\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Cittadinanza iure sanguinis: foro locale batte Roma

Alcuni discendenti residenti all’estero hanno promosso una causa dinanzi al Tribunale di Roma contro il Ministero dell’Interno per ottenere il riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis, basata sulla discendenza da un avo. Il Tribunale di Roma si è dichiarato incompetente per territorio a favore del Tribunale di Venezia, luogo in cui risultava trascritto l’atto di nascita del dante causa. I ricorrenti hanno impugnato la decisione sostenendo la prevalenza o l’alternatività del foro erariale di Roma. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la competenza esclusiva e inderogabile della sezione specializzata del Tribunale di Venezia. La Suprema Corte ha chiarito che la legge speciale sulla cittadinanza prevale sulle norme generali, imponendo di individuare il tribunale competente in base al comune di nascita dell’ultimo avo nato in Italia.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 283 Anno 2026
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 2 settembre 2026 in Diritto di Famiglia, Giurisprudenza Civile

Il contenzioso per la cittadinanza iure sanguinis e la scelta del tribunale

Le domande per il riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis da parte di soggetti residenti all’estero hanno subito una profonda riorganizzazione processuale negli ultimi anni. Molti richiedenti residenti fuori dai confini nazionali scelgono di rivolgersi direttamente all’autorità giudiziaria italiana per far accertare la trasmissione del proprio status civitatis. In passato, la quasi totalità di questi procedimenti confluiva presso il Tribunale di Roma in qualità di foro generale per le cause contro la Pubblica Amministrazione. Tuttavia, la riforma legislativa ha introdotto nuovi criteri per distribuire il carico giudiziario tra i vari tribunali territoriali.

La vicenda esaminata dalla Suprema Corte origina dall’iniziativa di alcuni cittadini stranieri che hanno citato in giudizio il Ministero dell’Interno. I ricorrenti chiedevano l’accertamento del loro status di cittadini italiani fin dalla nascita in linea retta ed ininterrotta. Il giudice capitolino ha tuttavia declinato la propria competenza, trasmettendo gli atti al Tribunale di Venezia, sede giudiziaria collegata al comune dove era stato trascritto l’atto di nascita dell’avo. I richiedenti hanno contestato tale impostazione ritenendo applicabile la regola del foro della Pubblica Amministrazione.

Le regole sulla competenza per la cittadinanza iure sanguinis

La determinazione del giudice competente per le controversie relative alla cittadinanza iure sanguinis risponde a un criterio di prossimità geografica. La normativa stabilisce che, quando il richiedente risiede stabilmente all’estero, la controversia spetta al tribunale del distretto in cui si trova il comune di nascita del genitore o dell’avo cittadino italiano. Questa previsione persegue l’obiettivo di decongestionare gli uffici giudiziari romani e avvicinare il procedimento al territorio di origine della famiglia.

I ricorrenti hanno sostenuto che tale norma non eliminasse la possibilità di scegliere il foro generale erariale di Roma come opzione concorrente o alternativa. Secondo la loro tesi difensiva, qualora il genitore o dante causa diretto sia nato all’estero, verrebbe meno il legame diretto con un comune italiano, rendendo inevitabile il ricorso residuale alla competenza romana. Questa lettura avrebbe consentito alle parti una facoltà di scelta tra fori differenti per incardinare il giudizio.

Le motivazioni dei giudici sulla cittadinanza iure sanguinis

I giudici di legittimità hanno respinto le tesi dei ricorrenti escludendo qualsiasi alternatività o concorrenza tra la disciplina speciale e le norme ordinarie sul foro della Pubblica Amministrazione. La Corte ha ribadito che la specifica disciplina processuale introdotta per la cittadinanza deroga in modo assoluto al foro erariale. Il criterio determinante non risiede nella sede dell’Avvocatura dello Stato, ma nel luogo di effettivo collegamento storico dell’individuo con il territorio nazionale.

Per individuare il comune rilevante quando il genitore è nato all’estero, l’interprete deve risalire la linea genealogica fino all’ultimo avo nato sul suolo italiano. Nel caso esaminato, la trascrizione dell’atto di nascita estero presso un comune veneto dimostra il legame territoriale con l’ascendente originario. Di conseguenza, il tribunale competente in via esclusiva ed inderogabile è quello nella cui circoscrizione rientra il comune di riferimento dell’avo, rendendo priva di fondamento la pretesa di radicare la causa a Roma.

Le conclusioni della Cassazione sulla cittadinanza iure sanguinis

La Suprema Corte ha confermato in modo definitivo la competenza territoriale della sezione specializzata del Tribunale di Venezia, dinanzi alla quale le parti dovranno proseguire la causa nel merito. La decisione consolida l’orientamento secondo cui il criterio del comune di nascita dell’avo costituisce un principio inderogabile per tutti i residenti all’estero. I richiedenti non possono invocare il foro erariale di Roma per eludere la competenza delle sezioni distrettuali individuate dalla legge.

Quale tribunale è competente per la cittadinanza se il richiedente risiede all’estero?
La competenza territoriale spetta in modo inderogabile al tribunale della sezione specializzata in cui ricade il comune italiano di nascita del genitore o dell’ultimo avo italiano.

Si può scegliere liberamente di fare causa al Tribunale di Roma contro il Ministero?
No, la legge speciale sulla cittadinanza deroga alla regola del foro generale della Pubblica Amministrazione ed esclude la facoltà di scelta da parte del ricorrente.

Cosa accade se anche il genitore del richiedente è nato all’estero?
Occorre risalire la catena di discendenza fino all’ultimo antenato nato in Italia e radicare la causa presso il tribunale competente per il suo comune di nascita.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati