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Invasione Arbitraria

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Introduzione o permanenza in un immobile altrui senza averne alcun diritto (contra ius), anche senza l'uso della forza o della violenza.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Invasione di edifici pubblici: l’illusione della buona fede
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per il reato di invasione di edifici pubblici. L'imputato aveva occupato abusivamente un immobile di proprietà pubblica per trarne profitto, utilizzandolo senza alcuna autorizzazione. La difesa sosteneva la mancanza di prove sull'elemento psicologico del reato, ossia la consapevolezza dell'altruità del bene. I giudici hanno invece confermato che la natura pubblica e l'altruità dell'immobile erano elementi del tutto evidenti e facilmente percepibili dall'occupante. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna penale e ha sanzionato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Occupazione abusiva di immobile: condannato il finto gestore
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale nei confronti di un soggetto che, agendo come amministratore di fatto di un appartamento pignorato, lo ha concesso in locazione a un'inquilina ignara della reale situazione giuridica, incassandone l'affitto. I giudici hanno chiarito che l'occupazione abusiva di immobile, quando si protrae nel tempo, costituisce un reato permanente. Di conseguenza, la querela presentata dal legittimo proprietario deve considerarsi sempre tempestiva se l'occupazione è ancora in corso, respingendo la tesi difensiva sulla decadenza dei termini. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile.
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Occupazione abusiva: la consegna delle chiavi non evita la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di invasione di edifici nei confronti di un uomo sorpreso ad abitare in un alloggio popolare senza alcun titolo. L'imputato sosteneva che la condotta non fosse arbitraria poiché l'appartamento gli era stato lasciato dalla figlia, la quale vi risiedeva precedentemente come badante del vecchio occupante abusivo, ormai deceduto. La Suprema Corte ha chiarito che l'occupazione abusiva si configura anche senza violenza, essendo sufficiente l'ingresso o la permanenza "contra ius" (senza diritto). Inoltre, i giudici hanno respinto la tesi dello stato di necessità, precisando che la semplice difficoltà di trovare un alloggio non equivale al pericolo attuale di un danno grave alla persona richiesto dalla legge per escludere la punibilità.
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Invasione di terreni o edifici: l’eredità del nonno non è reato
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna inflitta a un cittadino per il reato di invasione di terreni o edifici. L'imputato era subentrato al nonno nell'uso di un terreno pubblico, ignorando che l'occupazione originaria fosse abusiva. I giudici di merito lo avevano condannato ritenendo sufficiente la sua consapevolezza di non avere un titolo di proprietà. La Cassazione ha invece chiarito che, per configurare il dolo nel subentrante, occorre dimostrare la consapevolezza dell'originaria invasione abusiva del dante causa. Inoltre, la Suprema Corte ha stabilito che la natura permanente del reato non impedisce l'applicazione della particolare tenuità del fatto una volta che l'occupazione è cessata. La causa è stata rinviata per un nuovo giudizio.
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Invasione arbitraria: quando il reato è permanente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per invasione arbitraria di un immobile pubblico, specificando che, in caso di occupazione prolungata, il reato ha natura permanente. La condotta illecita cessa solo con il rilascio del bene, momento dal quale si calcola la prescrizione e si individua la legge applicabile. La Corte ha rigettato il ricorso degli imputati, ritenendolo inammissibile e confermando le decisioni dei giudici di merito.
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Invasione arbitraria: reato e limiti dello stato necessità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di invasione arbitraria a carico di una coppia che aveva occupato abusivamente cinque alloggi popolari. La Corte ha stabilito che lo stato di necessità non può giustificare un'occupazione prolungata per anni, configurando in tal caso un reato di natura permanente e rendendo irrilevante la particolare tenuità del fatto.
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