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Istanza Reiterativa

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una richiesta presentata nuovamente all'autorità giudiziaria che ripropone le stesse argomentazioni di una precedente istanza già respinta, senza introdurre elementi di novità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Cumulo Pene e Giudicato Esecutivo: No a Richieste Ripetute
Un condannato, già destinatario di un provvedimento di cumulo pene, ha chiesto una nuova rideterminazione della sua pena totale. Il Giudice dell'Esecuzione ha respinto la richiesta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. Il principio chiave affermato è che il 'giudicato esecutivo' impedisce di ripresentare una richiesta già valutata e decisa, se non si portano elementi di fatto o di diritto completamente nuovi. Non si può insistere con le stesse argomentazioni sperando in un esito diverso. La sentenza ribadisce la stabilità delle decisioni giudiziarie definitive in materia di cumulo pene e giudicato esecutivo.
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Istanza Reiterativa Inammissibile: No a Richieste Fotocopia
Un condannato ha presentato una richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali, già respinta in precedenza. Non avendo aggiunto nuovi elementi concreti, il Tribunale di Sorveglianza l'ha nuovamente rigettata. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. Il principio sancito è chiaro: un'istanza reiterativa inammissibile non può essere accolta se si limita a riproporre le stesse questioni già valutate. Il ricorrente è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro.
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Istanza reiterativa: quando è inammissibile?
Un condannato, dopo il rigetto di una prima richiesta di affidamento in prova per mancata collaborazione, ha presentato una seconda istanza. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità della nuova richiesta, definendola una istanza reiterativa priva di elementi di novità rilevanti rispetto alla precedente decisione, ormai definitiva.
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Istanza reiterativa: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile un'istanza reiterativa per il riconoscimento della continuazione tra reati. La Suprema Corte ha chiarito che il giudice non può limitarsi a constatare l'identità della richiesta (petitum), ma deve compiere una valutazione approfondita per verificare se l'istanza si basi su elementi di fatto o di diritto nuovi, non esaminati in precedenza. In caso di nuovi elementi, la preclusione processuale non opera e la richiesta deve essere esaminata nel merito.
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Giudicato esecutivo: quando la richiesta è reiterativa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione della continuazione tra reati già oggetto di precedenti istanze respinte. La Corte ha stabilito che la concessione dello stesso beneficio a un coimputato non costituisce un "elemento nuovo" idoneo a superare la preclusione del giudicato esecutivo, soprattutto quando le posizioni processuali dei due soggetti sono diverse. L'assenza di reali novità fattuali o giuridiche rende l'istanza meramente reiterativa e, quindi, inammissibile.
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Continuazione tra reati: no a istanze reiterate
Un soggetto condannato con venti sentenze diverse chiede il riconoscimento della continuazione tra reati. La Corte di Appello accoglie parzialmente la richiesta, ma dichiara inammissibile il resto perché l'istanza era una reiterazione di una precedente già respinta. La Cassazione conferma, chiarendo che l'esclusione della recidiva in una singola sentenza non costituisce un 'nuovo elemento' idoneo a superare la preclusione processuale e a consentire un nuovo esame della richiesta.
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Istanza reiterativa: quando è ammissibile un riesame
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di inammissibilità emesso da un Tribunale di Sorveglianza, che aveva qualificato una richiesta di misure alternative come mera istanza reiterativa. La Corte ha chiarito che la presentazione di nuovi elementi, come la richiesta di una misura diversa (semilibertà) o nuove prove che chiariscono i rapporti personali del condannato, impedisce la declaratoria di inammissibilità senza udienza e impone una valutazione nel merito.
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Istanza reiterativa: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che aveva riproposto un'istanza per l'applicazione del reato continuato, già rigettata in precedenza. La Corte ha stabilito che un'istanza reiterativa, se priva di nuovi elementi di fatto o di diritto, è inammissibile. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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