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Intimato — Anno 2025

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301 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Querela di falso: competenza inderogabile del foro
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale sulla competenza territoriale in caso di querela di falso proposta in grado d'appello. La Corte ha chiarito che la competenza non segue quella della causa principale, ma è determinata in modo inderogabile secondo i criteri generali, come la residenza del convenuto. Questo perché il procedimento di falso richiede l'intervento obbligatorio del pubblico ministero, rendendo la competenza non modificabile. Pertanto, la Corte ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente indicato il tribunale della propria sede, assegnando la competenza al tribunale del luogo di residenza della parte contro cui era stata proposta la querela.
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Rimborso lavoratori impatriati: sì con richiesta tardiva
Un lavoratore ha richiesto il beneficio fiscale per impatriati per anni pregressi tramite una dichiarazione tardiva. L'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso. La Corte di Cassazione ha dato ragione al lavoratore, stabilendo che, in assenza di una norma specifica sulla decadenza (per i fatti antecedenti al 2019), il diritto al rimborso lavoratori impatriati sussiste e può essere esercitato con un'istanza diretta, anche se sono stati saltati i termini per la richiesta al datore di lavoro.
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Azione revocatoria: effetti e limiti secondo la Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, chiarendo i limiti dell'azione revocatoria. La sentenza sottolinea che la dichiarazione di inefficacia di un atto giova esclusivamente al creditore che ha intrapreso l'azione, senza invalidare l'atto stesso né estendere i suoi benefici ad altri creditori, come l'ente di riscossione nel caso di specie. Il ricorso è stato respinto anche per vizi procedurali.
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Onere della prova espulsione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cittadina straniera contro un decreto di espulsione. La ricorrente non ha rispettato il principio di autosufficienza, omettendo di allegare i documenti essenziali a dimostrare la propria tesi. La sentenza ribadisce i criteri sull'onere della prova espulsione e la corretta formulazione dei motivi di ricorso.
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Accertamento requisito sanitario: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito i limiti del giudizio di opposizione ex art. 445-bis c.p.c. in materia di invalidità civile. La Corte ha stabilito che in tale sede il giudice deve limitarsi all'accertamento del requisito sanitario, senza poter condannare l'ente previdenziale al pagamento della prestazione. La sentenza di primo grado, che aveva sia accertato il requisito sia condannato l'ente, è stata cassata in parte qua, confermando la netta separazione tra la fase di verifica sanitaria e quella successiva di valutazione degli altri requisiti socio-economici.
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Ricorso inammissibile: quando è abuso del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un datore di lavoro contro la sentenza che riconosceva il rapporto di lavoro subordinato di un suo dipendente. Poiché il ricorso mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità, è stato considerato un abuso del processo, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento di una sanzione economica. La decisione sottolinea che presentare un ricorso inammissibile può avere conseguenze onerose.
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Revocazione sentenza: quando il ricorso è inammissibile
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce un importante principio processuale: se la sentenza impugnata viene annullata tramite revocazione mentre il ricorso è pendente, quest'ultimo diventa inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Il caso riguardava un contenzioso fiscale in cui l'Agenzia delle Entrate aveva presentato ricorso. Tuttavia, la revoca della sentenza di secondo grado ha reso inutile la prosecuzione del giudizio, portando alla dichiarazione di inammissibilità.
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Ricorso inammissibile: sentenza revocata, che fare?
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato dall'Agenzia delle Entrate contro un contribuente. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse, poiché la sentenza d'appello impugnata era stata nel frattempo annullata in un separato giudizio di revocazione, rendendo di fatto inutile la pronuncia della Suprema Corte.
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Revocazione sentenza: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate a causa della sopravvenuta carenza di interesse. La decisione scaturisce dal fatto che la sentenza impugnata era stata annullata in un'altra sede tramite un'azione di revocazione sentenza, rendendo di fatto inutile la prosecuzione del giudizio di legittimità.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile per revoca
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall'Agenzia delle Entrate a causa di una sopravvenuta carenza di interesse. La sentenza tributaria di secondo grado, oggetto del ricorso, era stata annullata in un separato giudizio di revocazione, rendendo di fatto inutile e privo di oggetto il proseguimento del giudizio di legittimità.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e contributo unificato
Una lavoratrice, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza della Corte d'Appello relativa a differenze retributive, ha deciso di procedere con la rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, prendendo atto della volontà della parte, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di particolare rilievo è la statuizione secondo cui, in caso di estinzione per rinuncia, non sussistono i presupposti per il pagamento del doppio del contributo unificato a carico del ricorrente.
