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Intimato — Anno 2025

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301 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Compensazione spese legali: quando è illegittima?
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti della compensazione spese legali. Anche se un'opposizione viene accolta, il giudice di merito non può compensare le spese basandosi su ragioni non previste dalla legge, come la conformità a protocolli locali o la mancata costituzione della controparte. La Corte ribadisce che la vittoria, anche parziale su un'unica domanda, impone di regola la condanna della parte soccombente al pagamento delle spese.
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Rinuncia al ricorso: niente raddoppio del contributo
La Corte di Cassazione ha chiarito che in caso di rinuncia al ricorso accettata dalle altre parti, il giudizio si estingue e non si applica il raddoppio del contributo unificato. La vicenda nasce da un appello contro una sentenza della Corte d'Appello, ma prima della decisione, le parti hanno formalizzato la rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, specificando che il raddoppio del contributo è una misura sanzionatoria applicabile solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità, e non può essere estesa alla rinuncia.
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Impugnazione sollecito pagamento: inammissibile se…
Due contribuenti hanno impugnato dei solleciti di pagamento relativi alla TARI, pur avendo già avviato un contenzioso separato contro gli avvisi di accertamento originari. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'impugnazione sollecito di pagamento perde di interesse e diventa improcedibile quando è già pendente una causa sull'atto impositivo principale, il cui esito determinerà la sorte del debito tributario.
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Arricchimento indiretto: sì all’azione contro il terzo
Un soggetto versa una somma a un intermediario per l'acquisto di un immobile, ma l'affare non va in porto. Il denaro viene invece utilizzato a vantaggio del figlio dell'intermediario, che acquista l'immobile. Data l'insolvenza dell'intermediario, la Cassazione conferma che chi ha pagato può agire con l'azione di arricchimento indiretto contro il figlio, terzo beneficiario, poiché l'arricchimento è avvenuto a titolo gratuito e l'operazione economica è considerata unitaria.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio di Cass.
Una società cooperativa, dopo aver impugnato una sentenza della Corte d'Appello sfavorevole in materia di classificazione del lavoro, ha presentato una rinuncia al ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato e, in assenza di difesa della controparte, non vi è pronuncia sulle spese.
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Ricorso inammissibile: vizi formali e lavoro agricolo
La Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in un caso di lavoro agricolo a tempo determinato. L'appello presentava vizi formali, come la mancata produzione della sentenza impugnata, e motivi di ricorso generici, non consentendo alla Corte di esaminare la richiesta di conversione del contratto.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile?
Una società ha proposto un ricorso per regolamento di competenza a causa di due procedimenti d'appello pendenti davanti a Corti diverse. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che tale strumento può essere utilizzato solo contro una pronuncia esplicita sulla competenza, non per risolvere preventivamente la pendenza di più cause. Di conseguenza, la società ricorrente è stata condannata al pagamento di una sanzione pecuniaria per aver insistito nella trattazione del ricorso nonostante la proposta di definizione accelerata.
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Remunerazione medici specializzandi: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una dottoressa specializzanda in dermatologia, cassando la sentenza della Corte d'Appello che le aveva negato il diritto alla remunerazione per gli anni di specializzazione. La Corte d'Appello aveva erroneamente ritenuto che la sua specializzazione non fosse inclusa negli elenchi delle direttive comunitarie. La Cassazione ha definito la sentenza di secondo grado come 'suicida', in quanto contraddetta dai documenti che la stessa citava, e ha riaffermato che la specializzazione in questione rientra a pieno titolo tra quelle che danno diritto alla remunerazione medici specializzandi.
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Imposta sulla pubblicità: motivazione e onere prova
Una società ha contestato un avviso di accertamento per l'imposta sulla pubblicità. La Corte di Cassazione ha stabilito che la motivazione dell'atto è sufficiente se indica le discrepanze rispetto alle autorizzazioni comunali, basandosi quindi sul potenziale pubblicitario autorizzato e non su quello effettivamente utilizzato. Tuttavia, ha cassato la sentenza di merito per non aver esaminato la doglianza relativa alla mancata detrazione di importi già versati, configurando un vizio di omesso esame.
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Imposta sulla pubblicità: autorizzazione vs uso
Una società ha impugnato un avviso di accertamento per l'imposta sulla pubblicità, sostenendo errori di calcolo e difetti di motivazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'imposta si calcola sulla base delle dimensioni e tipologie degli impianti autorizzati dal Comune, e non su quelli effettivamente utilizzati. L'avviso è stato ritenuto sufficientemente motivato in quanto indicava tutti gli elementi necessari per la difesa del contribuente.
