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Iscrizione

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'epigrafe (dal greco antico , epigraphè, "scritto sopra") o iscrizione è un testo esposto pubblicamente su un supporto di materiale non deperibile (principalmente marmo o pietra, più raramente metallo). L'intento del testo è solitamente quello di tramandare la memoria di un evento storico, di un personaggio o di un atto; le parole possono essere incise, oppure dipinte o eseguite a mosaico; l'epigrafe si può trovare sia in un luogo chiuso (chiesa, cappella, palazzo) sia all'aperto (piazza, via, cimitero), oppure può essere apposta su un oggetto. Generalmente le iscrizioni sono realizzate in lettere maiuscole. A caratterizzarle però non è solo lo stile della scrittura ma anche l'adozione di particolari registri linguistici, improntati generalmente a concisione e solennità, in funzione del contenuto, del contesto e dello scopo comunicativo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Lavoratori agricoli: onere prova e iscrizione elenchi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un bracciante che chiedeva l'accredito di giornate lavorative per lavoratori agricoli dopo essere stato cancellato dagli elenchi nominativi a seguito di un'ispezione INPS. La Suprema Corte ha ribadito che, una volta contestato il rapporto di lavoro dall'ente previdenziale, spetta al lavoratore l'onere di provare l'effettiva esistenza, la durata e la natura subordinata della prestazione. Nel caso di specie, le prove testimoniali sono state ritenute inammissibili per estrema genericità, non avendo il ricorrente specificato mansioni, orari e luoghi di lavoro in modo dettagliato.
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Carenza di interesse e definizione agevolata liti
Una società operante nel settore edile ha impugnato un avviso di accertamento basato su metodo induttivo e valori OMI. Dopo i primi due gradi di giudizio, la contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata delle liti tributarie. Successivamente, la società ha depositato un atto di rinuncia al giudizio, dichiarando la sopravvenuta carenza di interesse a seguito dell'iscrizione a ruolo della cartella. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, compensando le spese ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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Contraddittorio endoprocedimentale e cartelle fiscali
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un contribuente contro una cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato. Il cuore della controversia riguardava la validità della notifica dell'appello e l'obbligo di contraddittorio endoprocedimentale. La Corte ha chiarito che la notifica al vecchio indirizzo del difensore è valida se il cambio di domicilio non è stato comunicato formalmente. Inoltre, l'avviso bonario non è sempre obbligatorio: nei controlli automatizzati, il fisco deve attivare il confronto preventivo solo se emergono incertezze interpretative rilevanti, e non per semplici errori materiali o omessi versamenti.
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Contributi minimi obbligatori: basta l’iscrizione albo
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'iscrizione all'albo professionale è condizione sufficiente per l'insorgenza dell'obbligo di versamento dei contributi minimi obbligatori. Nel caso esaminato, un professionista si opponeva a una cartella esattoriale sostenendo di non aver esercitato l'attività nel periodo di riferimento. La Suprema Corte ha ribaltato la decisione di merito, chiarendo che l'autonomia degli enti previdenziali privatizzati permette di imporre il pagamento minimo a tutti gli iscritti, indipendentemente dall'effettiva produzione di reddito o dalla continuità dell'attività lavorativa, al fine di preservare l'equilibrio finanziario dell'ente.
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Improcedibilità ricorso per deposito tardivo
La Corte di Cassazione ha sancito l'improcedibilità di un ricorso per regolamento di competenza a causa del deposito tardivo dell'atto. Il ricorrente aveva notificato il ricorso ma non aveva provveduto al deposito nei termini prescritti dall'art. 369 c.p.c. Successivamente, lo stesso atto era stato oggetto di una seconda iscrizione a ruolo. La Suprema Corte, riuniti i procedimenti, ha chiarito che la violazione dei termini per il deposito è insanabile e preclude l'esame della questione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e al raddoppio del contributo unificato.
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Inutilizzabilità intercettazioni: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per traffico di stupefacenti, rigettando il ricorso incentrato sulla presunta inutilizzabilità intercettazioni. La difesa sosteneva che le captazioni fossero avvenute oltre i termini d'indagine a causa di un ritardo nell'iscrizione dell'indagato. La Suprema Corte ha stabilito che la scelta del giudizio abbreviato sana le nullità relative e che il termine delle indagini decorre esclusivamente dalla data di iscrizione formale nel registro, non essendo sindacabile dal giudice il momento scelto dal PM. È stata inoltre confermata l'aggravante dell'ingente quantità per carichi di hashish con principio attivo superiore ai 2 kg.
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Sanzioni tributarie: calcolo su debito residuo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società riguardante il calcolo delle sanzioni tributarie a seguito della decadenza da un piano di rateazione. La controversia verteva sull'applicabilità retroattiva di una norma più favorevole che limita le sanzioni al solo debito residuo. I giudici hanno stabilito che, per le annualità d'imposta precedenti al 2013/2014, resta valida la sanzione calcolata sull'intero importo originariamente dovuto, poiché il legislatore ha espressamente limitato l'efficacia temporale della nuova disciplina, escludendo l'operatività del principio del favor rei in questo specifico contesto transitorio.
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Inammissibilità dell’appello: termini e oneri
La Corte di Cassazione ha sancito l'**inammissibilità dell'appello** proposto oltre il termine semestrale di cui all'art. 327 c.p.c., nonostante un errore della cancelleria nella gestione del fascicolo di primo grado. Il caso riguardava un'iscrizione ipotecaria contestata da una contribuente. La Suprema Corte ha chiarito che il difensore ha l'onere di monitorare l'esito del giudizio, indipendentemente dalle comunicazioni d'ufficio, escludendo la rimessione in termini per errore di diritto.
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Iscrizione delibera scioglimento: quando è efficace?
Una società dichiarata fallita sosteneva di essere già in liquidazione in virtù del solo deposito della delibera di scioglimento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12156/2024, ha stabilito che l'iscrizione delibera scioglimento nel Registro Imprese ha efficacia costitutiva. Pertanto, solo da quel momento la società può considerarsi in liquidazione verso i terzi. Di conseguenza, lo stato di insolvenza è stato correttamente valutato secondo i criteri di un'impresa attiva e non in base al patrimonio.
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