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Iure Imperii

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione latina che indica le azioni compiute da un ente pubblico nell'esercizio dei suoi poteri sovrani e autoritativi, distinte da quelle svolte come un soggetto privato (iure gestionis).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Esportazione illecita di rifiuti: la sovranità estera prevale
Un'Azienda italiana ha esportato rifiuti in Tunisia, ottenendo inizialmente un'autorizzazione dalla Regione Campania. Successivamente, il Ministero tunisino ha dichiarato l'esportazione illecita di rifiuti, sostenendo che l'autorità tunisina che aveva dato il via libera non era competente, e ha imposto il rientro dei carichi. L'Azienda ha impugnato gli atti italiani che recepivano tale decisione. Il TAR e il Consiglio di Stato hanno negato la giurisdizione italiana. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che gli atti sovrani di uno Stato estero sono immuni dalla giurisdizione italiana e che la Convenzione di Basilea riconosce il diritto dello Stato di destinazione di considerare illecito il movimento di rifiuti.
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Espropriazione larvata: nessun indennizzo per la casa abusiva
I comproprietari di un immobile hanno chiesto il risarcimento per l'espropriazione larvata e l'indennità di occupazione temporanea a causa della costruzione di un viadotto stradale vicino alla loro proprietà. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei privati, confermando le decisioni precedenti. I giudici hanno stabilito che l'immobile era abusivo poiché violava le distanze minime stradali fuori dal centro abitato. Inoltre, i proprietari avevano firmato un atto di sottomissione rinunciando a future indennità. Infine, il verbale di consistenza, avente fede pubblica, escludeva l'effettiva occupazione del terreno, non essendo stato contestato con querela di falso. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese legali.
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Condotta antisindacale nelle basi USA: giurisdizione all’Italia
Un'associazione sindacale ha denunciato la condotta antisindacale subita presso alcune basi militari estere in Italia, lamentando l'esclusione dalle trattative collettive e dalle informative aziendali. I giudici di merito avevano dichiarato il difetto di giurisdizione italiano, ritenendo lo Stato estero protetto dall'immunità sovrana. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha ribaltato la decisione, dichiarando la sussistenza della giurisdizione italiana. La Corte ha chiarito che l'impiego di personale civile locale risponde a esigenze materiali e privatistiche, non sovrane. Di conseguenza, la tutela dei diritti sindacali rientra pienamente nella giurisdizione del giudice italiano, poiché l'immunità degli Stati esteri non può coprire atti di gestione del rapporto di lavoro che non toccano l'esercizio tipico di funzioni pubbliche o di governo.
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Inutilizzabilità della testimonianza: assolto il soldato ucraino
La Corte di Cassazione ha confermato l'assoluzione del soldato ucraino accusato del concorso nell'omicidio del giornalista italiano Andrea Rocchelli, avvenuto nel Donbass nel 2014. I ricorsi del Procuratore Generale e dei familiari della vittima sono stati dichiarati inammissibili. La Suprema Corte ha ritenuto corretta la decisione dei giudici d'appello circa l'inutilizzabilità della testimonianza dei superiori dell'imputato. Questi ultimi, infatti, dovevano essere sentiti con le garanzie difensive poiché emersero indizi di correità a loro carico. Inoltre, è stato dichiarato inammissibile il ricorso dello Stato Ucraino per carenza di legittimazione ad impugnare una sentenza di assoluzione priva di statuizioni risarcitorie. Di conseguenza, l'assoluzione dell'imputato diventa definitiva.
