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Interest Rate Swap (Irs)

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un contratto derivato con cui due parti si accordano per scambiarsi flussi di pagamenti di interessi, calcolati su un capitale di riferimento, per un periodo di tempo definito. Solitamente, uno scambia un tasso fisso con uno variabile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Risoluzione contratti derivati: vince la banca sul vizio formale
Una società cliente ha citato una banca per ottenere la risoluzione contratti derivati stipulati prima dell'introduzione della direttiva europea Mifid. L'istituto di credito non aveva tempestivamente inviato la comunicazione di riclassificazione della società da operatore qualificato a cliente al dettaglio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di secondo grado favorevole alla banca, respingendo le pretese della società. I giudici hanno chiarito che l'omessa informativa su una nuova classificazione normativa non incide sui contratti pregressi validamente conclusi. La violazione di questo obbligo informativo non costituisce un inadempimento grave e non altera l'equilibrio delle reciproche prestazioni. Di conseguenza, la società cliente deve restituire alla banca le somme precedentemente incassate in sede arbitrale e pagare le spese di lite.
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Consulenza vs Swap: la Giurisdizione sulla domanda principale vince
Un Ente Pubblico ha citato in giudizio una Società Finanziaria per inadempimento del contratto di consulenza (domanda principale) e, solo in subordine, per la nullità di un contratto swap. La Società ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice italiano, indicando una clausola nel contratto swap che designava il giudice inglese. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: la competenza si determina unicamente sulla base della richiesta prioritaria. Poiché la controversia principale riguardava il contratto di consulenza, privo di tale clausola, la giurisdizione sulla domanda principale spetta al giudice italiano. L'Ente Pubblico ha quindi vinto la questione preliminare sulla competenza.
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Costi interest rate swap: quando sono deducibili?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30584/2024, ha chiarito che per la deducibilità dei costi interest rate swap, spetta alla società non finanziaria l'onere di provare la finalità di copertura (hedging) e l'inerenza del contratto all'attività d'impresa. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, annullando la decisione di merito che aveva erroneamente invertito l'onere della prova, e ha rinviato la causa per una nuova valutazione.
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Derivati IRS: la copertura del rischio valida la causa
Una società stipula un contratto di derivati IRS per coprire il rischio di un mutuo a tasso variabile, ma subisce ingenti perdite. L'azienda cita in giudizio la banca chiedendo la nullità del contratto per assenza di causa e violazione degli obblighi informativi. La Corte d'Appello di Bari ha rigettato l'appello, confermando la validità del contratto. La decisione si fonda sul fatto che la funzione di copertura del rischio era chiaramente documentata e voluta dal cliente, come provato dalla documentazione sottoscritta e da una perizia tecnica, rendendo il contratto valido nonostante il risultato economico negativo.
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Diritto di recesso: quando si applica ai derivati?
La Cassazione ha stabilito che il diritto di recesso previsto per le offerte 'fuori sede' potrebbe non applicarsi ai contratti derivati (IRS) se questi sono parte di un'operazione economica complessa e pianificata, come un leasing con copertura del tasso. In questi casi, può mancare l'effetto 'sorpresa' che giustifica tale tutela. La Corte ha cassato la sentenza di merito, che aveva dichiarato la nullità dei contratti per omessa indicazione del diritto di recesso, e ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Usura leasing: esclusi IRS e penali dal calcolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 690/2025, ha stabilito che ai fini della verifica dell'usura leasing, non è possibile sommare i costi derivanti da un contratto accessorio di Interest Rate Swap (IRS) né la penale per l'estinzione anticipata. La Corte ha ribadito il principio secondo cui non si possono cumulare oneri con funzioni eterogenee, come gli interessi corrispettivi, quelli moratori e le penali per il recesso, poiché si applicano in circostanze diverse e non sovrapponibili. Il ricorso di una società che lamentava l'usurarietà del proprio contratto di lease back è stato quindi respinto.
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Contratto swap nullo: la decisione del Tribunale
Una società citava in giudizio una banca chiedendo la nullità di un contratto di mutuo e di un connesso contratto di Interest Rate Swap (IRS) per varie irregolarità, tra cui usura e anatocismo. Il Tribunale ha respinto le doglianze sul mutuo, ritenendolo valido, ma ha dichiarato il contratto swap nullo. La motivazione risiede nella mancata trasparenza da parte della banca sui rischi effettivi e sui costi impliciti dello strumento derivato. Tuttavia, poiché gli attori non avevano formulato una specifica domanda di restituzione delle somme versate per lo swap nullo, sono stati condannati a rimborsare integralmente il capitale residuo del mutuo.
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