LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Iure Proprio

Pagina 5 di 6

108 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Vivenza a carico: indennizzo negato senza prova
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di negare l'assegno 'una tantum' alla vedova di un uomo deceduto a causa di emotrasfusioni infette. Il motivo del rigetto risiede nella mancata dimostrazione del requisito della 'vivenza a carico', ovvero della dipendenza economica dal coniuge defunto. La Corte ha stabilito che tale presupposto è ancora essenziale ai fini del beneficio e che la semplice coabitazione non è una prova sufficiente.
Continua »
Pensione di reversibilità: non è trasmissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15166/2024, ha stabilito che la pensione di reversibilità non può essere trasmessa da un superstite a un altro. Il caso riguardava la richiesta di un figlio, la cui madre percepiva già una pensione di reversibilità, di ottenere la stessa prestazione dopo il decesso di quest'ultima. La Corte ha chiarito che il diritto alla pensione sorge 'iure proprio' al momento della morte del pensionato o lavoratore originario e spetta solo a chi possiede i requisiti di legge in quel preciso momento, escludendo ogni successiva trasmissione del diritto.
Continua »
Mantenimento figlio: madre legittimata ad agire
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17855/2024, ha stabilito che la madre convivente con il figlio, anche se maggiorenne ma non economicamente autosufficiente, ha una legittimazione propria (iure proprio) a costituirsi parte civile nel processo penale per il reato di omesso versamento dell'assegno di mantenimento figlio a carico dell'ex coniuge. La Corte ha inoltre ribadito che tale reato, avendo natura abituale, non può beneficiare della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
Continua »
Responsabilità medica: errore chirurgico e nesso causale
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità medica di un chirurgo per il decesso di un paziente a seguito di un intervento in laparoscopia. La colpa non risiede nella scelta tecnica iniziale, ma nell'aver proseguito l'operazione in una situazione di alto rischio senza adottare le adeguate contromisure post-operatorie. La sentenza chiarisce inoltre i poteri del giudice d'appello nella riqualificazione dei fatti e i criteri per la liquidazione del danno parentale, confermando la validità delle tabelle a punti.
Continua »
Danno al socio: risarcimento personale e aziendale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14028/2024, ha stabilito un importante principio in materia di risarcimento del danno al socio. Anche se il reato principale è prescritto, la Corte ha chiarito che il socio unico di una società di capitali può richiedere un risarcimento per i danni personali, patrimoniali e morali, subiti in conseguenza di un illecito che ha danneggiato la sua azienda. Questa pretesa è autonoma e distinta rispetto al danno subito dalla società stessa.
Continua »
Onere della prova sinistro: quando il Fondo non paga?
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto della richiesta di risarcimento avanzata dai familiari di una vittima di un incidente stradale mortale contro il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada. Il caso verteva sull'onere della prova sinistro, che i ricorrenti non sono riusciti a soddisfare. La Corte ha ritenuto le testimonianze a sostegno della tesi di un veicolo 'pirata' inaffidabili e contraddittorie, sottolineando che il danneggiato deve fornire una prova rigorosa della dinamica e della responsabilità di un veicolo rimasto sconosciuto.
Continua »
Crediti società fallita: quando il socio rinuncia
La Corte di Cassazione chiarisce che gli ex soci di una società fallita e poi cancellata non possono agire per recuperare i crediti sociali se non hanno preventivamente informato il curatore fallimentare della loro esistenza. Tale omissione, secondo la Corte, equivale a una rinuncia tacita al credito, impedendo una successiva azione legale. La sentenza analizza il principio successorio post-fallimento e la cruciale importanza della comunicazione al curatore per la tutela dei crediti della società fallita.
Continua »
Legittimazione madre: assegno al figlio maggiorenne
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimazione della madre a costituirsi parte civile nel processo penale contro l'ex coniuge per il mancato versamento dell'assegno di mantenimento destinato alla figlia maggiorenne ma non economicamente autosufficiente. Secondo la Corte, il genitore convivente che provvede materialmente alle esigenze del figlio subisce un danno diretto dal reato, acquisendo un diritto autonomo e concorrente a quello del figlio a ricevere il contributo.
Continua »
Indennizzo durata irragionevole: diritto iure proprio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30710/2024, ha stabilito un importante principio in materia di indennizzo per durata irragionevole del processo. Ha chiarito che gli eredi, se già parti in causa fin dall'origine, vantano un diritto autonomo all'indennizzo ('iure proprio') per l'intera durata del giudizio, che si aggiunge e non si confonde con il diritto ereditato dal defunto ('iure successionis'). La Corte d'Appello aveva erroneamente negato tale diritto autonomo, ma la Cassazione ha annullato la decisione, rinviando il caso per una nuova valutazione che tenga conto di entrambi i titoli.
Continua »
Indennizzo durata irragionevole: diritto dell’erede
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto dell'erede a un doppio indennizzo per durata irragionevole di un processo. Un primo indennizzo spetta 'iure hereditatis', ereditato dal defunto per il ritardo accumulato fino al suo decesso. Un secondo indennizzo spetta 'iure proprio', per il danno personale subito dall'erede a causa del protrarsi del giudizio dopo il suo intervento. La Corte ha chiarito che i due periodi vanno valutati separatamente, respingendo il ricorso del Ministero della Giustizia.