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Comune e asta pubblica: quando c’è la soggettività passiva IVA
Un Comune riacquista per accessione una palazzina incompiuta dopo il fallimento della cooperativa costruttrice. Per estinguere il mutuo accollato, il Comune vende l'immobile all'asta senza applicare l'IVA. L'Agenzia delle Entrate richiede l'imposta, ma i giudici di merito annullano l'atto ritenendo l'ente privo di soggettività passiva IVA per aver agito con finalità istituzionali. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del Fisco: lo scopo istituzionale o l'uso dell'asta pubblica non escludono l'imposta. Rileva solo se l'ente ha agito con un'organizzazione di mezzi simile a quella di un privato imprenditore. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Prestazione patrimoniale imposta: Comune perde, oneri annullati
Un'azienda che eseguiva scavi per la rete elettrica si è vista richiedere da un Comune quasi un milione di euro come 'oneri di degrado', basati su un regolamento locale. L'azienda ha contestato la richiesta, definendola una prestazione patrimoniale imposta illegittima. La Corte di Cassazione le ha dato ragione, stabilendo un principio fondamentale: i Comuni non possono inventare nuove tasse o contributi a carico di cittadini e imprese tramite i propri regolamenti. Qualsiasi obbligo di pagamento imposto d'autorità deve fondarsi su una legge nazionale. Poiché nessuna legge prevedeva questi 'oneri di degrado', la richiesta del Comune è stata annullata. La Corte ha chiarito che tali oneri non erano una penale contrattuale, ma un vero e proprio tributo mascherato e, come tale, illegale.
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IVA impianti pubblicitari: quando il Comune agisce da privato
Una società che gestisce spazi pubblicitari ha contestato un accertamento fiscale. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso, annullando la sentenza di merito per non aver esaminato una prova decisiva relativa a una detrazione. Tuttavia, la Corte ha confermato un principio fondamentale: la concessione di suolo pubblico per l'installazione di cartelloni è un'attività economica soggetta a IVA impianti pubblicitari, poiché il Comune non agisce come ente pubblico sovrano, ma come un operatore economico.
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Giurisdizione revoca amministratore: la parola al civile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4413/2024, ha stabilito che la controversia sulla revoca di un amministratore di una società 'in house' a totale partecipazione pubblica rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. L'ente pubblico, in questi casi, non agisce con poteri autoritativi (iure imperii), ma come socio (uti socius), esercitando facoltà previste dal diritto societario. La decisione di revoca è un atto 'a valle' della scelta di operare tramite uno strumento privatistico, e pertanto è soggetta alle norme del codice civile. La corretta giurisdizione per la revoca di un amministratore è quindi quella civile.
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Impignorabilità conti stato estero: i criteri della Corte
La Cassazione ha annullato una decisione d'appello sull'impignorabilità dei conti di uno Stato estero, stabilendo che la sola intestazione del conto a scopi pubblici non è sufficiente. È necessaria la prova concreta della destinazione dei fondi a funzioni sovrane, con onere a carico dello Stato estero. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Notifica atti amministrativi: Cassazione annulla sanzione
La Corte di Cassazione ha annullato una pesante sanzione per insider trading inflitta a un manager residente all'estero. La decisione non si basa sul merito dell'accusa, ma su un vizio procedurale fondamentale: l'errata notifica degli atti amministrativi iniziali. La Corte ha stabilito che il Regolamento UE per la notifica di atti civili e commerciali non si applica ai procedimenti sanzionatori della pubblica amministrazione, poiché questi rientrano nella categoria esclusa degli atti compiuti 'iure imperii'. Tale vizio, violando il diritto di difesa, non è sanabile e comporta la nullità dell'intero provvedimento sanzionatorio.
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Acquisizione sanante: accettazione è irrevocabile?
Una società accetta l'indennizzo offerto dalla Pubblica Amministrazione per un'occupazione illegittima tramite "acquisizione sanante". Successivamente, scopre gravi errori nel calcolo e impugna l'importo. La Corte d'Appello ritiene l'impugnazione inammissibile, considerando l'accettazione irrevocabile. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ritiene la questione nuova e di massima importanza, rinviando la causa a pubblica udienza per decidere se le norme sull'irrevocabilità dell'accettazione, previste per l'esproprio ordinario, si applichino anche al caso speciale dell'acquisizione sanante.
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