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Ingiuria Grave

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un comportamento gravemente offensivo del donatario nei confronti del donante, tale da manifestare un sentimento di avversione e disistima che ripugna alla coscienza comune, e che costituisce motivo per la revoca della donazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Tradimento in famiglia e Revoca donazione per ingiuria grave: la Cassazione
Una donna ha chiesto la revoca di donazioni indirette fatte al marito, accusandolo di ingiuria grave. L'uomo aveva una relazione extraconiugale con la cognata, avvenuta nell'azienda di famiglia. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno accolto la domanda, riconoscendo l'ingiuria grave non solo per l'adulterio, ma per le sue modalità particolarmente lesive della dignità della moglie, estese all'ambito familiare e lavorativo. La Corte di Cassazione ha confermato queste decisioni, rigettando il ricorso del marito e ribadendo la validità della revoca donazione per ingiuria grave in contesti di particolare gravità.
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Revocazione della donazione per ingratitudine: perde la casa
La Corte di Cassazione ha confermato la revocazione della donazione per ingratitudine di alcuni immobili disposta dalla zia donante nei confronti del nipote. Il nipote aveva privato la zia del possesso di un garage sul quale lei vantava un diritto di usufrutto, molestato l'inquilino dello stesso e attuato condotte aggressive e persecutorie contro l'anziana parente, accertate anche tramite filmati di videosorveglianza e sfociate in misure cautelari penali. I giudici di legittimità hanno ribadito che l'ingiuria grave e il grave pregiudizio al patrimonio del donante, presupposti per la revoca, possono essere desunti anche da provvedimenti possessori e da indizi di procedimenti penali ancora pendenti. Il ricorso del donatario è stato rigettato, confermando la perdita dei beni donati e la condanna al pagamento delle spese legali.
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Donazione al Figlio: Ingratitudine non provata, revocazione negata
Dei genitori agivano in giudizio contro il figlio per ottenere la revocazione donazione per ingratitudine, relativa all'acquisto di un immobile pagato con loro denaro. Lamentavano comportamenti offensivi e la presunta appropriazione di fondi dall'azienda di famiglia. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dei genitori, stabilendo che non avevano fornito prove sufficienti di una 'ingiuria grave'. I dissidi familiari e le questioni economiche, ricondotte a rapporti societari, non bastano a dimostrare l'ingratitudine richiesta dalla legge per revocare una donazione. I genitori hanno perso la causa.
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Revoca donazione: come si calcola il valore da restituire
La Corte d'Appello di Napoli riforma una sentenza di primo grado relativa a una revoca donazione per ingratitudine. La controversia verteva sul corretto metodo di calcolo del valore dei beni donati da una madre al figlio, che quest'ultimo aveva a sua volta alienato. La Corte stabilisce che, in caso di revoca donazione, il valore da restituire non è quello storico indicato nell'atto, ma il valore commerciale effettivo dei beni al momento della domanda giudiziale. Di conseguenza, l'importo dovuto dal figlio è stato aumentato da circa 22.000 euro a oltre 512.000 euro. Viene inoltre respinto l'appello incidentale del figlio, confermando che le sue eccezioni erano tardive, poiché fa fede la data certificata dal cancelliere sull'atto depositato e non lo storico telematico.
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Revoca donazione per ingratitudine: la Cassazione
Un figlio aggredisce la madre anziana e la esclude dalla sua abitazione. Lei avvia un'azione di revoca donazione per ingratitudine. Dopo la sua morte, gli eredi proseguono la causa. La Corte di Cassazione conferma la revoca, sottolineando che l'intera condotta del figlio, e non il singolo episodio, dimostra un'offesa grave e duratura. La sentenza chiarisce anche la piena legittimità degli eredi nel proseguire l'azione legale.
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Revoca donazione per infedeltà: la Cassazione decide
Un marito ha richiesto la revoca della donazione indiretta di un immobile alla moglie a causa della sua infedeltà. La Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice infedeltà coniugale non è sufficiente per giustificare la revoca donazione per infedeltà. È necessario che tale comportamento si traduca in una 'ingiuria grave', ovvero in una manifestazione di disistima e avversione verso il donante, circostanza non provata nel caso di specie. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile.
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Revoca donazione per ingratitudine: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3811/2024, ha chiarito i presupposti per la revoca donazione per ingratitudine. Il caso riguardava una sorella che, dopo aver ricevuto un immobile in donazione dal fratello, non solo non gli ha prestato l'assistenza pattuita, ma lo ha anche indotto a contrarre un finanziamento per proprie necessità. La Corte d'Appello aveva revocato la donazione, ma la Cassazione ha annullato tale decisione. Secondo i giudici supremi, il semplice inadempimento degli oneri o l'aver causato un pregiudizio patrimoniale non integrano di per sé l' 'ingiuria grave' richiesta dalla legge. È necessario dimostrare un comportamento che esprima un sentimento durevole di disistima e avversione verso il donante, tale da ledere la sua sfera morale e ripugnare alla coscienza comune.
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