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Imposta comunale pubblicità: stop aumenti dopo 2012
Una società ha richiesto il rimborso per l'imposta comunale pubblicità versata in eccesso dal 2012 al 2017. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che le maggiorazioni tariffarie deliberate dai Comuni prima del 2012 non potevano essere prorogate, neanche tacitamente, per gli anni successivi. L'abrogazione della norma che consentiva tali aumenti ha reso illegittima la loro applicazione a partire dal 2013.
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Motivi di appello: Cassazione sul vizio di ultrapetita
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per vizio di ultrapetita. I giudici d'appello avevano esaminato questioni non riproposte dal contribuente, che non si era costituito in giudizio. La Suprema Corte ha chiarito che i motivi di appello assorbiti in primo grado si intendono rinunciati se non espressamente ripresentati, accogliendo il ricorso dell'ente fiscale e rigettando l'originaria pretesa del contribuente.
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Distanze legali dehors: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione interviene in un caso di distanze legali per un dehors. La Suprema Corte ha stabilito che, prima di valutare se un manufatto rispetti le distanze, è fondamentale accertare la natura del terreno su cui sorge. Se il suolo è demaniale, le norme sulle distanze tra fondi privati non si applicano e la questione va risolta valutando il normale uso del bene pubblico. La sentenza della Corte d'Appello, che si era concentrata sulla natura temporanea del dehors, è stata cassata con rinvio.
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Prescrizione assegno vitalizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la prescrizione per le somme dovute a titolo di rivalutazione dell'assegno vitalizio per le vittime del dovere è decennale e non quinquennale. Questa decisione si fonda sul principio che il termine breve di cinque anni si applica solo ai crediti liquidi e disponibili, condizione non soddisfatta nel caso in cui l'Amministrazione non abbia completato il procedimento di liquidazione. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente applicato la prescrizione assegno vitalizio quinquennale.
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Correzione errore materiale: il caso della Cassazione
La Corte di Cassazione interviene con un'ordinanza per la correzione di un errore materiale contenuto in un precedente provvedimento. L'errore consisteva nell'attribuire erroneamente la costituzione in giudizio a un ente, anziché alla società di assicurazioni che si era effettivamente difesa. La Corte ha accolto la richiesta, emendando il testo dell'ordinanza originaria e chiarendo che le spese legali andavano liquidate a favore della parte correttamente costituita. Il caso illustra il funzionamento della procedura di correzione errore materiale, specificando che in tale procedimento non vi è pronuncia sulle spese.
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Compenso geometra: l’accordo sul 7% va esaminato
In una disputa sul compenso di un geometra, il cliente sosteneva l'esistenza di un patto che limitava l'onorario al 7% del finanziamento ottenuto. La Corte di Cassazione ha stabilito che i giudici di merito hanno errato nel non esaminare questo specifico accordo, considerandolo un fatto decisivo per la determinazione del quantum. La sentenza è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione che tenga conto di tale patto.
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Convalida trattenimento: rispetto termini decisivo
Un cittadino straniero ha impugnato la convalida del suo trattenimento in un CPR, lamentando la violazione del termine di 48 ore per la decisione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio chiave sulla convalida trattenimento straniero: il termine è rispettato se l'udienza di convalida ha inizio entro le 48 ore, anche se il provvedimento finale viene depositato subito dopo la sua conclusione, purché senza soluzione di continuità. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibili le censure relative alla valutazione della pericolosità sociale e quelle formulate in modo generico.
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Notifica nulla: la Cassazione ordina il rinnovo
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di un ricorso effettuata a un indirizzo PEC di un avvocato non costituito per la parte nel giudizio di appello costituisce una notifica nulla, ma non inesistente. Di conseguenza, invece di dichiarare inammissibile il ricorso, la Corte ha ordinato alla parte ricorrente di rinnovare la notifica entro un termine perentorio, sanando così il vizio procedurale e permettendo al processo di proseguire.
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Ricorso inammissibile: l’obbligo di deposito
Un cittadino ha proposto ricorso in Cassazione in una causa per diffamazione, ma la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sulla mancata produzione in giudizio della sentenza impugnata, un adempimento procedurale essenziale previsto dalla legge. Questo caso sottolinea l'importanza cruciale della diligenza formale negli atti processuali.
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Esenzione IMU prima casa: coniugi con residenze diverse
La Corte di Cassazione, uniformandosi a una sentenza della Corte Costituzionale, ha stabilito che l'esenzione IMU prima casa spetta anche se i coniugi hanno residenza e dimora in comuni differenti. La controversia nasceva dalla richiesta di pagamento dell'IMU da parte di un Comune a una contribuente, negando l'esenzione poiché il coniuge risiedeva altrove. La Suprema Corte ha chiarito che il beneficio fiscale è legato alla residenza e dimora del singolo possessore dell'immobile, non più a quella dell'intero nucleo familiare, accogliendo il ricorso della contribuente.
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