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Istanza Di Disapplicazione

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Richiesta formale che un contribuente presenta all'Agenzia delle Entrate per chiedere di non applicare una specifica norma antielusiva, come quella sulle società non operative, dimostrando l'esistenza di oggettive situazioni che ne giustificano la non applicabilità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Diniego Norme Antielusive Impugnabile: Fisco Battuto in Cassazione
Una società in liquidazione si è vista negare la disapplicazione della normativa per le 'società di comodo', nonostante la sua inattività fosse causata da un incendio. La Corte di Cassazione ha ribaltato le decisioni precedenti, affermando un principio fondamentale: l'impugnabilità del diniego delle norme antielusive. Secondo i giudici, anche un semplice diniego, se comunica una pretesa fiscale definita, è un atto che lede gli interessi del contribuente e può essere immediatamente contestato in tribunale. La Corte ha quindi riconosciuto il diritto della società a difendersi subito, senza dover attendere un successivo avviso di accertamento. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Società non operativa: la causa legale non giustifica l’inattività
Una società immobiliare, ferma da anni a causa di un contenzioso con il precedente proprietario di un palazzo da ristrutturare, è stata classificata dall'Agenzia delle Entrate come una delle 'società non operative'. La società sosteneva che la sua inattività fosse giustificata da cause di forza maggiore. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che un contenzioso legale non è di per sé una giustificazione sufficiente. Per evitare le penalità fiscali previste per le società non operative, l'azienda deve fornire la prova rigorosa di un'impossibilità oggettiva a produrre reddito, cosa che in questo caso non è stata ritenuta dimostrata.
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Società di comodo: la crisi del gruppo non giustifica
La Corte di Cassazione ha stabilito che la crisi finanziaria del gruppo di appartenenza non costituisce una causa oggettiva sufficiente a giustificare il mancato superamento del test di operatività per una società controllata. In assenza di prove di un'impossibilità oggettiva ed esterna all'esercizio dell'attività d'impresa, viene confermata la legittimità dell'accertamento fiscale che classifica l'ente come società di comodo. La Corte ha rigettato il ricorso di tre società, ribadendo che le difficoltà soggettive del gruppo non rientrano nelle cause di esclusione previste dalla legge.
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Società di comodo: il contraddittorio è garantito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8390/2024, ha stabilito che per un accertamento fiscale su una società di comodo, la procedura di interpello per la disapplicazione della normativa antielusiva è sufficiente a garantire il contraddittorio preventivo. Viene così cassata la sentenza di merito che aveva annullato l'avviso di accertamento per violazione di tale principio, affermando che il diritto di difesa del contribuente è già tutelato dalla possibilità di presentare un'istanza motivata prima dell'atto impositivo.
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Società non operative: quando è valida la cartella?
Una società immobiliare, qualificata come società non operativa, ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo che fosse priva di motivazione e non preceduta da un avviso di accertamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la cartella, emessa a seguito di un controllo automatizzato della dichiarazione e del rigetto di un'istanza di disapplicazione, era sufficientemente motivata. Inoltre, la Corte ha dichiarato inammissibile il motivo relativo alla necessità di un avviso di accertamento preventivo, in quanto non sollevato nei precedenti gradi di giudizio.
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Società di comodo: test non vale per le nuove Srl
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11426/2025, ha stabilito che la disciplina sulle società di comodo non si applica alle imprese di recente costituzione. Se una società non ha completato almeno due esercizi prima dell'anno d'imposta accertato, il Fisco non può utilizzare il test di operatività presuntivo. In questi casi, spetta all'Amministrazione Finanziaria dimostrare con prove concrete la natura non operativa della società, senza poter invertire l'onere della prova sul contribuente.
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