La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a cinque anni di reclusione per l'ex amministratore di una società di trasporti, ritenuto responsabile di bancarotta fraudolenta patrimoniale, documentale e impropria. L'imputato aveva distratto veicoli in leasing e occultato le scritture contabili d'accordo con il nuovo amministratore formale, simulando un finto passaggio di consegne. Inoltre, aveva accumulato un debito fiscale superiore a cinque milioni di euro, omettendo sistematicamente il versamento di tasse e contributi, condotta che ha causato il dissesto della società. I giudici hanno respinto la tesi difensiva che attribuiva il mancato pagamento delle imposte alla crisi economica del 2008. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la responsabilità penale dell'ex gestore quale concorrente esterno nei reati commessi dal nuovo amministratore e applicando l'aggravante della recidiva.
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