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Rinnovazione notifica: quando è nulla e sanabile?
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce che la notifica di un ricorso effettuata direttamente alla parte e non al suo avvocato è nulla. Tuttavia, tale vizio è sanabile. La Corte ha ordinato la rinnovazione notifica, sospendendo il giudizio di merito e rinviando la causa a nuovo ruolo, sottolineando l'importanza del corretto adempimento procedurale.
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Raddoppio termini accertamento: sì alla retroattività
La Cassazione chiarisce che il raddoppio termini accertamento per capitali illecitamente detenuti in paradisi fiscali si applica anche ai periodi d'imposta precedenti al 2009. La norma ha natura procedurale e vige il principio 'tempus regit actum', legittimando l'azione del Fisco. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a un contribuente redditi non dichiarati per l'anno 2007, derivanti da capitali in Svizzera. I giudici di merito avevano annullato l'atto per decadenza, negando l'applicazione retroattiva della norma sul raddoppio termini accertamento. La Suprema Corte ha cassato la sentenza, affermando che la norma, essendo procedurale, si applica ai periodi d'imposta precedenti la sua entrata in vigore.
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Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
Un contenzioso tributario giunto in Cassazione si è concluso con una declaratoria di cessazione della materia del contendere. La controversia, avviata dall'Amministrazione Finanziaria contro un contribuente per il rimborso di un contributo unificato, si è estinta dopo che il contribuente ha formalmente rinunciato alla sua pretesa. La Suprema Corte ha quindi dichiarato estinto il giudizio senza pronunciarsi nel merito né sulle spese legali.
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Prescrizione contributi: la Cassazione chiarisce
Un ente previdenziale ha agito contro un commerciante per il recupero di contributi a percentuale non versati. La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione contributi non decorre dalla scadenza del versamento del minimale, ma da quella per il pagamento del saldo basato sulla dichiarazione dei redditi. Sulla base di questo principio, il credito dell'ente è stato ritenuto non ancora prescritto, ribaltando la decisione dei giudici di merito.
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Notifica a detenuto: nullità senza doppio avviso
Un creditore ha impugnato in Cassazione una sentenza che annullava un'ordinanza di assegnazione contro il suo debitore. La Corte Suprema ha dichiarato nulla la notifica del ricorso al debitore, poiché la consegna presso l'istituto di detenzione a un soggetto terzo non è stata seguita dalla necessaria seconda comunicazione informativa. Di conseguenza, è stata ordinata la rinnovazione della notifica a detenuto.
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Fondo patrimoniale: coniuge non debitore parte lesa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10868/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di fondo patrimoniale. In caso di azione revocatoria promossa dai creditori di uno solo dei coniugi, anche il coniuge non debitore è considerato litisconsorte necessario. La Corte ha chiarito che la funzione stessa del fondo, destinato a soddisfare i bisogni della famiglia, e gli effetti sostanziali della revoca, incidono direttamente su entrambi i coniugi. Pertanto, l'interesse del coniuge non debitore a partecipare al giudizio è in re ipsa, a prescindere dalla titolarità formale dei beni conferiti. La sentenza di merito che aveva negato la sua legittimazione passiva è stata cassata con rinvio.
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Notifica all’estero: ipoteca annullata dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di una comunicazione di ipoteca a carico di un contribuente. La decisione si fonda sulla mancata corretta notifica all'estero delle cartelle di pagamento e degli avvisi di accertamento, atti presupposti per l'iscrizione ipotecaria. Il caso evidenzia come il rispetto delle procedure formali di notifica sia essenziale per la validità degli atti di riscossione, specialmente quando il destinatario risiede fuori dal territorio nazionale.
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Rimborso imposte dirette e aiuti di Stato de minimis
La Corte di Cassazione esamina un caso di rimborso imposte dirette richiesto da due coniugi per il triennio 1990-1992. La questione centrale è se una semplice autocertificazione sia una prova sufficiente per dimostrare il rispetto della regola europea 'de minimis' sugli aiuti di Stato, condizione necessaria per ottenere il rimborso. L'Agenzia delle Entrate contesta la decisione dei giudici di merito, che avevano concesso il rimborso basandosi su tale documento, portando il caso fino al giudizio di legittimità.
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Notifica avviso udienza: rinvio per diritto difesa
La Corte di Cassazione ha disposto il rinvio di un ricorso contro una sentenza di fallimento. La decisione è scaturita dalla mancata notifica dell'avviso di udienza alla parte ricorrente e dalla scoperta del decesso del suo difensore, vizi procedurali che ledono il diritto di difesa e impongono la rinnovazione della comunicazione.
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