Continua »
Indennizzo iure proprio: Eredi e ritardi processuali
La Corte di Cassazione interviene sul diritto degli eredi a ottenere un indennizzo per l'eccessiva durata di un processo. Confermato il doppio diritto al risarcimento: quello ereditato ('iure hereditatis') per il ritardo subito dal defunto, e quello personale ('indennizzo iure proprio') per il periodo successivo al loro ingresso nel giudizio. La Corte ha inoltre annullato una decurtazione immotivata dell'indennizzo applicata dalla corte territoriale, stabilendo i criteri corretti per la liquidazione.
Continua »
Responsabilità medica: il nesso causale e la prova
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di responsabilità medica per il decesso di un neonato. Viene confermato il criterio del 'più probabile che non' per l'accertamento del nesso causale, distinguendolo dalla probabilità logica. La sentenza chiarisce che la valutazione del giudice deve basarsi su tutti gli elementi probatori disponibili, non solo sulle conclusioni della CTU. La domanda di manleva dell'azienda sanitaria verso l'assicurazione è stata respinta per reticenza al momento della stipula della polizza.
Continua »
Responsabilità solidale: appaltatore e committente
Una società di manutenzione è stata ritenuta corresponsabile, insieme alla ditta datrice di lavoro, per un infortunio mortale occorso a un dipendente di quest'ultima. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, stabilendo la sussistenza di una responsabilità solidale. Il principio chiave è che l'appaltatore, avendo la custodia di fatto dell'immobile, condivide la responsabilità per i danni derivanti da un pericolo noto e non segnalato, come un lucernario fragile, anche se non è stato citato in giudizio direttamente dai danneggiati.
Continua »
Consenso informato: prova e onere del paziente
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva negato il risarcimento per violazione del consenso informato. La Corte ha stabilito che un giudice non può rigettare una domanda per mancanza di prova se prima ha impedito alla parte di fornire quella stessa prova, ad esempio negando una richiesta di testimonianza. Tale comportamento crea una contraddizione insanabile nella motivazione della sentenza.
Continua »
Procedura di sorveglianza: l’errore del Giudice
Un uomo in detenzione domiciliare si vede negare un permesso. Il suo ricorso viene dichiarato inammissibile per un vizio di forma. La Cassazione annulla la decisione, evidenziando che l'errore è stato causato dallo stesso Ufficio giudiziario e ribadendo importanti principi sulla procedura di sorveglianza e sui diritti della difesa, chiarendo che il difensore non necessita di procura speciale per ricorrere.
Continua »
Danno da durata irragionevole: nesso causale e prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 14811/2025, ha respinto la richiesta di risarcimento per danno patrimoniale avanzata dagli eredi di un creditore. Essi sostenevano che il danno da durata irragionevole di un processo avesse causato l'insolvenza del debitore. La Corte ha stabilito che non esiste un legame automatico: l'insolvenza è un evento autonomo che interrompe il nesso causale, a meno che il creditore non fornisca prova contraria rigorosa. L'onere della prova grava interamente su chi richiede il risarcimento.
Continua »
Fusione societaria e risarcimento: la Cassazione nega
Una società nata da una fusione societaria ha richiesto un'equa riparazione per l'eccessiva durata di una procedura fallimentare iniziata dalla società incorporata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il diritto al risarcimento non si trasferisce automaticamente. La società incorporante può agire 'iure successionis' solo se il termine di durata ragionevole era già scaduto al momento della fusione, e 'iure proprio' solo se interviene formalmente nel giudizio. Poiché nessuna di queste condizioni era soddisfatta, la richiesta è stata respinta.
Continua »
Indennizzo irragionevole durata: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di indennizzo per irragionevole durata di un processo (Legge Pinto). L'ordinanza dichiara inammissibile il ricorso principale a seguito di una rinuncia irrevocabile degli appellanti. Accoglie, invece, il ricorso incidentale del Ministero, stabilendo principi chiave: l'indennizzo per gli eredi va calcolato separatamente per il periodo di vita del defunto e per quello successivo al loro intervento. Inoltre, si presume l'assenza di danno per le parti che non si sono costituite nel giudizio presupposto. La Corte ha cassato la decisione precedente e rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Responsabilità liquidatore società estinta: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un ex liquidatore ritenuto responsabile per i debiti fiscali di una società cancellata dal registro delle imprese. La Corte ha chiarito che la responsabilità del liquidatore di una società estinta non è una successione nel debito tributario, ma una responsabilità civile *iure proprio*, che sorge per la violazione degli obblighi di corretta gestione della liquidazione. Non è necessaria la preventiva iscrizione a ruolo del debito della società. La Corte ha cassato la sentenza d'appello per omessa pronuncia su alcuni motivi, rinviando la causa per un nuovo esame sui fatti.
Continua »
Danno da perdita parentale: il concorso di colpa
La Corte d'Appello si pronuncia su un caso di risarcimento per la morte di un passeggero in un incidente stradale. La sentenza riforma parzialmente la decisione di primo grado, riconoscendo il diritto dei familiari al risarcimento del danno da perdita parentale. Tuttavia, l'importo viene ridotto del 50% a causa del concorso di colpa della vittima, che presumibilmente non indossava la cintura di sicurezza. La Corte ha inoltre rigettato la richiesta di risarcimento per lucro cessante per mancanza di prove adeguate.
Continua »