Alcuni discendenti residenti all'estero hanno promosso una causa dinanzi al Tribunale di Roma contro il Ministero dell'Interno per ottenere il riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis, basata sulla discendenza da un avo. Il Tribunale di Roma si è dichiarato incompetente per territorio a favore del Tribunale di Venezia, luogo in cui risultava trascritto l'atto di nascita del dante causa. I ricorrenti hanno impugnato la decisione sostenendo la prevalenza o l'alternatività del foro erariale di Roma. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la competenza esclusiva e inderogabile della sezione specializzata del Tribunale di Venezia. La Suprema Corte ha chiarito che la legge speciale sulla cittadinanza prevale sulle norme generali, imponendo di individuare il tribunale competente in base al comune di nascita dell'ultimo avo nato in Italia.
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