessi dovessero decorrere dalla data di entrata in vigore della nuova legge, mentre la società chiedeva che decorressero dalla data dell'originario versamento. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo che gli interessi su rimborso fiscale hanno natura compensativa e non moratoria. Pertanto, la loro funzione è reintegrare il contribuente della perdita subita per non aver disposto della somma fin dal momento del pagamento, rendendo irrilevante la data della norma sopravvenuta.
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Collaboratori linguistici: diritto alla retribuzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13490/2024, ha affrontato il caso di due collaboratori linguistici contro un'università per il corretto inquadramento retributivo e previdenziale. La Corte ha rigettato il ricorso dell'ateneo, confermando la natura privatistica del rapporto di lavoro. Il punto cruciale della decisione è il riconoscimento del diritto alla retribuzione per un collaboratore anche per il periodo di lavoro svolto dopo una dichiarazione di decadenza per cumulo di impieghi, stabilendo che le norme sull'incompatibilità del pubblico impiego non si applicano a questa categoria.
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Sanzione sostitutiva: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il diniego di applicazione di una sanzione sostitutiva. La decisione si fonda sulla constatazione che il ricorso era una mera riproposizione di argomenti già vagliati dalla Corte d'Appello, la quale aveva correttamente negato il beneficio a causa di una prognosi sfavorevole basata su precedenti condanne per reati simili, ritenendo la misura inadatta a garantire un percorso di riabilitazione.
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Diniego di autotutela: quando è inammissibile?
Una società ha impugnato tre cartelle di pagamento per errori nella dichiarazione di perdite fiscali. La Cassazione, riformando la decisione di merito, ha chiarito i limiti dell'impugnazione del diniego di autotutela, specificando che non può sostituire i rimedi giurisdizionali non esperiti e deve fondarsi su un interesse generale. La Corte ha inoltre applicato lo ius superveniens per le cartelle non notificate, richiedendo la prova di un pregiudizio concreto per l'ammissibilità del ricorso, e ha ribadito che l'onere della prova in caso di errore dichiarativo spetta al contribuente. Il caso è stato parzialmente rinviato per il riesame del merito su una delle cartelle.
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Immobili storici tassazione: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13101/2024, ha stabilito che i redditi derivanti dalla locazione di immobili di interesse storico da parte di una società costituiscono reddito d'impresa e non reddito fondiario. Di conseguenza, a tale attività non si applica il regime fiscale agevolato previsto per i privati, ma la tassazione ordinaria. La Corte ha però accolto il ricorso riguardo le sanzioni, disponendo il rinvio per la loro rideterminazione in base alla normativa più favorevole sopravvenuta (ius superveniens).
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Stabilizzazione precari PA: diritto all’assunzione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12871/2024, ha affrontato il caso di una lavoratrice precaria di un ente pubblico. Dopo aver completato con successo un percorso di stabilizzazione, l'ente le ha negato l'assunzione a tempo indeterminato. La Corte ha confermato il diritto soggettivo della lavoratrice all'assunzione, avendo essa soddisfatto tutti i requisiti previsti. Tuttavia, ha negato il diritto al pagamento delle retribuzioni per il periodo di mancata assunzione, chiarendo che la lavoratrice avrebbe dovuto chiedere il risarcimento del danno, non le retribuzioni, poiché non vi era stata prestazione lavorativa.
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Aiuto di Stato: condono nullo e violazione del contraddittorio
Un contribuente aderisce a una definizione agevolata per premi assicurativi non versati. Successivamente, una decisione della Commissione Europea qualifica tale agevolazione come un illegittimo Aiuto di Stato. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che negava l'estinzione del debito, chiarendo che il contribuente aveva l'onere di sollevare specifiche eccezioni, come il regolamento 'de minimis', una volta emersa la decisione europea. Il ricorso è stato respinto, confermando la piena esigibilità del credito originario.
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Rottamazione cartelle: estinzione del giudizio fiscale
Una società, coinvolta in un lungo contenzioso con l'Agenzia delle Entrate per un avviso di accertamento, ha aderito alla definizione agevolata, la cosiddetta "Rottamazione cartelle". Avendo presentato rinuncia al giudizio pendente in Cassazione, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. La decisione chiarisce che tale esito, pur non facendo passare in giudicato la sentenza impugnata, sostituisce la controversia con la nuova disciplina derivante dall'adesione alla sanatoria.
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